Vidal si considera un "riformatore radicale", ed è descritto come un nostalgico del "repubblicanesimo puro" dei primi anni della storia americana. Come studente delle superiori è stato un sostenitore dell'American First Committee. Differentemente da altri sostenitori del movimento, continua a credere che gli Stati Uniti non avrebbero dovuto intervenire nel secondo conflitto mondiale (sebbene sembra adesso sostenere che la fornitura di aiuti materiali agli alleati fosse una buona idea). Ha anche ipotizzato che il Presidente Roosevelt avesse "incitato" i giapponesi ad attaccare gli Stati Uniti, con il fine di giustificare l'entrata in guerra degli americani, e crede anche che questi fosse a conoscenza dell'attacco prima che fosse condotto.
Opinioni sui fatti dell'11 settembre 2001
Vidal era fortemente critico dell'amministrazione Bush, così come lo era stato delle precedenti amministrazioni che considerava aver avuto una agenda espansionista implicita o esplicita. Ha spesso affermato in interviste, articoli, e in un recente libro, che gli americani "sono oggi governati da una combriccola di petrolieri guerrafondai ("oil-Pentagon men" nell'originale) [...] Bush padre e figlio, Cheney, Rumsfeld, e così via." Secondo Vidal, per molti anni questo gruppo e i loro soci hanno tentato di ottenere il controllo delle riserve petrolifere dell'Asia centrale (dopo, sempre secondo Vidal, aver guadagnato l'effettivo controllo delle risorse del Golfo Persico nel 1991). Relativamente agli attacchi dell'11 settembre 2001, Vidal scrisse che tali attentati, che affermava essere stati previsti dai servizi di intelligence americani, giustificavano politicamente i piani di invasione dell'Afghanistan (ottobre 2001) dell'amministrazione Bush, preparati precedentemente agli attentati. Sottolineava la mancanza di meccanismi di difesa, incluso il ritardo per l'attivazione dei caccia intercettatori i cui tempi di azione furono molto più lenti di quanto ci si potrebbe aspettare. Se, affermava Gore Vidal, tali mancanze fossero frutto di incompetenza, meriterebbero un congruo numero di corti marziali e uno o due rinunce da parte delle maggiori cariche dello stato. Invece, abbiamo solo una inchiesta su come i “potenziali errori di comunicazione tra agenzie federali ... possano aver permesso la realizzazione degli attacchi." Tali fatti, concluse Vidal, autorizzano l'ipotesi che l'amministrazione di fatto lasciò realizzare gli attacchi, in modo da poter capitalizzare su un evento catalizzatore che gli avrebbe permesso di raggiungere obiettivi politici controversi sotto la falsa bandiera di una Guerra al terrorismo.
tratto da wikipedia. (io uso copia incolla.....)
istruttivo come quello di Giulietto Chiesa sul complotto CIA dell' 11 settembre 2001.... da non far leggere mai ....(credo che questa discussione andrebbe continuata del Monty Python)
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