soprattutto, per sporgersi all'interno e in basso, per forza di cose si deve rinunciare a scaricare il peso sulle pedane, gravando tutto il peso sulla sella
Per qualunque evento anomalo della moto quindi invece di compensarlo con le gambe si viene sparati via come dei sacchi di papate, o si resta alle mercè della moto.
Cmq, per tornare al discorso sulle gomme e sulla loro deformazione, il fatto è che per i professionisti non esistono le transizioni: in moto o si accelera o si frena. Di brutto in entrambi i casi, proprio per stabilizzare la moto e le gomme nell'equilibrio milgiore.
invece i comuni guidatori guidano solo in transizione, frenano un pò, riaccekerano un pò per arrivare alla curva, mollano il gas, la fanno a gas parzializzato con la moto traballante alla ricerca di un equilobrio, con la ciclistica e le gomme scariche, l'aderenza al 50% delle sue potenzialità e paradossalmente vicini al limite del complesso moto pilota anche se sono fermi.
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E' il viaggiatore solitario quello che va più lontano
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