Il giro sulla lancia mi è piaciuto un sacco, anche se ancora una volta mi ha fatto riflettere sulla realtà di questi paesi. Quella che poteva sembrare una piccola carrettiera che costeggia il fiume, è invece stata il teatro di una violenza atroce, ma immagino che gli autori non debbano averci pensato troppo, mentre spezzavano la vita di Jairo.
Io inizio a ripercorrere la strada verso est: sono arrivato in fondo e devo iniziare a ripercorrere la strada verso Mexico City. In teoria potrei raggiungere il canale di Panama e tornare indietro, ma con medie oltre i 300 km al giorno: niente di che, ma aumenterei il numero di passaggi di dogane e le previsioni del tempo non sono incoraggianti andando verso sud. Sarebbe un attimo perdere 4 ore a una frontiera e 2 per la pioggia: il giorno dopo che faccio ? 500 km ? E se piove ? Se foro ? Se cado di nuovo? Magari cercherò qualche posto da inserire nel percorso di rientro. Vedremo
Infatti dopo mezz’ora arriva un diluvio che mi costringe ad una sosta forzata da una fermata di bus. Dopo un po’ arriva una signora col figlioletto, entrambi fradici. Al riparo inizia a cercare di asciugarlo, gli toglie la maglietta bagnata: non ci penso due volte e le do il mio asciugamano.
Arrivo a fine pomeriggio a San Josè, vorrei saltare la città, ma è meglio fermarsi. Chiedo a un tassista se conosce un hotel economico. Mi fa cenno di seguirlo. A un semaforo ne vedo parecchi che mi sembra possano andare bene e glieli indico: scuote la testa e prosegue. Meglio dargli retta.
Arriviamo in una zona pericolosa (per me): Marriot, Sheraton, grandi magazzini, ma poi il tassista mi indica una strada a sinistra e vedo un ostello: salvo.
Si tratta dell’ostello Aldea
http://www.aldeahostelcostarica.com/ che per i motociclisti è perfetto: parcheggio interno nel giardino proprio di fronte alla zona cucina. 13 $ il posto letto.
precisazione: spesso io sono arrivato col buio nelle città dove ho dormito e quindi le foto dell’edificio le ho poi scattate al mattino
esco per andare a comprare qualcosa da mangiare: la zona non da scampo. Il supermercato è caruccio, ma prendo da prepararmi un risotto
conosco una ragazza canadese in vacanza per le vacanze dell’università. Come al solito sta facendo una cosa incomprensibile per le ragazze italiane: gira da sola. Ovviamente con alcune cautele: quando arriva in un aeroporto o in una stazione dei bus, prende sempre il taxi che l’accompagna all’alloggio già prenotato. Segue sempre dei tour organizzati, insomma nulla di cervellotico o stravagante. Normalmente, la maggioranza delle ragazze italiane che ho visto all’estero, girano sempre in gruppo, stile militare tipo testuggine romana: pronte a difendersi da qualunque attacco...più o meno come quando sono in Italia poi.
L'ostello è davvero originale come arredamento
domenica 2 giugno
Colazione (inclusa nel prezzo) con la gradita sorpresa di biscotti caldi appena sfornati che vengono offerti alla reception
fuori dell'ostello si sta svolgendo una gara podistica
raggiungo Liberia abbastanza presto e vado all'ospedale: purtroppo essendo domenica non possono togliermi i punti dal ginocchio.
pazienza decido di andare subito alla frontiera col Nicaragua. ormai ste frontiere me le gioco a occhi bendati
di nuovo alla dogana del Costa Rica e noto qualcosa che mi era sfuggito all'ingresso nel paese
di qui è passato per forza Gionata Nencini e il suo progetto/sogno PARTIRE PER
il Nicaragua è il paese dei vulcani
sosta causa diluvio: tra l'altro mi accorgo che ha mollato uno dei bulloni del supporto della borsa di sx...quella senza lucchetto
arrivo a Granada ancora con la luce e vado in un internet point per cercare gli indirizzi di ostelli. Scrivo una veloce mappetta a mano e poi esco alla ricerca di un posto per la notte.
Il problema del parcheggio è sempre pendente sul capo del motociclista. Niente da fare coi primi 2 posti. Poi vedo dei ragazzi con lo zaino e chiedo loro dove vanno: ostello Oasis
http://www.nicaraguahostel.com/
Mi possono far mettere nel cortile interno la moto: è il mio
Il Kawasaki KLR 650 è particolarmente adattabile a stenditoio
mi doccio e poi esco a mangiare qualcosa
rientro , medico il ginocchio e il braccio: mi sembra che ci sia ancora un poco di infezione attorno ai punti, ma non credo sia nulla di preoccupante. Finisco la serata guardando un film in dvd nella televisione della sala comune: sapete che film era ? 127 ore il film che descrive l'incredibile avventura di Aron Lee Ralston l'alpinista statunitense che nel 2003, rimasto incastrato sotto a un masso con un braccio, dopo cinque giorni arrivò ad amputarselo per sopravvivere. Mi tocco il ginocchio e non solo quello.