10° giorno: Domenica 26 maggio, Goris (ARM)=>Geghard (ARM) , KM 346
Oggi ci svegliamo di buon umore. Sarà che ha piovuto, l’aria pulita, la distanza da casa e dai problemi della vita quotidiana, insomma siamo in forma. Arriverei in Mongolia.
Partiamo puntando verso il monastero del Tatev, poco distante.
Decidiamo di prendere la funivia Wings of Tatev, non perché l’ultimo tratto sterrato sia impegnativo (non lo è), ma perché vogliamo provare questo gioiello della tecnologia svizzera donato all’Armenia.
Arriviamo verso le 9:00 ma è tutto chiuso, ci sono solo un paio di guardie. Andiamo alla KAKKA (cassa) e vediamo che apre alle 10:00.
Ci gustiamo un caffè, al bar con terrazza panoramica dell’impianto, che pratica prezzi continentali. Nel frattempo arrivano gli addetti alla KAKKA che sono ben 5, alla faccia….della piena occupazione. Non c’è nessuno e facciamo i biglietti. 16€ in due a/r. per qui una bella cifra..
Montiamo su e partiamo. In pochi minuti si arriva al monastero dove c’è solo qualche macchina e quindi poca gente. Il complesso è formato da diverse strutture. Oltre alla chiesa principale ci sono cappelle, stanze e pietre tombali, caratteristiche della zona.
Prendiamo anche un’inizio di messa ortodossa, e veniamo via. Sono le 11 passate e l’ambiente si stà affollando.
Ci rimettiamo in moto direzione nord ovest, con la consueta gincana di buche…verso Monastero di Noravank, incastonato in una valle di roccia rossa.
Ci si arriva con una bella strada asfaltata, e qui si vede che è domenica. Pullman e macchine in abbondanza. Troviamo anche un ciclista olandese…..che coraggio.
Il monastero è bello ma c’è troppa gente, si perde un po’ della poesia del posto.
Non ci sono bar, moriamo di sete. Meno male che abbiamo un po’ d’acqua (calda) nella borraccia.
Ripartiamo assetati e troviamo un bar-benzinaio. Prendiamo due coca e vediamo che il ragazzo ci fa la cresta sul prezzo. Non per l’euro in più, ma faccio presente la cosa, visto anche che i prezzi sono esposti, ma lui mi fa una cadrega armena e decido di lasciare stare.
Arriviamo al khor virap nel pomeriggio. Il famoso monastero sulla collinetta che ha come sfondo il possente Ararat. Purtroppo c’è un po’ di foschia e non riusciamo ad vederne bene i tratti.
Ci rilassiamo sotto un ciliegio….non è uno spettacolo che si presenti spesso.
Ultima fatica monastica di giornata…..Ghegard.
Per arrivarci ci fermiamo alla periferia di Yerevan, che non vogliamo fare, per fare benzina. Sandro 6700 dram, io 6400…….arriva il benzinaio e spara sulla calcolatrice un bel 14.000…scusa ma….???e lui….caffè….! oggi devo avere la faccia di quello ricco.
Dopo il siparietto voliamo verso il ghegard, è un pò tardi, e proprio poco prima del monastero ci fermiamo in una chambre d’hote, con wi fi, gestita da una Armena che parla benissimo francese. Il tempo di bere qualcosa offerto dall’ospitale padrona e scappiamo a l Ghegard.
Bello bello. Di sicuro uno dei più belli che ho visto. Dentro ha un’ambiente tipo nome della rosa. Mistico, buio, essenziale e austero.

C’è gente ma vista l’ora c’è più silenzio. C’è anche una fontana di acqua.
Facciamo chiusura a fare foto e gustandoci le ultime luci del giorno in questo luogo mistico.