Svegli abbastanza presto, ci concediamo una luuuunga passeggiata arrivando – costeggiando il mare – fino al ponte di Galata, che percorriamo avanti e indietro guardando i gruppi di pescatori “all’opera” con le lenze dal ponte.
a pesca
Arriviamo al mercato delle spezie, che non manca mai di affascinarmi per la varietà di colori ed odori. Mi sembra pero’ che rispetto all’ultima volta siano diminuiti i commercianti di spezie lasciando spazio a commerci piu’ generici. Magari mi sbaglio, i ricordi hanno sempre un “filtro” migliorativo…
Abbiamo comunque una missione da compiere, e cominciamo a gironzolare per i vari commercianti per fare due pieni di spezie, uno per me e uno per il buon Tommone – spero prima o poi di poter gustare la sua cucina
Ora, a parte il fatto che io l’anice stellato non sapevo neanche che esistesse, come diavolo faccio a chiederlo ad un negoziante turco? Eh? Santa wikipedia…
Nel frattempo l’obiettivo della mia fedele macchina fotografica mi abbandona,aveva dato qualche segno di cedimento dopo la frontiera curdo/iran/turca (forse a causa di qualche maneggiamento troppo rude da parte del rambo di turno) ma ora mi lascia totalmente a piedi. Meno male che ha tenuto fino quasi alla fine del giro…
A questo banchetto abbiamo preso le spezie per Tom!!!
Bisognerebbe avere l'effetto odorama come il buon John Waters fece in Polyester!!!
L'ultima foto prima che l'obiettivo tirasse i calzini.
Continuiamo poi raggiungendo il Gran Bazar, che ci limitiamo ad attraversare, facciamo un salto in albergo a depositare le spezie acquistate e subito andiamo a prendere un battello per un giro sul Corno d’oro, Bosforo. Il giro è molto bello, ma lo speaker/guida lascia molto a desiderare con le spiegazioni (ha un tono che sembra gli sia morto un caro parente la mattina stessa, due concisissime parole per ogni “luogo”…). Vabbè, accontentiamoci della vista, non avevo mai fatto questo giro quindi ne è valsa comunque la pena.
Torniamo in zona Sultanhamet, due orette di riposo per ripigliarci dalle miglia camminate oggi dopodichè usciremo di nuovo e proveremo il ristorante Hamdi consigliato da Maurizio per gustare l’ultimo kebab – questa sera mi oriento per uno yogurtly kebab, degno di nota. Finiamo la cena con Raki e Baklava (la dieta del diabetico….), e torniamo in albergo per nannare e essere pronti per la partenza. Sono veramente gli ultimi sprazzi.