Al mattino, ci facciamo spiegare dall’addetto prenotazione taxi dell’albergo come poter uscire da Tehran e andare in direzione Esfahan: della mappa e navigatore c’è solo da dimenticarsi. Il santuomo ci scrive su un foglietto le tre direzioni da prendere, scorrevole, semplice, complice l’ora non tarda (siamo partiti verso le 7:30) riusciamo ad uscire indenni da Tehran in maniera decisamente sbrigativa.
Solita autostrada, nel percorso siamo oggetto di
- Completo reportage fotografico da parte di alcune ragazze in macchina, che procedono affiancate a noi per qualche chilometro facendoci innumerevoli foto
- “Assalto” di una serie di ragazzi a un benzinaio, che vogliono farsi fotografare vicino alle nostre moto
- Ennesimo stop da parte della polizia, perché il poliziotto vuole vedere i nostri tricicli da vicino
Nel contempo, la ventola raffreddamento della moto di Ivano continua a fare dei preoccupanti rumori… Contiamo di cambiarla ad Istanbul sulla via del ritorno, speriamo non peggiori.
Arriviamo ad Esfahan verso l’una, il termometro dice circa 35°C: ci dirigiamo verso il centro e ci fermiamo per chiedere indicazioni su come arrivare all’Abbasi Hotel: un gentile signore mi indica la sella, mi fa cenno… e sale con me sciroppandosi 6-7 km come passeggero guidandoci fino all’hotel. A giudizio di Ivano che seguiva, il personaggio è rimasto con un sorrisone stampato in faccia dalla partenza all’arrivo…
Entriamo in albergo, e ci concediamo un paio d’ore di relax: approfittiamo per fare un veloce bucato, e finalmente verso le 4 usciamo per andare in visita per Esfahan.
Andiamo prima nella piazza Maydan Imam, splendido piazzone di 500 metri * 160, con fontane, moschee, prati all’inglese, bazar…
Con la fortuna che ci contraddistingue la moschea principale è chiusa
Moschea dello Scia
Moschea dello Scia
visitiamo comunque il resto della piazza, bazar e altra moschea inclusi
Moschea dello sceicco
Moschea dello sceicco
Moschea dello sceicco
(torneremo comunque tra qualche giorno ad Esfahan), e dopo un fresco succo di frutta ci dirigiamo verso il fiume Zayandeh Rud e il ponte Si-o-Se-Pol:
Zayandeh Rud
Ponte Si-o-Se Pol
Ponte Si-o-Se Pol
Ponte Si-o-Se Pol
Ponte Si-o-Se Pol
ci adeguiamo al costume locale e attraversiamo il fiume sotto le arcate, a continuo rischio scivolamenti dato il fondo viscido, ma simpatico e decisamente rinfrescante.
Cena in un ristorantino tipico con cannelloni alla bolognese (scherzo, trattasi di kebab), breve passeggiata in notturna di nuovo alla piazza - dove i prati sono utilizzati da tante famiglie per un'ottima cena-piknik in uno scenario veramente suggestivo -
e poi di nuovo in albergo, Ivano in camera a dormire io nello splendido cortile a sorseggiare una birra (coca zero) e ad aggiornare il diario.
Domani, in viaggio per Shiraz.