Discussione: Erg Chigaga Marocco
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Vecchio 27-02-2013, 19:32   #7
ario59
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Questa è la mia personale esperienza....la vedo cmq. dura con zavorrine e senza gps: Da Zagora vi è una bella strada che porta verso le aride pianure del profondo sud desertico sino a M’hamid, solitario e polveroso avamposto battuo dall’Harmattan, vento primaverile che nasce nel cuore del Sahara di cui il vicino Erg Chigaga è una propaggini dei grandi Erg Algerini. E’ l’incontrasto regno dei Tuareg, che ci insegnano la tranquillità del deserto, sotto i loro shes color indaco, nei loro occhi…cose dimenticate e ritrovate nella sabbia del tempo, nulla o quasi si sa sulle loro origini, la loro lingua, le tradizioni tramandate esclusivamente da parole dette e mai scritte. Ancor oggi tengono a distinguersi anche con una speciale anarchia insita nel loro carattere, dove non esistono confini, laggiù oltre il mare di sabbia. A Tamegroute si può l’interessante biblioteca musulmana con libri e manoscritti antichi, dove una simpatica ed alquanto bizzarra guida anziana ci fa da cicerone, accanto vi è il souk delle ceramiche dove con metodi antiche si producono vasellami di varia fattura e natura, ed è un momento arrivare al bivio ed imbocchiamo la pista oltretutto teatro di una delle ultime tappe della Dakar africana, la pista del lago Iriki, la dove inizia l’Erg M’hazil ci accorgiamo subito che non sarà una passeggiata portare questi ns. bestioni da 250kg. su sabbie, pietraie, oued in secca e tole-ondulèe che spezza le braccia è una prova impegnativa della capacità di guida dei piloti ed al limite di sopportazione alla fatica dei conducenti e dei mezzi ad un certo punto è la voglia assoluta d’arrivare, di uscire da quell’inferno di pietra e sabbia, sotto un sole accecante, la sete e la fatica, bianca e muta ti svuota d’energia,ma dove questo impegno, lascia il posto ad una determinazione feroce negli ultimi bagliori del giorno e le prime ombre della sera stagliano in lontananza le rassicuranti luci del villaggio di Foum Z’Guid per poi proseguire al buio della notte ai margini di una vasta pianura sino a Tissint, brevi guadi ed un tratto su pista a volte battuta a tratti sabbiosa ci conduce stanchi, sporchi e distrutti fisicamente al solitario accampamento di Akka Nait Sidi magnificamente e silenziosamente adagiato su un fondo di un ampio canyon, qui godiamo della genuina ospitalità di Sylvain ed il suo staff, in comode tende doppie generosamente distanti le une dalle, dopo un buona cena passiamo qualche momento ad ammirare il fuoco ed un cielo illuminato da miriadi stelle….ripensando in modo positivo a quale impresa siamo riusciti a portare a termine… i 160 km. della pista del lago Iriki rimarranno scolpiti indelebili nella nostra memoria
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