Gianni ora ho capito quello che volevi dire e c'è una logica che può essere più o meno condivisibile ma che deve essere accettata. La situazione non è sovrapponibile a quella della ex Iugoslavia dei primi anni 90 se si ecludono i periodi in cui ci furono le guerre dei 6 gioni nel '69 e quella dello Yom Kyppur nel '73. I pericoli che si possono correre attualmente sono quelli di essere su un autobus su cui sale un uomo-bomba ma a memoria non ricordo di turisti coinvolti in situazioni simili, mentre tutti ricordiamo cosa è successo a New York con le Torri gemelle o a Madrid alle stazioni del metrò nel 2004 o a Londra nel 2005 sempre nel metrò. Quello che è vero è che Israele ha livelli di vigilanza elevati e quindi in determinate situazioni è necessario tenere un profilo basso per cui se ti controllano i documenti e vedono determinati visti sul passaporto si deve sapere che con fermezza ma educazione si sarà sottoposti ad una serie di domande a cui si dovrà rispondere con altrettanta educazione. Personalmente ho avuto sensazioni molto meno piacevoli nel 1995 quando passai dalla Colombia al Venezuela in un passaggio di frontiera secondario.
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Compare di Campari
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