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Vecchio 14-10-2012, 20:35   #39
trottalemme
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SESTA E ULTIMA PUNTATA (Km 332)

Il viaggio è al termine, ma abbiamo ancora due mete prima di prendere la strada di casa: Mostar e Dubrovnik.
La prima è celebre per il suo vecchio ponte e per il fatto che il ponte fu abbattuto nel corso del conflitto degli anni novanta ad opera dell’esercito croato-bosniaco, forse uno dei gesti che più colpirono l’opinione pubblica per la sua inutilità militare ed il chiaro significato ideologico di separare la comunità cristiana da quella musulmana.
Dubrovnik è famosa per la sua bellezza e per il bombardamento nel 91-92 ad opera delle Forze serbo-montenegrine che ne danneggiarono seriamente molte opere d’arte senza riuscire però riuscire a raggiungere lo scopo di staccare la città dalla nascente Croazia.
Ripercorriamo il viale dell’aeroporto e lasciamo Sarajevo sulla strada 17. I primi trenta chilometri sono faticosi per il pesante traffico, ma subito dopo Tarcin la strada si libera e corriamo lungo un lago artificiale, circondati da alte vette di tipo alpino.
A Jablanica imbocchiamo la valle della Neretva che ci accompagnerà fino a Mostar. Il fiume scorre lentamente e maestoso, punteggiato di piccoli allevamenti di pesce d’acqua dolce; prima della città ci accorgeremo che il motivo di tanta imponenza è anche in questo caso una diga che blocca la corsa delle acque.





Arriviamo a Mostar verso le undici e ci rendiamo conto di avere sbagliato i conti: l’estate è finita, ma non il turismo. La città vecchia è intasata di persone che vagano incolonnate fra bancarelle e ristori; l’attrazione principale sembrano essere due giovanotti che, in costume da bagno, promettono di tuffarsi nella Neretva e intanto raccolgono soldi dai curiosi.







Abbiamo sbagliato i conti e ieri sera avremmo fatto meglio ad imboccare la strada per Mostar a Foca invece di tornare a Sarajevo. Ma tant’è, il danno è fatto. Raggiungiamo velocemente la motocicletta, facciamo due chiacchiere col posteggiatore a cui avevamo lasciato in custodia anche le giacche e ripartiamo subito.
Per raggiungere Dubrovnik non proseguiremo sulla strada 17, ma risaliremo l’altopiano Podvelezje e scenderemo a Gacko e Trebinje.
L’altopiano si rivela bellissimo e molto vario. Nella prima parte si corre in un ambiente carsico, arido e deserto in vista del Monte Velez. Salendo da Mostar, pochi chilometri dopo la deviazione dalla strada 17 si incontrano sulla destra i resti di un poderoso castello medievale: il castello di Herceg Stjepan che governò la Regione nel corso del Medio Evo.









Sull’altopiano incontriamo qualche auto, ma nessuna apparente coltivazione o allevamento. Da Nevesinje, che si raggiunge dopo trenta chilometri, il paesaggio lentamente si trasforma e si corre lungo tortuosi valloni attraversando piccolissimi villaggi deserti ed incontrando mucche al pascolo che stazionano pigramente sulla strada.





A Gacko ci da il benvenuto l’estesa miniera di carbone a cielo aperto e la grande centrale termoelettrica annessa; il territorio appare profondamente segnato dall’attività estrattiva, ma la devastazione del territorio dura poco perché, una volta attraversata la cittadina, riprende il bellissimo altipiano che corre in direzione nord-sud.
La strada si fa ancora più interessante dopo Bileca quando si incontra un altro grande lago artificiale (Bilecko Jezero) che si costeggia per qualche chilometro prima di arrivare a Trebinje, sullo sfondo a sud le montagne che separano questa zona dalla costa adriatica.



Poco prima di Brgat e del confine con la Croazia, la strada raggiunge la costa e incombe con bellissima vista sul golfo di Cavtat, Ragusavecchia, l’antica Epidauro.



Passiamo la sera a Dubrovnik, affollata di turisti ed in festa per una manifestazione folcloristica. La città è stata ricostruita ancora più bella di quanto fosse prima del bombardamento ed occorre entrare nella galleria War Photo Limited (www.warphotoltd.com), di cui raccomando caldamente la visita, per ricordarsi che anche questa città fu coinvolta nel conflitto con quindicimila sfollati e un’ottantina di morti fra i civili.







Dopo Dubrovnik risaliamo lentamente la Costa Dalmata, godendoci lo splendido panorama, ma questa è un'altra storia.

FINE.
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