Stamattina parto per arrivare a Dien Bien Phu dove nel 1954 arrivò la vittoria per le truppe del Viet Minh comandate dal generale Giap sul corpo di spedizione francese e ponendo fine alla guerra di Indovina iniziata nel 1946. La vallata di Dien Bien Phu era stata scelta perché ottimale per una pista d’atterraggio e giudicata difendibile con alcune postazioni sulle colline circostanti. Incredibilmente i vietnamiti portarono su per le ripide salite delle montagne l’artiglieria pesante e poterono così martellare le postazioni francesi…ho riassunto un tanto al braccio, se volete saperne di più
http://it.wikipedia.org/wiki/Battaglia_di_Dien_Bien_Phu
mi raccomando: quando siete in viaggio e alla sera magari decidete di scaricare le foto sul pc portatile o chiavetta usb, ricordatevi poi di rimettere la scheda di memoria nella macchina fotografica, altrimenti si rischia di perdere del tempo a cercarla in uno zaino che magari avete avvolto con qualcosa di impermeabile e fissato con corde elastiche alla moto.
il traffico vietnamita, come in India e Africa è un misto di veicoli e animali
ogni tanto il verde del paesaggio diventa accecante, bellissimo
se devi far seccare del fieno o del riso, la cosa più semplice e pratica è spargerlo lungo le strade
non è che le secchiate d’acqua siano un ricordo: sono una presenza costante. Pur avendo indossato tutto l’antiacqua a mia disposizione vedo un banchetto per vendere frutta fuori di una casa e mi fiondo dentro al cortile con la mia moto
ci abita un ragazzo che lavora come guidatore di ruspe ( mi fa vedere il manuale di manutenzione del mezzo) ed è lì in casa con una sua amica insegnante…oddio tutto il mondo è paese e mi sembra che lui sia il classico amico del giaguaro, cioè :”Appena abbassi la guardia …” comunque sono gentilissimi e mi offrono il tè e la frutta fino a quando la pioggia smette
arrivo a Dien Bien Phu verso l’una con un caldo micidiale e prima di andare a vedere i monumenti pranzo: credo di aver assaggiato una specie di polenta del Vietnam
uno dei monumenti celebrativi ha ovviamente una scalinata pazzesca a disposizione ( temo che il ricordo della corazzata Potemkin abbia colpito anche qui in Vietnam )
dato che ho salito ad Odessa la scalinata della Potemkin mi sembra il minimo fare altrettanto qui a Dien Bien Phu
il cimitero dedicato ai caduti del Vietnam: incontro una coppia di turisti del Belgio. Parliamo dei nostri paesi dopo esserci scambiati qualche informazione e vedo che anche loro non sono poi stati scontenti che per oltre un anno il paese non abbia avuto un vero governo: non se ne sono poi accorti molto.
riparto verso le 3 del pomeriggio e decido di arrivare fin dove arriverò, che di solito è una meta che non sbaglio mai, davvero
mi fermo un attimo a bere un tè freddo visto che Giove Pluvio si è nuovamente svegliato
guardate un po’ questa mamma con pargolo
lungo la strada mi sono fermato da una Guest House e ho comprato un cuscino: la moto è bassa e oltre alle gambe un poco scomode il sedere inizia ad urlare. Non sono un piagnone, ma davvero non ce la facevo più
arrivo a Lai Chau verso sera e c’è un solo albergo con camere libere ( dei tre che riesco a vedere)
quando arrivi tardi in Asia è meglio appoggiare la roba e andare subito a mangiare: la doccia può aspettare
l’albergo ha una sala con calcetto, bar e wi fi e addobbi natalizi: non me li spiego. Ha ovviamente una sal per quello che è il passatempo nazionale dei vietnamiti: il karaoke. Davvero lo trovate ovunque, non c’è scampo
verso le due di notte ammetto che mi girano un poco le scatole e alla terza volta che vado a lamentarmi finalmente uno dei ragazzi della reception va ad abbassare decisamente il volume
la stanza è comunque ampia e mi consenta di aprire comodamente i bagagli e di mettere ad asciugare i vestiti