Oggi è il 21 maggio, lunedì la moto sarà pronta nel pomeriggio e io partirò il giorno dopo. Il rumore della pioggia mi ha svegliato abbastanza presto, anche se l’ho avvertito per tutta la notte…per forza è l’impianto dell’aria condizionata. La colazione viene servita a partire dalle 8, ma essendomi alzato prima delle 7, vado nella dining room, che poi è una terrazza coperta all’ultimo piano dell’edificio. Il pane è già stato portato nel frigo e quindi preparo la colazione per conto mio
Cielo coperto e minaccioso…prima o poi conoscerò il monsone vietnamita
E vai !!! Eccolo il monsone: in un microsecondo le strade diventano dei piccoli fiumi
mezz’ora e passa tutto e finalmente posso prendere possesso della moto dalla Flamingo Travel. Mi faccio spiegare come controllare il livello dell’olio, fare rifornimento e gonfiare le gomme, che esaurisce poi il mio bagaglio tecnico di conoscenze meccaniche su cui potrò fare affidamento durante i miei spostamenti.
Faccio un primo giretto e noto che la frenata è un pochino lunga e gli chiedo se sia possibile regolare il freno anteriore. Non ce n’è bisogno in quanto è da usare “just in emergency situation” e come su una vespa è meglio avvalersi del posteriore. Del resto poi la moto a vuoto pesa come il mio PX e la frenata/schivata da vespista la conosco bene.
tanto vale abituarsi al traffico locale e così vado a vedere un altro dei laghi di Hanoi
il mausoleo di Ho Chi Min
il buon vecchio Lenin
e le baguette, ricordo del colonialismo francese
questa è una delle strade del Quartiere Vecchio, che faceva parte della Corporazione delle 36 Strade, ognuna dedicata ad un tipo di mercanti: tessuti, scarpe ecc…
quando sono tornato in ostello ero da solo nella camerata ed ho potuto preparare con calma i bagagli, cercando di mettere le cose di uso più frequente nelle borse laterali e nello zaino avvolto in un borsone di plastica, quelle necessarie alla sosta della sera.
Martedì mattina ( è il 22 di maggio) mi sveglio sempre col rumore dell’aria condizionata, che però non deve funzionare al meglio, nella stanza c’è un poco di afa. Infatti è spenta: stavolta il rumore è proprio dato dalla pioggia battente. Pazienza e speriamo che esista in Vietnam il proverbio “Partenza bagnata, partenza fortunata”. Stavolta la colazione viene preparata da uno dei ragazzi di servizio all’ostello: sempre l’uovo che però viene messo in mezzo ad una baguette.
Mentre raccolgo i bagagli, smette di piovere, anche se il colore del cielo mi fa capire che la minaccia acqua sarà costante.
Infilato lo zaino nella sportina di plastica, lo fisso al portapacchi con le corde elastiche: le borse laterali sono fissate alla moto con dei pezzi di camera d’aria da bicicletta fornite dalla Flamingo Travel.
Parto con direzione ovest e vedrò fin dove riuscirò ad arrivare
beh, la foto dal Golf Club non me la potevo perdere
la bevanda ricavata dalla canna da zucchero schiacciata è sempre deliziosa
il paesaggio inizia a cambiare decisamente
il cielo è sempre scuro come quando sono partito, ma tutti i conducenti di motorino che vedo si fermano per indossare dei copripioggia che vanno dall’impermebile leggero di plastica al poncho con apertura per il fanale del motorino: vorrà pur dire qualcosa. Mi metto la giacca e i pantaloni antipioggia (perlomeno alla Decathlon me li hanno venduti per tali) continuando però a memorizzare posti di riparo che incontro. Meglio tornare indietro di un km per ripararsi che farne 10 in avanti senza sapere se si troverà un riparo. In Vietnam devo dire che l’intervallo di tempo fra strani rumori dal cielo e secchiate d’acqua è davvero breve, ma per fortuna trovo una stazione di servizio. Come scoprirò presto, in Vietnam, nessuno si sogna di vietarvi di mettervi al riparo dalla pioggia, sia che si tratti di un benzinaio, un piccolo negozio o anche case private.
La pioggia nei tratti non asfaltati trasforma un poco le strade e mi tornano in mente quelle dell’India in alcuni tratti da Manali a Leh
nel Nord del Vietnam i monumenti di tipo ex USSR abbondano
verso sera arrivo a Son La che diventa quindi la mia prima tappa vietnamita. Per dormire in Vietnam esistono fondamentalmente 2 tipologie di alloggio. L’albergo vero e proprio è chiamato khách sạn, mentre nha nghi è l’equivalente della guest house o pensione. Entrambi vi custodiscono al loro interno la moto: normalmente le nha nghi ve la fanno parcheggiare nella hall.
Sistemata la moto e fatta una doccia veloce sono uscito lungo la strada principale di Son La: come nelle ex repubbliche sovietiche, anche la più piccola delle città dispone di una via centrale che nulla ha da invidiare al Grande Raccordo Anulare di Roma, a parte il traffico ridotto. Sulla via principale troverete sempre da mangiare e dormire. La mia camera mi pare fosse sui 5 $.
Sono grosso modo le 9 di sera, ma qui è già un poco tardi e quindi mi infilo nel primo ristorante che trovo
contentissimo il proprietario di avermi come cliente
non so bene cosa ho mangiato, ma i gatti cui ho buttato due pezzetti di cibo sono ancora vivi quindi vado a dormire tranquillo