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Vecchio 27-09-2012, 21:53   #22
Antonio Tempora
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Sabato 18/08

Dalyan – Ekincik – Gocek – Fethyie
Km. 174 Tempo in movimento H3,35

Facciamo colazione e pago il conto, quindi comincio a preparare la moto per la nostra giornata di trasferimento verso la nostra ultima meta in Turchia: Fethyie



Prima però faremo una deviazione costeggiando il lago e prendendo una strada che ci porterà ad una baia che confina con la spiaggia delle tartarughe di Dalyan: Ekincik



Il primo tratto di strada corre lungo la parte Est del lago costeggiata da ville ed ombreggiata da alberi di ogni tipo, quindi si arriva al lago e qui ci fermiamo a farci un paio di foto.





Una delle ragioni della visita a questa località è il Mercato di Koygeciz molto frequentato, noi però non siamo interessati e tiriamo diritti. La strada diventa più stretta e prende la caratteristica di una strada di campagna, pur se asfaltata. Le coltivazioni sono in massima parte ad aranceto e questo giustifica i numerosissimi banchetti che vendono sacchi di arance e offrono succo d’ arancia spremuto all’ istante.
Cominciamo a salire di quota, stiamo percorrendo una strada che corre sul lato Ovest del lago ed offre scorci bellissimi.







Strada deserta che invita ad aumentare la velocità ma bisogna stare sempre attenti al fondo che ogni tanto presenta buche e dossi naturali. Il percorso è veramente bello, sia per l’ assenza di traffico che per la bellezza del paesaggio questa è una delle più belle strade percorse in Turchia. Dopo pochi kilometri cominciamo a scendere di quota, sulla nostra sinistra il monte che ci separa dal fiume Daylan e dalle rovine di Kaunos visitate il giorno prima. Arriviamo quindi a Ekincik che, come ci diranno in seguito, sarà oggetto in futuro di una speculazione edilizia, la stessa che è stata risparmiata, per la lotta delle associazioni a protezione dell’ ambiente, alla spiaggia delle tartarughe di Dalyan.
La baia è molto bella e tranquilla ed offre una buona sosta, ci fermiamo per qualche foto e poi riprendiamo la strada di ritorno.









Tornati sulla strada principale ci dirigiamo verso Fethyie ma prima ci fermiamo a Gocek a salutare il nostro amico Paolo Volpara conosciuto nel 2005 in occasione del nostro secondo viaggio in Turchia. Mi fu utilissimo per riparare una guarnizione del cambio che aveva cominciato a perdere olio a Brindisi all’ imbarco del traghetto. Mi portò dal suo meccanico a Fethyie che riparò il tutto consentendomi di ripartire e continuare il viaggio. Sua figlia Ikbal mi aiutò invece ad Istanbul a riparare la leva di rinvio della frizione del GS1100 che si era rotta ad Amasra costringendoci a prendere un carro attrezzi fino ad Istanbul. Grazie a lei ed al suo meccanico la moto fu riparata.
Paolo è stato uno degli incontri più belli fatti nel corso dei miei viaggi in moto e ne è nata una vera amicizia come per Josè, vice presidente del BMW Motoclub Portugal, conosciuto anche lui chiedendo informazioni via Internet nel 2001 e che da allora incontro ogni anno a Roma nel corso dei suoi viaggi di lavoro.
Paolo vive in Turchia da moltissimi anni, appassionato di motociclismo è membro del One More Mile, un notissimo Motoclub Turco e si occupa di corsi di guida-sicura. Di professione invece gestisce corsi di motivazione per managers.
Lo incontriamo nel negozio di “delicatesse” che la figlia Ikbal ha aperto a Gocek



Ci abbracciamo dopo 4 anni che non ci vediamo e prendiamo accordi per rivederci durante la nostra permanenza a Fethyie.
Riprendiamo la strada ed arriviamo al nostro albergo dove oramai siamo di casa visto che è la quarta volta che ci soggiorniamo: Daffodil Hotel posto alla fine della baia, tranquillo, con poche stanze ed un’ ottima cucina a € 95,00 mezza pensione.
Ci danno la nostra solita stanza, la 206, quella del propietario un ex colonnello della Gendarmeria, conosciuto e rispettato in tutta la città.
Dopo poco arriva il nostro amico cameriere Ahmet con un bel Gin-Tonic ed un bel piatto di frutta, tanto per farci capire che siamo arrivati a “casa”!



Ci facciamo un bel riposino e poi prendiamo uno dei frequentissimi Dolmus, taxi collettivi con fermata a richiesta, che passano di fronte all’ albergo e ci rechiamo in paese.
Torniamo in albergo, ci cambiamo e consumiamo una splendida cena al solito servita dal nostro Ahmet che è diventato una delle ragioni per cui torniamo in questo albergo e che non ci fa mai mancare le sue attenzioni. Un drink, una fumatina e poi a letto.

Domenica 19/08

Fethyie – Xantos – Gole del Saklikent – Fethyie
Km. 165 Tempo in movimento H 3,10



Caffè sul terrazzino verandato della nostra stanza, colazione sulla terrazza ristorante del nostro albergo e poi si parte per una giornata di escursione ai siti archeologici della Lycia che non abbiamo visitato nei viaggi precedenti.



La strada è quella che porta a Patara , una delle più belle della Turchia con i sui quasi 20 kilometri di sabbia finissima meta delle Caretta-Caretta che qui nidificano ed i cui nidi sono protetti e controllati. Alle spalle della spiaggia resti di un tetro Romano, di tombe Lycie a Carena Rovesciata di quella che fu la città con il porto più importante della Lycia.
Ci dirigiamo verso Lethoon, altro sito da visitare ed altra città importante di questa regione, ma la disgraziata abitudine di “asfaltare “ spargendo bitume fresco mi fa desistere per salvaguardare la moto da schizzi, portati dalla strada letteralmente bagnata di catrame, difficilisimi da togliere.
Arriviamo quindi a Xanthos , sito archeologico patrimonio dell’ Unesco.





Parcheggiamo la moto all’ ombra di un albero, fa molto caldo e l’ ora non è tra le più indicate per la visita di un sito archeologico, incamminandoci verso le rovine cominciando dall’ Agorà e dal Teatro








Proseguiamo quindi la visita verso la Basilica dato che anche questo sito, come quasi tutti, è stato poi trasformato dal diffondersi della religione Cristiana.









Riprendiamo la moto e lasciamo questo splendido sito accaldati ma soddisfatti.







Prendiamo quindi una strada parallela a quella principale che corre lungo il fiume che sgorga dalle gole del Saklikent, l’ acqua è chiara e freschissima e parecchi si tuffano per bagnarsi e nuotare mentre dalle gole che raggiungeremo più oltre partono gommoncini che trasportano i turisti in una specie di rafting….



Arriviamo quindi alle gole che sono di solito una meta frequentatissima ma oggi ancora di più: oggi è BAYRAN la festa che conclude il Ramadam che per i Mussulmani è come per noi Pasqua e Natale lo stesso giorno. Inoltre è anche tradizione visitare i defunti nei cimiteri. Il traffico in questi giorni è molto intenso, ci si muove per visitare parenti ed amici e c’è la più alta concentrazione di incidenti stradali dell’ anno.
Ci fermiamo in uno dei ristorantini che offrono i pasti sui tavoli posti lungo il torrente dando la possibilità di tenere i piedi in “ammollo” e ci concediamo una pausa con qualche bibita.









Riprendiamo la strada direzione Nord, passiamo accanto ad una quantità di Gozleme che offrono cibo dall’ attraente profumo ma stasera siamo invitati a cena da Paolo e non vogliamo rovinarci l’ appetito, non so però resistere alla tentazione di fermarmi a mangiare alcuni fichi che mi strafogo senza nemmeno scendere dalla moto.





Ritorniamo in albergo e fatto il solito riposino pomeridiano ce ne andiamo a zonzo per il paese.



Ci cambiamo per la nostra cena e ci facciamo qualche foto con i regali che abbiamo improvvisato per i nostri ospiti. Prima co Ahmet e poi con il propietario dell’albergo, il mitico Mr. Uhizun





Paolo e sua moglie Serap ci vengono a prendere e ci portano in uno splendido ristorante di Fethyie dove consumiamo una fantastica cena a base di pesce con una quantità incredibile di Meze, gli antipasti che caratterizzano ogni pasto Turco che si rispetti.







La cucina Turca è ricca e buonissima e stasera ne abbiamo una splendida dimostrazione in aggiunta alla piacevolissima compagnia che i nostri amici ci offrono.
Tornati in albergo ci facciamo il bicchiere della staffa e poi a letto.

Lunedi 20/08 – Martedì 21/08
Sosta a Fethyie


La giornata di Lunedì la passiamo al mare nella spiaggia dove siamo già stati nel 2007, ci rechiamo con la motociclettina prestat da Ahmet , una Honda 150 del tipo frequentemente usato in turchia e che equivale come mezzo di diffusione dei trasporti, a quello che sono state Vespa e Lambretta in Italia.
Solo dopo verrò a sapere che la motina aveva avuto un incidente frontale, non riuscivo infatti a capire come mai l’ avantreno non riuscisse ad andare diritto provocandomi un vero e proprio terrore di andare fuori strada !



Ci perdiamo un ombrellone e due lettini ed anche una piccola palafitta con cuscini che qui sono molto comuni sulla spiaggia e passiamo una bella giornata fra bagni, sole e pausa pranzo.











A poco a poco il posto si affolla di famiglie che , come noi, vogliono trascorrere una bella giornata al mare, tra loro anche chi, in ottemperanza alla propia fede, si veste in maniera tradizionale anche al mare.





Giunta l’ ora di pranzo vado al Gozleme dietro la spiaggia e mi faccio preparare pollo alla griglia con cipolla, pomodori e patatine fritte che consumiamo all’ ombra sui comodi cuscini della nostra palafitta.







Lasciamo la spiaggia nel tardo pomeriggio e torniamo in albergo e dopo esserci cambiati prendiamo la moto e ci dirigiamo a Gocek dove lasciata la moto in un parcheggio custodito, Paolo ci accompagna alla sua villa in collina con una splendida vista sulla baia dove passeremo la serata a cena.
Per l’ occasione indosso la maglietta del MotoClub di cui sono oramai membro onorario….












Cena splendida e compagnia ancora migliore, ricevo in regalo una splendida pipa di schiuma bianca che andrà ad arricchire la mia collezione.
Torniamo al nostro albergo felici della serata trascorsa.

Questo è l’album di questi due giorni

http://img43.imageshack.us/slideshow...ipaoloeser.jpg

La mattina dopo prendiamo la moto e vestiti da spiaggia con i bandana in testa ce ne andiamo a fare un pò di foto lungo la strada che porta alle numerosissime baie che circondano la baia di Fethyie una delle più belle della Turchia.
Dal nostro albergo sono pochissimi kilometri ed anche per questo il Daffodil Hotel è perfetto per chi vuole trascorrere alcuni giorni alternando mare e visite ai siti archeologici.

















Tornati in albergo ci butiamo a prendere il sole nella piscina dell’ albergo, piccola ma confortevole, quindi ci rechiamo in paese per un pò di shopping.



Accanto al mercato del pesce, dove si può acquistare quello che si desidera e poi farselo cucinere dai vari ristoranti nel mercato, mi reco in un negozio di spezie dove acquisto il peperoncino ordinato il giorno prima, del pepe nero in grani ed un preparato per il curry che userò per cucinare una volta a Roma.











Ritorniamo a piedi al nostro albergo, la passegiiata dura una mezz’oretta, costeggiando la marina affollata di natanti e di caicchi affittati per le crociere lungo la costa.









Davanti al nostro albergo incrociamo una coppia di sposi che si offre ad una nostra fotografia con alle loro spalle la nostra moto parcheggiata.



La sera Ahmet e la sua assitente apparecchiano la nostra cena di arrivererci da questo albergo che ogni volta ci fa sentire come a casa.



Mercoledì 22/08

Fethyie – Canakkale – Traghetto – Penisola di Gallipoli
Km. 667,30 Tempo in movimento H 9,00

E’ il giorno della partenza, la vacanza è finita e ci aspettano 3 giorni per tornare a Roma con circa 2000 kilometri da percorrere !
Salutati dagli ospiti conosciuti in questi giorni, tra i quali una coppia Sud Africana anche loro possesori in patria di un GS1200 e da un Ahmet commosso e triste per la nostra partenza, ci avviamo sulla strada di ritorno a casa.
La strada è tutta a 4 corsie, questa è l quarta volta che la percorriamo, ma non supero mai i 90 kmh per non essere beccato dalle numerossissime pattuglie stradali munite di radar. Fa molto caldo e ogni sosta è buona per rinfrancarci con acqua, polase o succhi di frutta.
Arriviamo a Canakkale evitando anche l’ ultima “trappola” con un simpatico poliziotto che controllata la nostra velocità ci lascia proseguire con un saluto.
Prendiamo il traghetto ed attraversiamo lo stretto per l’ ennesima volta.







Sbarcati ci dirigiamo alla nostra destinazione : Hotel Kum € 125,0 mezza pensione
Ci siamo stati nel 2007 e l’ impressione era stata molto buona. Posto sulla costa Occidentale della Penisola di Gallipoli a poca distanza dal Mausoleo ANZAC che ricorda i caduti Neozelandesi ed Australiani morti nel disastroso tentativo di sbarco condotto nella prima Guerra mondiale, l’ albergo è frequentatissimo da famiglie della medio-alta borghesia, ha anche un campeggio attrezzato, un ristorante ottimo con un menu a buffett ricchissimo con pesce fresco tutti i giorni, spiaggia attrezzata, piscina ed un fantastico tramonto sulla spiaggia dove mi butto per l’ ultima nuotata di questa vacanza.





Mentre mi faccio un pò di foto con l’ autoscatto la mia digitale Casio acquistata nel 2006, che mia aveva seguito e servito in tutti questi anni diligentemente, conscia che questo è l’ ultimo viaggio in cui mi seguirà visto che sono in procinto di acquistare una SRL Pentax, decide che non c’è momento e luogo migliore per suicidarsi nella migliore tradizione Samurai: cadendo dalla sdraio dove l’ avevo appoggiata per un’ ultima foto al tramonto “muore” scattando la sua ultima foto. Raggiungendo così una sua “sorella” una compatta Pentax analogica, anche lei “immolatasi” scattando una foto su una duna del deserto Akakus in Libia. Entrambe sono esposte, insieme a tutte le mie macchine fotografiche possedute in 36 anni di passione per la fotografia, nel mio ufficio di Roma.
Ci cambiamo per la cena che comprende un buffet ricchissimo che giustifica il prezzo alto della mezza pensione in paragone a quelli del resto della Turchia anche dovuto alla vicinanza relativa con Istanbul.
Mangiamo benissimo e poi ci concediamo un drink nel bar di fronte al ristorante prima di andare a letto.




Giovedì 23/08
Dardanelli – Frontiera Turca – Egnazia Odos – Igoumenitsa
Km. 823 Tempo in movimento H 7,37


Preparata la moto ci rechiamo alla spiaggia per un ultimo saluto al mare della Turchia.





Arriviamo alla frontiera dove sbrighiamo le formalità di uscita dalla Turchia velocemente, il passaggio del ponte che determina il confine con la Grecia ci provoca lo stesso sentimento di nostalgia provato ogni volta che lasciamo questo splendido paese.
I quasi 700 kilometri di autostrada sono al solito pallosissimi ma hanno il vantaggio di farci raggiungere in meno di 7 ore la nostra meta Igoumenitsa dove espletato il Ceck-Inn del traghetto ci rechiamo in un bar per rinfrancarci con bibite fresche ed un bel gelato.
Dopo un po’ ci mettiamo alla ricerca del ristorantino dove anni prima, nel 2005 per la precisione, avevamo mangiato un ottimo Gyro Pita, la città da allora è un po’ cambiata ma riusciamo alla fine a trovarlo e ci mettiamo seduti a mangiare con gusto.







Ci dirigiamo all’ imbarco, non ci sono molte macchine in attesa e per la prima volta da quando prendo i traghetti da Igoumenitsa riesco a salire prima delle macchine così da poter godere subito della nostra cabina, piccola ma confortevole.



Il resto è normale amministrazione.
Sbarcati a Brindisi ci rechiamo a fare colazione in un bel bar nella parte vecchia della città, cappuccino, spremuta e cornetti con la crema, una vera delizia.
Superstrada ed Autostrada per il ritorno a casa dove arriviamo nel primo pomeriggio accolti dal nostro Leonino che scodinzolando ci dimostra tutta la sua felicità.
Anche noi siamo felici di essere tornati da questo splendida vacanza in moto, una delle più belle mai trascorse da quando viaggiamo su due ruote.
Nessun inconveniente, nemmeno un giorno di pioggia, costi contenuti, luoghi visitati bellissimi, gente incontrata simpatica e disponibile, moto perfetta senza alcuna rottura od anomalia tecnica…..Insomma un viaggio che non dimenticheremo e che ci fa venire voglia di farne un altro al più presto.
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Antonio Tempora
"Ama il tuo sogno ogni inferiore amore disprezzando" - Ezra Pound
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