Quote:
Originariamente inviata da maceio
... la "bara" e' andata in portogallo......
|
Erano altri tempi, i tempi dei due tempi.
Quando le moto non si chiamavano nude, perchè l'eccezione erano le vestite.
Ma anche allora le moto dei router erano ben connotate (BMW, Guzzi..) e i carenoni si sprecavano con tanto di sidecar.
Tu dovresti ricordare le orde teutoniche che dalla pentecoste calavano sul Garda, pelletutate e rigorosamente con ...il casco!
Da noi a malapena si indossavano i Ray-Ban, perchè in fondo sulla moto dovevano riconoscerti subito anche se impennavi.
La comodità...
Una volta per alleggerire una moto si risparmiava anche sui freni, pur di farla decollare.
Con le cavallerie di oggi non è più un problema, ma quello vero è il progressivo e inarrestabile innalzarsi dell'età media del motociclista.
Il motociclonauta invecchia, ma nel contempo migliora il suo potere di acquisto; nel frattempo le mamme zavorrine imbiancano e se si vuole respingere l'offensiva della propensione al camper (che, diciamolo francamente, per fare quel poco di sesso che rimane è infinitamente più confortevole) non rimane che puntare sulle "prestazioni" (qualche garetta in superbike va fatta per confermare l'alibi) garantendo però "sicurezza e
comodità", possibilmente a caro prezzo.
Questo sembra essere il nuovo target dell'industria motociclistica.
Quanto di più simile al target Viagra per il settore farmaceutico.
Aspettiamoci presto presentazioni di nuovi modelli di motociclette nei parcheggi delle case di riposo, e promozioni di scarichi Akra in bundle con dentiere, apparecchi acustici e tinture per i capelli.
Per chi ce li ha ancora, i capelli.