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Originariamente inviata da Panzerkampfwagen
Ogni giorno.
Ogni giorno si legge di qualche motociclista che non torna.
Chiamatelo fato, chiamatela disgrazia. Come vi pare. Tanto poco cambia.
Massimo rispetto per i morti e per i congiunti. Sotto il lenzuolo c'è sempre l'affetto di qualcuno.
Però non ci riesco più. A guidare sereno. Me ne sono accorto proprio alla Randa.
Non sono mai stato un gran manico. Anzi, neanche grande, neppure un manichino.
Son sempre andato in giro per il piacere del viaggio, non per il rischio, per la piega, per il tempone.
Il che ovviamente mi mette in coda al gruppo. Diobono se c'è gente qui che va.
Epperò chissenefrega.
Mi sono accorto che la percezione del rischio si sta significativamente alzando.
Non posso farci niente.
Credo di poter ammettere che ho cominciato a sentire un minimo di inquietudine.
Nelle curve cieche, nel tornante, nella galleria.
Quando per una frazione di secondo ti chiedi cosa c'è dall'altra parte.
Non sempre, ma se me ne accorgo, chiudo.
Credo sia avere paura. Magari è difficile ammetterlo, ma forse è così.
Basta un niente, sei oltre il limite, e il disatro è lì.
Fermoni si nasce. Però più probabilmente da fermoni si invecchia.
Quindi scusate, accosto e non faccio da tappo, e quando arrivo arrivo.
Oppure d'ora in poi giro solo in garage.. O compro una Harley.
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Concordo al 110%, anche per questo, da qualche tempo, "diserto",

con grande dispiacere perchè la "compagnia" sarebbe eccezionale!