Ma come abbiamo fatto ad essere così stupidi, la soluzione del problema era sotto i nostri occhi e non ce ne siamo accorti ...
Con il piede aziono la leva del cambio che risponde con un normale “ Clic-clic ” . Se fosse stata la rottura del cambio la leva non avrebbe di certo azionato tutti i rapporti eppure la ruota continua ad essere bloccata …
1ª … folle, 2ª, 3ª, 4ª, 5ª, … ripeto l’operazione ma questa volta la eseguo con la mano e accostando l’orecchio vedo nella mia mente il selettore che sposta dolcemente
l’ingranaggio nel rapporto successivo.
Non può essere che così … La ruota è bloccata ma non è il cambio come invece avevamo sempre creduto ; potrebbe essere anche la coppia conica che trasmette il movimento dalla trasmissione alla ruota ma in ogni caso, avendo i pezzi a disposizione, saremo in grado di ripararla noi stessi ...
Lancio un urlo di gioia, bacio il serbatoio del Gs e corro di sopra per avvisare il mio compagno della novità ; entro in camera come un ciclone facendolo saltare seduto sul letto mentre lo metto al corrente della scoperta.
Mi chiede se sono sicuro di quello che stò dicendo e dopo avergli dato conferma guarda l’orologio …
Domani è sabato e il nostro concessionario in Italia è aperto solo il mattino … Abbiamo l’attrezzatura necessaria per fare una verifica? Facciamo un veloce elenco dell’attrezzatura e a parte una chiave a brugola di grosse dimensioni dovremmo avere quasi tutto il necessario. Guarda di nuovo l’orologio e visto che è da un po’ passata la mezzanotte decidiamo che è inutile mettersi all’opera con il buio; se ci sbrighiamo domani alle nove o al massimo alle dieci, avremo un quadro chiaro della situazione e potremo così chiamare il nostro meccanico per farci spedire ciò che ci serve … Quanto tempo ci vorrà per farci arrivare il materiale via aerea ? Conosci uno spedizioniere che si possa occupare della faccenda ? Troppe domande ; ne parliamo domattina mentre lavoreremo sulla moto … Adesso è dura mettersi a dormire.
Dopo colazione siamo di nuovo in semicerchio davanti alla moto che ora ci guarda con aria sospettosa avendo capito che gli stà per accadere qualcosa di molto brutto ; senza farmi accorgere dagli altri la tranquillizzo accarezzando la sella.
Cominciamo? ... In men che non si dica raggruppiamo sul pavimento tutta l’attrezzatura che abbiamo a disposizione e devo dire che c’è un po’ di tutto, compreso guanti da lavoro, grasso e WD 40, fascette di varie misure e una nutrita schiera di chiavi varie anche se comunque ci manca qualche misura e mentre qualcuno si occupa di smontare la pinza freno posteriore, il parafango e la ruota sono già smontati.
Manca la 14, dove la troviamo ? Ne occorrono due per smontare l’ammortizzatore e decidiamo di andarle a comperare in città, vicino alla banca dove abbiamo cambiato la valuta, ti ricordi? …
E se andassimo a prenderle da un meccanico ?
In questa fase è inutile coinvolgere qualcuno in un lavoro che non ha probabilmente mai fatto; vediamo prima di che cosa si tratta e rimediamo queste chiavi che tanto costano due lire … chi và?
Mi occupo delle chiavi e parto con la consapevolezza di non ricordarmi assolutamente dove fosse quella ferramenta così ben fornita ; vagamente mi ricordo che si trovava vicino all’uscita della città sulla strada che arriva al porto e così mi dirigo all’incrocio che raccorda la strada costiera degli alberghi con il viale principale della città ma poco prima di arrivarci trovo la strada allagata a causa di una tubatura dell’acqua che deve essere scoppiata perchè da una grossa voragine nell’asfalto esce un fiume d’acqua e gli operai che se ne stanno occupando deviano tutto il traffico nella zona interna e mi trovo a cercare l’uscita in un intrico di viuzze.
Gli alti marciapiedi fanno da sponda e per diverse centinaia di metri cammino su trenta centimetri d’acqua e in breve sono completamente bagnato fino alle ginocchia.
Comincio a sudare e non soltanto per il caldo ;quando mi fermo davanti a qualche bazar per vedere se hanno quello che mi occorre, l’odore che sale dai miei jeans bagnati è ributtante e penso alla boccetta di disinfettante che ho nella mia farmacia : la sacrificherò per lavarmi .
In questi bazar c’è un po’ di tutto e quindi anche qualche chiave del tipo usa e getta ma sembra che la 14 sia introvabile ; per quanto mi abbiano spiegato dettagliatamente dove dirigermi, perdo continuamente la strada ma alla fine ritrovo quella benedetta ferramenta , acquisto le chiavi e torno indietro.
Ora c’è parecchio traffico, si procede molto lentamente e il tipo che mi stà a venti centimetri dalla targa comincia ad innervosirmi mentre dallo specchietto vedo che anche lui è molto nervoso e sembra avere una fretta terribile ; in un momento di tira e molla del traffico prendiamo velocità ma la fila si blocca repentinamente perché un bambino ha attraversato la strada e dietro di me sento lo stridio delle gomme che mi gela il sangue e mi fa stringere gli occhi.
Mi giro e il suo paraurti è a tre centimetri dalla mia ruota posteriore mentre lo sento urlare dentro la macchina ;questo cretino finirà per farmi cadere e cercando di essere pacato, gli faccio un cenno per dirgli di stare più attento ma quello, una volta ripartiti continua a starmi francobollato.
Non riesco a sorpassare chi mi precede e i marciapiedi sono gremiti di cose e persone rendendo impossibile sottrarmi agli assalti di quel cretino che ora ce l’ha manifestamente con me. Siamo di nuovo sul tratto allagato e dopo una brusca frenata della fila, riesco a malapena a non tamponare chi mi precede infilandomi di misura in mezzo lasciando tra chi mi precedeva e il cretino una motoretta guidata da un poliziotto che immancabilmente viene travolto e rimane accartocciato tra la macchina e la fila di quelle parcheggiate.
La fila riparte e il tipo non ci pensa nemmeno a fermarsi per vedere cosa sia successo al poliziotto e a questo punto decido di fargliela pagare ; senza pensarci un attimo intraverso la moto sul centro della carreggiata e il vantaggio che ho preso nel parapiglia dell’incidente mi permette di fare in tempo a scendere. Il cretino arriva a tutta velocità e mentre le gomme stridono di nuovo mi pento di essermi ficcato in questa situazione.
Con il dito gli indico il punto dell’incidente e quello con mezzo busto fuori dal finestrino inizia a urlare come un pazzo furioso ; ce ne diciamo di tutti i colori ma per fortuna arriva zoppicando il poliziotto investito che trascina fuori il cretino per un orecchio senza aprire lo sportello ...
Come mai ci hai messo tanto? E cos’è sta puzza!?
Non dico niente e comincio a lavorare con le chiavi sull’ammortizzatore.
Smontiamo il mozzo posteriore che sfilato dal mille-righe dell’albero di trasmissione ruota senza sforzo …
La coppia conica è in ordine e … quasi me ne dispiaccio ; lo snodo della crociera si muove agevolmente ma l’albero continua ad essere bloccato. Accidenti, non c’è niente da fare, è proprio il cambio ad essere rotto .
Scuotendo il forcellone esce un tritume metallico che non fa presagire a nulla di buono e ci stiamo per arrendere quando, analizzando il tritume, ci accorgiamo che si tratta di alluminio ; l’albero è in lega d’acciaio e l’alluminio non può che provenire dalla scocca del forcellone che lo riveste. Smontiamo la cuffia e rimuoviamo il pezzo scoprendo dov’è il problema : la crociera superiore si è parzialmente spezzata e girando
disordinatamente all’interno della scocca, ha spezzato i due perni accentratori triturando l’alluminio ; per questo la ruota non si è bloccata fino a che non si è fermato!
Telefoniamo subito in Italia al nostro meccanico e nel frattempo cerchiamo di sganciare l’albero ma non ne vuole sapere ; la parte superiore della crociera è saldamente ancorata all’albero primario in uscita dal cambio.
Proviamo a fare leva con un grosso cacciavite ma rischiamo di rompere il basamento del motore che in quel punto è in tenero alluminio e adesso ci serve urgentemente un martello, un robusto punteruolo e un estrattore ma il problema sarà trovarlo di piccole dimensioni.
Interpelliamo Saad, il proprietario dell’albergo che si mette subito a disposizione telefonando ad una officina che lui conosce … Passa più di un’ora e arriva un ragazzino con una motoretta senza niente in mano …
Per fortuna giungono buone notizie dall’Italia ; il meccanico ha già trovato tutti i pezzi di ricambio anche seancora non sa come spedirli .
Rimandiamo indietro il ragazzino dopo avergli spiegato che cosa ci occorre e passano ancora 40 minuti … torna con un punteruolo inutilizzabile e senza estrattore …
Dopo aver provato inutilmente dice che oramai è ora di pranzo ( sono le 11.15 !! ) e sarebbe tornato più tardi … Più tardi !? Quanto più tardi ??!
Nel frattempo Saad ci tira per la manica perché il suo conoscente alla dogana vuol sapere cosa ne facciamo della moto … Tra poco smonta dal servizio e dopo, fino a lunedì … Uffaaaa! Gli dica che ripariamo la moto e che provvederemo a fargli avere una bottiglia di vino … Beve il vino? … Si, si lo beve …
Ora ricominciamo a lavorare di telefono e riusciamo a trovare il corriere e facciamo in tempo a comunicare l’indirizzo preciso al nostro meccanico che dovrà necessariamente eseguire la spedizione prima che il corriere chiuda altrimenti perderemo altri due giorni e l’appuntamento con la Ikarus Palace a Tanger Med si avvicina ...
Un’altra scheda telefonica è terminata e così, non potendo fare altro, mettiamo un po’ d’ordine e decidiamo di andare a comperare la ricarica e già che ci siamo a mangiare.
E’ un tipico ristorante marocchino e il piatto principale è costituito da pesce fritto che da una teca in vetro posta a ridosso dell’ingresso fa bella mostra di sé. L’aspetto e il profumo sono invitanti e notiamo che all’interno vi stanno mangiando diversi operai edili e in tutto il mondo, questa è la miglior garanzia che in un posto si possa mangiare bene. Il capo del locale è un tipo tanto cordiale con i clienti quanto burbero fino a sfiorare la cattiveria con gli inservienti ; gira continuamente tra i tavoli e impartisce ordini secchi ai garzoni che lavorano freneticamente nel servizio non disdegnando di urlargli sul collo quando questi non sono sufficientemente veloci poi, rivolge ai clienti del tavolo uno splendido sorriso e con tono mieloso chiede se và tutto bene e se il cibo è di loro gradimento … Gli stronzi sono stronzi in tutto il mondo.
Il locale è pieno ma il ricambio della clientela è veramente veloce e così si libera un tavolo che occupiamo per metà mentre i garzoni provvedono a sgomberarlo con il capo che continuamente li pungola alle costole ; è proprio insopportabile!
Il locale è veramente lercio ; ormai non ci facciamo più caso e inoltre abbiamo altre cose a cui pensare ma,
per rispetto del mio stomaco, evito di mangiare l’insalata che ha un aspetto trito e sembra che i virus intestinali che la infestano si possano vedere ad occhio nudo. Poco dopo il tavolo si riempie con una comitiva di europei e dopo un fugace saluto in francese continuiamo nella nostra discussione inerente ai nostri problemi e in un
momento di pausa, ascoltando distrattamente i nostri compagni di tavolo, mi rendo conto che sono Italiani.
Camperisti; partiti da Vercelli e arrivati fin quaggiù completamente via terra se si esclude lo stretto di Gibilterra.
Gente molto simpatica e ci offrono una bottiglia di vino che tenevano nascosta sotto il tavolo in quanto nel locale è proibito ; sulle prime rifiutiamo il prezioso liquido color paglierino ma poi, dopo che ci hanno detto di averne stipati almeno 2oo litri in un contenitore d’acciaio sotto il camper, brindiamo allegramente alla loro salute.
Sono di una certa età ma lo spirito e l’allegria sono quelli dei ragazzini ed è buffo sentirli lamentarsi perchéi propri figli gli stanno addosso preoccupati per il fatto che stanno lontano da casa per troppo tempo e per di più da quei selvaggi ; cosa ci troverete di tanto bello laggiù !!?
Si fermano in zona per circa tre mesi e sono accampati nei pressi del posto di blocco della Gendarmerie a 35 chilometri dalla città; vengono a Dakhla un paio di volte a settimana a fare provviste e si fermano sempre a mangiare in questo locale dove un abbondante pranzo completo a base di pesce costa al massimo sei euro.
Domani è domenica e non potendo fare altro che aspettare, gli prometto che andrò a fargli visita ...
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