Discussione: Giu, fino a Dakar
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Vecchio 16-03-2012, 09:42   #178
Boxer Born
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Come il solito mi sveglio di buon mattino e nonostante abbia dormito profondamente nel nido protetto dalla zanzariera ho ancora sonno e mi sento stanco ; esco dalla capanna nella luce verdastra della volta arborea e l’aria fresca del mattino mi fa tremare mentre ascolto il silenzio quasi assoluto interrotto solo dal canto degli uccelli che si nascondono lassù nel fitto del fogliame.
A parte il sommesso russare di qualcuno, dalle capanne degli altri ospiti non proviene alcun rumore e mi intrattengo ad ammirare un uccello blu e verde con il piumaggio così lucido che sembra metallizzato ; scende tutte le mattine ad abbeverarsi presso una pozza d’acqua sotto un rubinetto e al solo pensiero di avvicinarmi per osservarlo meglio questo scompare tra i rami con un leggero frullo d’ali. Il muezzin ha finito già da tempo le sue litanie e anche tra le povere case di Nianing, oltre il muro del nostro villaggio, c’è silenzio assoluto e i bambini sembrano aver trovato pace.
Mi dirigo verso il piccolo cancello posteriore invaso da buganvillee porpora che dà sul mare ; là fuori i pescatori si stanno preparando e alcuni sono già sulle piroghe, pronti ad una nuova giornata di pesca. Sono le sette del mattino e non avendo dato disposizioni particolari la sera precedente, penso con dispiacere che dovrò attendere almeno un’ora prima che si veda qualcuno per servire la colazione e così mi siedo sotto il sole vicino alla piscina a fumare la prima sigaretta.

Devo cominciare a razionare le sigarette in quanto nel doppio fondo di una valigia della moto cominciano ad esserci dei grandi spazi vuoti. Lo so, il mio è un brutto vizio che mi concedo con gusto particolare ma per quante volte abbia provato a rinunciarvi, non ho resistito neanche mezza giornata e da tempo ho deciso di continuare con questa insana abitudine.
Prima di partire ho fatto una bella scorta delle mie preferite avendo la certezza che quaggiù non ne avrei trovate e, onde evitare di farmele sequestrare durante i controlli di polizia, ho creato con un pezzo di cartone color alluminio un doppio fondo sotto il quale ho nascosto le sigarette. E’ la valigia della moto che è sempre con me nella quale trasporto le attrezzature e utilità varie e quindi è piena di pacchettini legati da elastici, farmacia da viaggio, bombolette di gas, bottiglie d’acqua ecc. Durante i controlli, a parte l’iniziale curiosità dei militari alla vista di tutte quelle cose che con studiata lentezza tiravo fuori fino a non avere più spazio per appoggiarle, non sono mai arrivato a scoprire il fondo della valigia ed io potevo accedere alle sigarette infilando la mano in mezzo a tutte quelle cose fino a sollevare un lembo del cartone.

Compiacendomi di questa bella idea aspiro una profonda boccata mentre un gatto mi si avvicina facendomi le fusa. Sugli alberi di “ Le Bientenier “ Nadine ha fatto appendere dei cartelli che spiegano come i gatti che circolano nel villaggio non sono del villaggio, ed è quindi severamente vietato accarezzarli e offrirgli da mangiare. Il mio nuovo amico è già acciambellato sulle mie gambe e le sue fusa sono così rumorose che sembra si possa sentirne anche l’eco ; ora che il sole mi accarezza stò bene e stare in questo posto con un gatto sulle gambe mi rende felice e potrei fare le fusa anche io.
Mi sento comunque stanco e decido che oggi, cascasse il mondo, non mi muoverò da Nianing così che sia io che la moto avremo modo di riposarci ; oggi in programma c’è la visita all’Isola delle Conchiglie che si trova vicino a Joal Fadiout, trenta chilometri circa più a sud e spero che i miei compagni non rimangano delusi da questa mia decisione ma d’altra parte, i lettini a bordo piscina e la spiaggia là fuori che ho visto poc’anzi, sono un ottimo motivo per trascorrere l’ultimo giorno a Nianing.
Mentre stò maturando questa decisione scorgo il mio compagno di capanna che si avvia ciondolando verso i bagni comuni e gli comunico subito il mio proposito ; per un attimo vedo nel suo sguardo una luce di approvazione poi sbadiglia ululando e sembra soppesare i pro e i contro della mia decisione : lettino, piscina, Gazelle ghiacciate, passeggiata sulla spiaggia e mangiata di pesce appena pescato poi riposo, lettura, riposo … Dall’altra parte : trasferimento brevissimo, visita di un posto sconosciuto, gita con la piroga in mezzo alle mangrovie e mangiata lungo la spiaggia con la possibilità di tornare abbastanza presto per godersi un po’ la piscina ... Approva la mia decisione e mi prende in giro dicendomi che se la caveranno anche senza di me ; mentre si avvia verso il bagno fà pure qualche allusione circa una giovane inserviente che lavora nel villaggio e lo sento ridere mentre scompare tra le foglie.
Effettivamente è vero; le due ragazze che lavorano al villaggio sono veramente bellissime e tra l’altro, una di esse parla anche un discreto italiano avendo vissuto per quattro anni presso una zia di Torino e non posso fare a meno di immaginarmela in una fredda mattina nell’inverno piemontese provando un po’ di pena per i suoi paesani che in questo momento si trovano là ; d’altro canto non ho nessuna velleità di conquiste anche perché la ragazza ha meno della metà dei miei anni e oltretutto con il bendiddio di ragazzi che ci sono quà la vedo estremamente dura che lei possa anche lontanamente pensare di invaghirsi di me.
Da parte mia ho abbastanza buon senso da non scambiare la particolare simpatia e disponibilità che la ragazza sembra abbia dimostrato nei miei confronti per qualcosa d’altro che non sia la naturale gentilezza e ospitalità delle persone del luogo.

Facciamo colazione in un’atmosfera serena e rilassata, quasi familiare e mentre i miei compagni si preparano per partire prendo posizione a bordo piscina su un lettino di ferro dal morbido cuscino e dopo averci steso il mio telo da mare azzurro come il cielo, mi sdraio lasciando che il sole produca quel pizzicorino vitalizzante sulla mia pelle. Non ho la crema protettiva e solitamente la mia pelle a camera d’aria di camion sopporta anche lunghe esposizioni sotto il sole cocente ma penso anche che li intorno c’è un sacco d’ombra e non avrò problemi.

I ragazzi sono in partenza e mentre li saluto senza rimpianti, ascolto il rumore delle loro moto mentre si allontanano per poi fare un programma della mia giornata improntato al relax più completo. Dopo un po’ mi rendo conto di trovarmi nel posto più lontano da casa in cui io sia mai stato e pensare di dover passare un giorno in completa solitudine mi dà una piacevole e sconosciuta emozione .
Passerò la mattinata a dormicchiare e tra un tuffo in piscina e un bagno di sole sono già le una e non ne ho ancora abbastanza ; qui stò troppo bene e non ho voglia di uscire a pranzo e così mi faccio portare una chilometrica baguette con verdura e insalata di pesce che divoro con gusto all’ombra di una palma … bella la vita!
Nel programma c’era anche la passeggiata sulla spiaggia e così, forzando la mia pigrizia, apro il piccolo cancello fiorito e mi ritrovo sulla spiaggia dove una quantità di piccoli bambini giocano in mezzo alle piroghe e mi salutano senza disturbarmi e solo qualcuno, da lontano e senza insistere, mi chiede il “cadeaux”. La sabbia è piacevolmente calda e comincio a camminare quando un uomo mi fa cenno di no con la mano ed io mi fermo interdetto ; mi raggiunge e mi spiega che non si può passeggiare in costume.
Mi scuso in mille modi e tornando indietro per mettermi un paio di pantaloncini mi arrabbio con me stesso per aver commesso la leggerezza di dimenticare le semplici regole della pacifica convivenza e inoltre mi stavo accingendo ad uscire da solo con la guardia abbassata come se passeggiassi sulla spiaggia vicino a casa mia ; mi stò abituando troppo in fretta a questo posto e penso che una volta tornato a casa mi costerà caro tornare al tran tran quotidiano.

Rifuggo da questi pensieri e mi incammino di nuovo su questo tratto di spiaggia che i pescatori usano come deposito delle loro attrezzature e per questo c’è parecchio disordine e la pulizia non è eccelsa. Tra le prede delle loro battute di pesca ci sono delle grosse conchiglie maculate dalla forma e della grandezza di un pugno che le donne e i bambini sgusciano con un raggio di bicicletta dall’estremità acuminata e ripiegata ad uncino per poi accatastare i gusci in alti mucchi e il sole si riflette sulla lucida madreperla rosa. Viene pescata in quantità anche un altro tipo di grossa conchiglia che è molto simile all’altra ma si differenzia in quanto sul bordo del foro di uscita non è liscia ma presenta una cresta di artigli uncinati.
Mi fermo a chiacchierare con un pescatore intento a rammendare le sue reti e mi spiega che la prima è una conchiglia che per la maggior parte del tempo stà in profondità sotto la sabbia e la si può pescare solo in determinate condizioni di marea e solo per un breve periodo all’alba quando escono per nutrirsi ; quella con la cresta uncinata invece resta tutto il tempo sul fondo del mare e gli uncini servono per ancorarsi sul fondale quando le onde dell’oceano spazzano la costa. Mi guardo intorno per cercare i mucchi di conchiglie uncinate e lui capendo mi indica delle montagnole di conchiglie frantumate ; questo tipo di conchiglia ha le spire molto più strette e l’unico modo di estrarne il frutto è quello di romperle con un tondino di ferro. Queste due conchiglie rappresentano la fonte principale di alimentazione del popolo dei pescatori in quanto tutto il resto del pescato viene venduto e il ricavo serve a soddisfare le esigenze delle famiglie ; dice che non sono tanto buone ma ci si può vivere ...

Proseguendo lungo il bagnasciuga si incontrano spessi cuscini di alghe filamentose di un colore verde scuro e camminandoci sopra hanno la consistenza di una spugna solida ; dove si sono depositate in forma più concentrata riescono a fermare anche la risacca che si insinua in stretti passaggi formando delle insenature sulla spiaggia dietro la barriera delle alghe. La sabbia è chiara e finissima e i granchi vi scorrazzano in gran quantità facendo lo slalom tra i pezzi di conchiglione dalla madreperla smaltata.
Ci sono dei gusci di cozza grandi come una mano aperta e anche su queste ci sono delle escrescenze dentellate per contrastare la forza del mare ; passeggiando ne raccolgo i pezzi più belli che porterò a casa come ricordo di questa giornata. La spiaggia è larga e pianeggiante ed è bellissimo passeggiare fra l’azzurro del mare e il verde intenso delle palme mentre più avanti si vedono delle persone intente a ripulire la spiaggia dalle alghe che caricano su dei carretti trainati da asini ; si tratta della spiaggia antistante un villaggio di vacanze simile al nostro e sotto gli ombrelloni di paglia vicino alle palme c’è qualche turista immerso nella lettura ; gruppi di bambini del posto corrono ridenti sciamando lungo la spiaggia mentre gli adolescenti se ne stanno seduti in disparte, sopra vecchie piroghe spiaggiate e accennano a dei canti accompagnati da tamburi .
Cammino così per un tempo indefinito e avrei continuato chissà per quanto tempo se a un certo punto, girandomi, non mi fossi accorto di aver percorso diversi chilometri non riuscendo più a distinguere la massa delle piroghe davanti al mio villaggio. Torno indietro e mi viene da pensare che questo è l’ultimo giorno che passerò quì e la malinconia si insinua dentro di me mentre respiro a pieni polmoni questa tiepida brezza marina ; sarà difficile dimenticare questo posto.

Al ritorno, i miei compagni mi sorprendono mentre stò facendo il morto a galla nella piscina e dopo poco si uniscono a me raccontandomi le avventure della giornata ; anche loro si sono divertiti molto e anche loro hanno iniziato a pensare a domani, quando probabilmente per sempre, lasceremo Nianing.
Dopo cena decideremo le tappe per cominciare a risalire e sconfortato penso ai bagagli che in questi giorni ho sparpagliato per tutta la capanna in modo disordinato ...




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