Discussione: Giu, fino a Dakar
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Vecchio 14-02-2012, 20:17   #11
Boxer Born
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Ormai è buio completo e così accendo tutta la fanaleria che ho a disposizione ma, nonostante i faretti e lo xenon ( ottimo quello comperato dal nostro amico forumista rostafrobbi ), sono costretto a diminuire un pò la velocità soffrendo non poco le ondulazioni della pista. Continuiamo così per un'altra ora e ad un tratto vedo davanti a me una piccola salita che preannuncia l'ennesimo ouadi ma appena scavallo mi accordo che in fondo, a causa di un'enorme masso la pista si restringe e fà una esse....Panico; faccio la prima curva alla belle e meglio ma la seconda finisco con l'anteriore sulla terra morbida e prima che me ne rendessi conto stavo scivolando sulla schiena con la mano sinistra ancora attaccata al manubrio. Lascio la moto che continua a scivolare mentre io faccio un paio di giravolte sul fianco e mi fermo di fianco alla moto che borbotta, ancora accesa e con la marcia inserita. Nel polverone impenetrabile allungo la mano e spengo il motore; rimango ancora un pò sdraiato ansimante e arrabbiato con me stesso per non aver rallentato prima del dosso. Provo a muovermi ed è tutto ok, niente di rotto e nessun dolore particolare a parte qualche contusione e nel cielo vedo così tante stelle che sembra si possano prendere con la mano, inoltre sono tanto splendendi che ora capisco perchè tante persone del posto guidano nella notte a fari spenti: si vede molto meglio che con i loro fanali scassati. Sono in piedi davanti alla moto e con la forza della volontà la rimetto in piedi in pochi secondi e mi accingo a verificare i danni : nessun danno!! Le allu hanno fatto il loro dovere aiutate dai serbatoi supplementari anteriori che hanno retto egregiamente all'urto a 80 km/h... Questo sì che è stato un crash test per i miei Tank !!
Si è appena graffiato il Tank sinistro e il tubo paramotore; il manubrio non ha praticamente toccato terra. Rimetto in moto e torno indietro quel tanto che basta per avvisare del pericolo i miei compagni che dopo un paio di minuti mi raggiungono preoccupati per il fatto che in lontananza non si vedono ancora le luci di Cinguettì. Proseguiamo ed a un certo punto la pista fà una biforcazione; noi prendiamo a destra come consigliatoci dal militare ad Atar ma dopo altri 40 minuti di strada non vediamo ancora niente all'orizzonte e comincia ad insinuarsi il dubbio di aver sbagliato pista perchè secondo i calcoli e i Km percorsi, dovevamo essere arrivati ed infatti non eravamo così lontani solo che il villaggio si trova più in basso e lo si poteva vedere solo imboccando l'ultimo tratto in discesa di pochi chilometri. Arriviamo al villaggio alle 10.30 stremati e con gli occhi fuori dalla testa e cerchiamo un alloggio ma già diverse persone stanno litigando contendendosi la nostra presenza. In pochi minuti si accordano anche perchè stanchi di aspettare entriamo in un cortile sabbioso cinto da alte mura con sopra la scritta Auberge. Con la luce del giorno mi rendo conto di essere capitato in in posto bellissimo anche se polveroso e in stato di semi abbandono.



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Alla fine scopro anche che il posto è gestito da Riccardo (per chi frequenta Sahara.it è Ombra64 ) insieme a Ya-ya, un locale molto disponibile. Sono arrivati anche una coppia di milanesi con un pik-up; li avevamo conosciuti qualche giorno addietro ed è stato bello ritrovarci in un posto così sperduto. Passeremo quà un paio di giorni.
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R1150R - K1200R - R1200GS Namibia Orange (La Tigre)
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