Discussione: Giu, fino a Dakar
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Vecchio 12-02-2012, 20:39   #21
Boxer Born
Mukkista doc
 
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Dalle tempeste di sabbia a quelle di neve il passo è stato breve,...anche troppo !!
Quì si sposta la neve, mentre laggiù spostano le dune che pigramente transitano noncuranti del fatto che lungo la loro traiettoria si trovino strade o villaggi; così capita di incontrare, in mezzo al nulla, qualcuno con un'enorme ruspa che "aiuta" la duna ad attraversare la strada e resterà li per diversi giorni fino a che non avrà finito il lavoro e qualcuno non venga a riprendere con un camion lui e la ruspa. L' ultima che mi ricordo di aver visto si trovava nel sahel Mauritano a 300 km dal primo posto abitato sia a nord che a sud dell'unica strada!! Quella gente è davvero eccezionale e riescono ad adattarsi alle situazioni più estreme restando isolati per giorni senza alcun problema; più di una volta ho visto gente passare la notte dormendo sotto il camion. La Mauritania è un paese estremamente povero e le grandi città come Nouadibou o la capitale Nouakchott, sono un agglomerato di baracche fatiscenti che tuttavia coprono estensioni superiori a 15 km quadrati con strade perennemente affollate da macchine scassate ( molto più di quanto si possa immaginare), animali che vagolano sulle strade e sui marciapiedi, persone a piedi intente a schivare animali morti, l'immondizia e la sabbia che si accumula ovunque e che nessuno mai raccoglie; ho visto asini e capre che brucano i sacchetti di plastica verde credendo che sia erba...In queste città, per quanto gli spazi circostanti siano immensi e il vento spiri quotidianamente con una certa forza, l'aria è praticamente irrespirabile e dopo un'ora in moto per spostarsi da una parte all'altra in mezzo al traffico infernale, ci si ferma quasi intossicati dallo smog che forma una cappa grigiastra capace di appannare anche il sole. Quì la desertificazione che avanza è davvero un problema e me ne sono reso conto guardando il continuo movimento di ruspe (anche di notte) per mantenere libera la pista dell'aeroporto nella capitale. Anche la famosa Chinguetti soffre di questo problema tanto che quella attuale è la terza città, la prima, quella antica, è già sepolta da secoli e la seconda è completamente abbandonata e diroccata ma molto bella da visitare. La gente di Chinguetti non se la passa tanto bene in quanto in questi ultimi 2 anni il flusso di turisti, per lo più francesi, si è interrotto. Arrivavano da Atar con l'aereo direttamente da Parigi, salivano su un pulman scassato, per un paio d'ore facevano acquisti di artigianato locale, passavano la notte e il giorno successivo, dopo pranzo se ne andavano...Così tutti i fine settimana. Questo tipo di turismo a letteralmente sputtanato questa piccola cittadina e la gente si era abituata a questo tanto che tutti vendono tutto e ora che il turismo non c'è più, muoiono letteralmente di fame. Peccato perchè questo sito ha una storia millenaria essendo da sempre il crocevia delle carovane provenienti dal Mali e da tutta la zona sub-Sahariana; per centinaia di anni lo scambio di merci e di culture differenti davano lustro e importanza a questo sito e lo dimostrano l'enorme quantità di libri antichissimi accatastati alla belle e meglio nella fatiscente biblioteca della città vecchia dove chiunque, nonostante il custode, può mettere le mani e non dubito che molte pagine riccamente scritte e decorate siano state trafugate proprio da quel turismo mordi e fuggi. Arrivare a Chinguetti non è facile anche se fino ad Atar la strada è asfaltata e ben tenuta; il problema sono le distanze. A un certo punto, circa 180 km da Atar siamo rimasti a corto di benzina e l'unico villaggio che abbiamo incontrato aveva il distributore con solo gasolio. Intanto intorno a noi si era radunata una piccola folla di persone curiose ma con facce poco raccomandabili ( in Africa la diffidenza è un problema ) e dopo un pò ho trovato un tipo che era disposto a portarmi da una persona che la vendeva di contrabbando; dovevo salire in macchina con lui...
Non avevamo scelta e preso coraggio, lascio gli amici e le moto disposte a triangolo per cercare di proteggerle dalle mani rapaci del nugolo di ragazzini che nel frattempo si era aggiunta alla piccola folla. Salgo sulla Mercedes 200 sfondata con la radio che canta versetti coranici (in verità molto belli) e la tensione alle stelle. In un dedalo di viuzze piene di buche e di immancabile immondizia, arriviamo davanti ad un muro alto con una porticina in ferro sgangherata; sono le 2 del pomeriggio, il sole picchia forte e l'abbigliamento da moto non aiuta...Entriamo....Dietro al muro c'è un piccolo spazio e la vista dei fusti rossi e gialli in un angolo mi rincuora non poco!!
Contratto per 20 litri di benzina e forse ho tirato un pò troppo sul prezzo tanto che il tipo smette di parlare lo stentato francese e inizia a parlare nel suo dialetto con fare sprezzante così decido di non provocare ulteriormente lui e la fortuna e pago i 20 litri con un'abbondante mancia; lui sorride e mi abbraccia augurandomi buon viaggio.
Ritorno al distributore dopo un a buona mezz'ora e i miei compagni mi accolgono con un sospiro di sollievo; si riparte....
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