Ciao a tutti !!!!
Ci sono riuscito, sono tornato... Ma chi l'avrebbe mai detto che mi sarei dovuto preoccupare più degli ultimi 350 km che dei precedenti 10mila???
Sbarco a Livorno, con 8 ore di ritardo, alle 3.20 del mattino e non essendoci assolutamente nulla nel porto in cui aspettare o ripararsi, decidiamo di partire visto che la temperatura non è cosi male come avevo sentito dire: 2/3 gradi. All'ingresso dell'autostrada ci dividiamo in quanto l'equipaggio di Spoleto prende verso sud ed io mi accingo a fare la Firenze/Bologna che dalle notizie in televisione sulla nave danno per libera. Mano mano che accumulo km il freddo si fà sempre più intenso così come il traffico di camion che, spinti dall'arrivo di una nuova e più cruenta perturbazione, cercano di superare l'appennino. La temperatura si stabilizza a -6° e sottili e sparsi strati di ghiaccio mi costringono a rallentare la mia andatura a 60 km/h e per un pò vado avanti così. A un certo punto i camion che mi sorpassano diventano veramente troppi e comincio a sentire un freddo bestiale che mi intorpidisce le braccia e la schiena; ad ogni sorpasso una sventata e le mie gomme sfinite tendono a scivolare....Guardo la strumentazione e... - 14°!!! ; una ventata mentre attraverso un viadotto nei pressi di Pian del Voglio mi fà sbandare paurosamente con conseguente suonar di trombe dei camionisti che sicuramente penseranno: ma dove casso và questo deficente?!
Ormai il freddo e il panico mi hanno fatto perdere la lucidità e commetto diversi altri errori di traiettoria quando per fortuna, riesco ad arrivare in un piccolo autogrill semi-sommerso dalla neve e con notevoli problemi di acqua e corrente. Il riscaldamento per fortuna funziona ancora e così decido di aspettare lì l'arrivo del giorno. Mi è andata bene.
Proseguo il viaggio a -8° fino a Cesena poi, gradualmente, la temperatura continua a salire fino ad arrivare a casa, sfinito e dopo innumerevoli soste per riscaldarmi.
Ancora sono un pò stravolto ma questo viaggio è stata un'avventura pazzesca che non saprei come raccontare; mi tornano in mente sorrisi, strette di mano e abbracci con sconosciuti che sono entrati per qualche istante nella mia vita e che difficilmente riuscirò a dimenticare, polvere e sudore, l'odore di spezie e quello dell'immondizia, i colori e la bellezza struggente dei tramonti, le miriadi di bambini vocianti e i pescatori in Senegal con le loro coloratissime barche, le dune e i colori della terra, la povertà estrema di certi posti che comunque non riesce a togliere il sorriso e la speranza delle persone che vi abitano, i momenti di stanchezza e di tensione per il fatto di dover prendere troppe decisioni in pochi istanti ma questa è l'Africa, e se si accetta e si cerca di capire le enormi e in qualche caso incolmabili differenze che ci dividono, questa ti entra nell'anima invitandoti ad entrare ancor più in profondità nel suo modo di essere e in breve, ti accorgi che se ti lasci andare abbandonando le paure e la diffidenza, tutto diventa facile e piacevole....
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R1150R - K1200R - R1200GS Namibia Orange (La Tigre)
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