13° giorno:
Oggi il Gs resta a riposo, io e Buba invece ci muoviamo all’alba per fare trekking.
Gli ultimi 200 metri...
La pista che da Banani va verso NE é sabbiosa e lui non si fida a farla in moto, perciò faremo 12-13 km a piedi….. secondo lui, già perché in Africa i chilometri sono sempre approssimativi, soprattutto quando te li dichiara un africano. I loro parametri sono un po’ diversi dai nostri, ragionano in ordine temporale: per la stessa pista ci possono volere un’ora di cammino, mezzora di mobilette, 20 minuti di 4x4, 40 minuti a dorso d’asino….. e poi traducono in km.
I tipici granai Dogon: 1 per ogni moglie, 1 finestrella per ogni figlio. In questa famiglia 3 mogli e 6 figli....
Morale facciamo 2 ore e 15 minuti di camminata svelta fino alla base della falesia dove ci sono i villaggi Youga-Na, Youga-Dogorou e Youga-Piri, diciamo sui 15 km…… e poi attacchiamo con la salita vera e propria di 3 ore.
Nel primo villaggio ho la fortuna di trovare gli anziani riuniti sotto il Togu-na, lo spazio riservato per le discussioni, lo scambio di notizie o semplicemente per passare il tempo in compagnia. Chiedo di poterli fotografare e me lo concedono in cambio di due noci di cola, masticate e utilizzate dalla gente Dogon come sorta di tabacco da sputo.
Dal secondo villaggio arroccato dentro la falesia il sentiero segue la spaccatura creata e levigata dalle acque per salire sulla sommità da cui si può vedere il deserto per chilometri e chilometri.
Là in fondo dietro l'ultima falesia Douentza e 200 km più su Tombouctou.....
mancava veramente poco per arrivarci ma qui sono riuscito ad avere qualche notizia in più.
Dopo la morte di Gheddafi un numero impressionante di mercenari è sceso dalla Libia armato fino ai denti e senza un soldo in tasca. 3 giovani maliani tra i 19 e 20 anni di Hombori hanno ingaggiato una guida tuareg perchè li portasse fino a TBT: avevano avuto la "soffiata" da parte del proprietario francese di un albergo sulla presenza di 4 motociclisti europei. Arrivati all'ora di pranzo con le armi spianate non hanno esitato un attimo ad uccidere il tedesco che aveva tentato di reagire e poi sono fuggiti con i tre ostaggi attraversando il deserto in direzione di Gao. Lì con la complicità di un funzionario pubblico hanno venduto i prigionieri ai mercenari affiliati ad Aqmi che immediatamente li ha trasferiti nel deserto algerino. Il governo maliano conscio della gravità della cosa e delle ripercussioni negative per tutta la regione che vive di turismo, ha diffuso per giorni un comunicato radiotelevisivo affinchè la popolazione fornisse informazioni utili. Così facendo nel giro di una settimana i 3 giovani, la guida tuareg e il proprietario sono stati scoperti e arrestati, mentre il funzionario pubblico di Gao ha fatto in tempo a fuggire in Algeria. Ormai il danno era fatto: dai primi di dicembre tutti i tour operator avevano disdetto le prenotazioni e gli ostaggi erano già stati trasferiti chissadove.... un danno enorme per l'economia di questi popoli già duramente messa in crisi dalla siccità dello scorso anno.
Nei giorni in cui mi trovavo lì, la gendarmeria scortava i pochissimi turisti da Douentza a TBT, per garantire la loro incolumità e dimostrare che tutto era tornato normale, ma la sensazione era quella di essere ormai ben lontano dall'idea del motociclista sporco e poco attraente che non interressa a nessuno, quanto più quella di un mucchietto di soldi facili che viaggia su due ruote, ragion per cui ho scelto di rinunciare a raggiungere un luogo seppur mitico.
Buba si preoccupa per me e continuamente mi indica dove mettere i piedi, tanto che devo rassicurarlo e spiegargli che dalle mie parti queste sono considerate colline. Si stupisce infatti di sapere che a pochi chilometri da casa mia ci siano montagne tra i 2000 e i 2800 metri. Sferzati dal vento e dal sole che ormai è molto alto, scendiamo verso l’ultimo villaggio dove ci fermiamo per avere conferma dell’avanzamento del progetto di BND che qui vuole costruire una scuola.
Torniamo sotto il sole cocente del primo pomeriggio a Banani, dove troviamo gli operai intenti a realizzare il muretto di protezione al pozzo dove a novembre era caduto un bambino e le fondamenta per uno nuovo. Dougalou chiama i bambini del villaggio per distribuire i pochi vestiti che son riuscito a portare e poi io e Buba andiamo alla scuola a consegnare direttamente nelle mani dei più piccoli il materiale didattico datomi da BND.
La notte sulla terrazza sotto le stelle, mi porta un po’ di sonno e riposo…… domani comincia la risalita.