Mi ha impressionato il fatto che tante persone, anche non appassionate di motociclismo, siamo rimaste così colpite dalla scomparsa - in gara - di Marco Simoncelli. Non si tratta, mi pare di aver capito, soltanto di tifo e di passione, o di potere dei media, ma di qualcosa che ha colpito ed infiammato l'immaginario collettivo.
Simoncelli era tale e quale i nostri figli, con la loro forza e le loro debolezze, gli errori che i giovani fanno, la voglia di vivere pienamente e di andare veloci.
Simoncelli sarebbe diventato campione del mondo, come tutti noi speriamo dei nostri figli, in qualunque campo vogliano provarci.
Simoncelli era la speranza ed il futuro, e dio sa quanto, di questi tempi, ne abbiamo bisogno.
In vario modo, anche facendo ruggire i loro motori, molti hanno voluto essere testimoni di questi sentimenti: meritano rispetto.
Ecco perchè quando - come spero - tutte le moto romberanno in pista, io mi alzerò in piedi: sarà ricordo, sarà promessa di non dimenticare, sarà impegno a non mollare.
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