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Vecchio 11-08-2011, 08:26   #49
pieroesilvia
Mukkista in erba
 
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Partiamo dall'isola alle 8 del mattino dove al porto incontriamo il primo mototurista della vacanza; ha una vecchia SUPER TENERE' 750, è lombardo ha più o meno la mia età e si fa accompagnare da una francesina tutta curve e nasino che ha meno anni della moto. Il traghetto che prendiamo ha le stesse funzioni di un treno locale, si ferma ad ogni isola e la cosa non sarebbe nemmeno disdicevole se si potesse stare sul ponte a godersi il panorama ma questa nave è come una grande bottiglia... ha due bei ponti sovrapposti con poltrone tipo jumbo jet con grandi finestroni laterali per permettere di godersi il panorama, ma non ha l'accesso al ponte esterno tranne che nei pochi minuti delle operazioni di sbarco/imbarco. E' stracolma di giovani e giovanissimi tutti entusiasti di arrivare nell'isola regina del divertimento. Ci " puppiamo" cosi le 9 ore di traversata con un nervosismo crescente per dover perdere un intera giornata di vacanze e Marianna manifesta apertamente il suo malessere imprecando i suoi " minkia,che minkiata, ma che minkia di stronzata" e cosi via fino ad arrivare a prendersela con il povero Zeno che non ha nessuna colpa. Arriviamo a Mykonos alle 16 e 45 e come gia’ successo a Santorini, molti dei locali ci avvicinano per offrirci un alloggio. Zeno contratta con una signora il prezzo di 20 euro a testa per la camera e saliti in sella la seguiamo fino ad arrivare ad un piccolo complesso a pochi km dal centro città. L'isola è molto brulla e praticamente non esiste vegetazione se non la macchia mediterranea. Scaricati i bagagli io, Zeno e le zavorrine decidiamo di trovare una spiaggia vicina per fare un bagno, mentre Matteo e Agnese scendono in città per noleggiare un QUAD dato che lui non si fida di parcheggiare la moto in centro. Prendiamo la strada costiera che si allontana dalla città e dall'alto vediamo un’ampia baia con un mare bellissmo e decidiamo di provare a scendere e percorrere la piccola strada sterrata che arriva fino al bagnasciuga. Dall'alto la vista ci era parsa fantastica ma una volta arrivati a lambire la spiaggia, restiamo sconcertati dalla quantità di plastica e di rifiuti che riempiono il litorale. L'acqua è cristallina ma stracolma di buste di plastica che galleggiano o sono sul fondale e grazie alla maschera vedo che lo stesso è stato utilizzato come discarica dai bagnanti. Ci fermiamo il tempo necessario per rinfrescarci dopodichè, molto delusi, ce ne andiamo ad un supermercato a comperare qualcosa per la colazione dell'indomani.

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Scendiamo al centro di Mykonos per cenare e visitare la cittadina parcheggiando le moto lungo una strada laterale in mezzo ad un via vai di ragazzi che con i loro motorini e quad imperversano dappertutto. Matteo e Agnese hanno preferito restare da soli cosi noi quattro ci visitiamo la città mentre cerchiamo un ristorante che non ci spelli vivi. I prezzi sono alti rispetto al resto delle isole visitate e alla fine optiamo per un ristorante molto carino situato in una piazza centrale che presenta un' ampia scelta di portate. Dopo aver cenato ci concediamo una passeggiata lungo il porto sovraffollato di locali di ogni genere e con bellissime ragazze vestite molto succintamente che fanno da P.R. e tra uno sguardo e l'altro io e Zeno decidiamo che l'indomani mattina andremo al mercato del pesce per comprarci la cena e farci una grigliata. Mentre rientriamo ai nostri appartamenti, nel buio assoluto della strada che lascia il centro città, per poco non ci scontriamo con un quad spinto da una ragazza e ci rendiamo conto subito dopo che sono Matteo e Agnese che, rimasti a secco per un malfunzionamento dell'indicatore della benzina, cercano di rientrare agli alloggi. Li scortiamo fino ad un distributore dove scopriamo che quest'ultimo non ha la funzione self service (analogamente gli altri dell'isola) e cosi adottiamo il vecchio sistema di estrarre la pompa, inserirla nel serbatoio e saltando sul tubo posato a terra, aspiriamo quel po' di benzina sufficiente a rimettere in moto il quad. Dopo aver preso in giro Matteo e esserci fatti 4 risate ce ne andiamo a nanna.

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Al mattino come previsto io e Zeno scendiamo al porto dove scattiamo le foto di rito al famoso pellicano ormai simbolo di Mykonos

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e compriamo una cernia di due kg poi torniamo dalle ragazze e ci dedichiamo alla ricerca di una spiaggia migliore di quella visitata il giorno dell'arrivo.

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Dopo circa una 15ina di km troviamo le indicazioni per una baia sperduta fra le insenature che dalle colline scendono fino al mare e decidiamo di fermarci. La spiaggia si chiama LIA e abbiamo un colpo di fortuna incredibile dato che la piccola baia è stupenda e l'acqua è la piu' limpida mai trovata.

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Come molte spiagge di Mykonos vi sono bagnanti che variano dalle coppie gay, ai nudisti, dalle famiglie del posto, a chi come noi non ha scelto la vita notturna ma si vuol godere il mare. Ci mettiamo in un angolo impadronendoci di un gruppo di scogli che madre natura sembra aver creato apposta per prendere il sole seduti come in poltrona per stare a bagnomaria. Verso le 12 con Zeno prendiamo le moto e mentre le nostre compagne si godono il sole e chiacchierano, ce ne andiamo a vedere altre baie e a cercare Matteo e zavorrina che dovrebbero trovarsi in una delle spiagge vicine. Non li troviamo ma in compenso percorriamo 22 km di stradine strette e tortuose che si inerpicano in saliscendi bellissimi fra minuscole casette e ville bellissime ( ma vuote) e piccole chiese dai tetti multicolori. Tornati dalle ragazze ci godiamo il pomeriggio facendo il bagno e decidendo se l'indomani tornare ad impossessarci del solito scoglio o visitare altre spiagge. Alle 17.00 andiamo a visitare la famosa Paradise Beach e come gia’ detto in apertura del mio racconto restiamo un po' perplessi e un po' invidiosi da quanto lo spettacolo della fauna giovanile offre. Dopodiché torniamo verso casa dove preparo la grigliata

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e ci godiamo il pescione con contorno di peperoni pomodori e melanzane anch'esse grigliate.
Dopo cena scendiamo in paese dove notiamo che al porto sono arrivate numerose navi da crociera gigantesche che sono alla fonda e piccole imbarcazioni fanno da spola per sbarcare i turisti. Devo ammettere che al di la’ del carovita l'isola è cmq bella e il paese è molto carino e curato; soprattutto al mattino, quando tutti dormono, è possibile visitarlo senza anima viva e godere degli scorci colorati, vicoli intricati dove fanno bella mostra porte, finestre e fioriere. Concludiamo la serata passando per il famoso locale per gay di PIERRO'S per il quale l'isola è salita alla ribalta delle cronache negli anni '70 e poi a nanna. Il mattino dopo ricompriamo il pesce, stavolta un’orata da porzione a testa, e ci dirigiamo verso le famose spiagge di FOKOS e MIRSINI che pero' non ci riempiono gli occhi quanto quella di LIA. Cosi decidiamo di tornare ai nostri scogli e passare l'ultima giornata di mare nelle isole. La spiaggia, cosi come il giorno prima, è deserta e ci rilassiamo prendendo il sole e entrando ed uscendo continuamente dall'acqua per l'altissima temperatura. A pranzo ci rechiamo a piedi in un ristorantino posto cento metri prima della baia dove, all'ombra di viti e glicini, ci gustiamo degli antipasti e le immancabili sarde di cui io e Zeno siamo ghiotti. Sulla strada di ritorno passiamo dalla spiaggia visitata il giorno dell'arrivo scoprendo con immenso piacere che è stata completamente ripulita dall'immondezzaio che avevamo trovato. Ceniamo tutti e sei insieme, dopodiché Agnese e Matteo vanno a godersi la vita notturna. Noialtri restiamo a goderci la serata seduti nel piccolo spiazzo davanti agli appartamenti ammirando il cielo stellato che, grazie ad un improvviso black out su tutta l’isola, appare come un diadema luccicante.
Al mattino prepariamo i bagagli con molta calma, facciamo colazione e prima di partire vengo invitato dalla proprietaria degli alloggi a tornare come cuoco. Aveva infatti apprezzato le mie qualità di preparatore di griglia, ed era disposta ad offrirmi paga e alloggio per cucinare. Ci imbarchiamo alle 14.00 dopo aver pranzato in un minuscolo locale vicino al porto, gestito da un simpatico ragazzo cicciottello e da sua madre che sorride sempre anche se non capisce una sega di quello che diciamo. Spendiamo molto poco( strano per l'isola) e afflitti, passiamo il tempo della traversata parlando del piu' e del meno con la maliconica consapevolezza che la vacanza sono giunte ormai alla conclusione. Sbarchiamo al pireo e ci dirigiamo verso DELFI e precisamente ad un paesello sulla costa sito 17 km piu' in basso che corrisponde al nome di GALAXIDI
......... continua con l'ultima parte............
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