da CHANIA ad AGIA PALAGIA
Ci svegliamo verso le 8.00 del mattino e dopo aver caricato le moto ci mettiamo a far colazione con la piccola signora che si è preoccupata di acquistare lo yogurt per le ragazze che ne vanno matte. Notiamo subito che il rotondo viso della signora è triste per la nostra partenza e difatti quando accendiamo le moto i suoi occhietti vispi e azzurri sono velati. Con la promessa di scrivergli e mandargli qualche foto e dopo essere stati riempiti di saluti e abbracci partiamo per la nostra nuova destinazione... IRAKLION. Attraverseremo Creta scendendo a sud in direzione di VRISES poi ASKIFOU per arrivare in tarda mattinata in una località di mare a caso per risalire poi verso nord in direzione di RETHIMNO e concludere il viaggio verso IRAKLION che è la nostra meta. Come si ripeterà per tutte le isole anche questa strada, offre ancora panorami stupendi viste incredibili aromi e profumi penetranti e gioia di guidare per il manto stradale perfetto e l'assoluta mancanza di traffico. Verso le 12.00 decidiamo che è arrivata l'ora di farci un bel bagno rinfrescante e lasciamo la strada principale e iniziamo a vagabondare lungo la costa fino a che arriviamo ad un piccolo paese praticamente deserto che risponde la nome di POLIRIZZOS.
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Fermiamo le moto ai margini di una spiaggia mista di ciotoli e sabbia con gli scogli affioranti e ci rilassiamo all'ombra dei numerosi alberelli che crescono sulla rena che fanno da ombrelloni naturali e dopo il bagno ristoratore ci sediamo sui teli per consumare la frutta acquistata precedentemente e chiacchierando, discutendo come sempre su quanto visto lungo la strada. Nel frattempo nessuna macchina nessun passante, nessun turista era apparso lungo la strada e anche l'unico bar/ristorante presente sembrava vuoto. Se fosse stata la sceneggiatura di un film avrebbe potuto benissimo essere quella di uno zombie-movie.... nemmeno il piu' piccolo rumore disturbava il nostro vocio o il rumore delle onde placide del mare. Cosi incuriosito mi avvicino al punto di ristoro scoprendo che gli zombie non avevano occupato la città ma che al contrario era aperto e vi stavano anche cucinando dell'agnello, cosa che a me continuava a risultare strana con tutto il ben di Dio di pesce che l'egeo regala. Vengo accolto dal sorriso di un uomo sulla 40ina al quale chiedo nel mio inglese tosco-maccheronico se sia possibile bere un espresso... certamente mi risponde in perfetto italiano...."minkia" penso fra me e me " pure nel deserto trovo gente che sa le lingue e io ancora son fermo al "what's your name e poco altro". Da buon Maresciallo folgorino chiamo con un gesto gli altri desiderosi anch'essi di un caffè decente, visto e considerato che fino a quel momento ovunque il nero liquido si era rivelato sbrodaglia e carissimo, nonostante ovunque avessero le macchine per fare gli espressi. A questo proposito apro una piccola parentesi spiegando che il costo della bevanda nera varia dai 1.60 euro bevuto un paese vicino RODI ai 3,50 euro di MYKONOS e che in Grecia non dovete ordinare semplicemente il caffè perchè vi sarà servito quello greco o turco o peggio ancora il nescafè, ma dovete chiedere esplicitamente un espresso e quando lo fate sottolineate a voce che sia corto o vi riempiono la tazzina fino all'orlo. Parlando con il signore veniamo a sapere che il litorale è deserto per via della crisi, che lui è un marocchino che vive in Grecia da anni che ha vissuto anche in italia e in altri posti e che parla molto bene ben 14 lingue. E' simpatico nel suo parlare e ha il tipico modo di gesticolare comune nell'area mediterranea e caratteristica del mondo arabo ma ascoltandolo mi faccio l'idea che sia un po' fanfarone o come si dice a pisa... chi si loda si imbroda... ma cmq restiamo mezzora buona ad ascoltare le sue storie fino a che decidiamo di ripartire verso IRAKLION facendo una breve sosta a RETHIMNO per una visita veloce.
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Prendiamo una strada statale che attraversa una serie di canyon stupendi e vinti dalla fame ci fermiamo ad una taverna molto carina posta al lato della strada dove calmiamo l'appetito e spendiamo una miseria.
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Di nuovo in sella arriviamo alla nostra tappa intermedia e percorriamo il lungomare, carino e molto curato come sempre, con i piccoli ristoranti tutti allineati di fronte alla spiaggetta e al porticciolo e ci dirigiamo verso la fortezza veneziana che domina la cittadina, parcheggiando le moto proprio davanti all'ingresso principale del forte che ha un aspetto imponente e ben curato nelle sue mura esterne.
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Il caldo è atroce e l'aria cosi "densa" che è quasi irrespirabile cosi una volta entrati in un lugo corridoio con la volta sferica godiamo finalmente di un po' d'ombra cosi rinfrescante che solo io e Zeno decidiamo di visitare il sito mentre le ragazze e matteo preferiscono riposarsi. Paghiamo 4 euro per il biglietto e sicuri di goderci una bella visita iniziamo a percorrere i bastioni esterni e a visitare gli edifici posti all'interno. La fortezza è enorme e restiamo delusi dal fatto che non esiste nessun cartello o indicazione che spieghi la funzione di un edificio , sotterraneo, garitta o altro e come se non bastasse l'interno della fortezza non corrisponde a bellezza quanto le mura esterne quindi amareggiati scattiamo qualche foto di rito e torniamo dagli altri che nel frattmpo si sono ristorati e sono asciutti mentre noi due siamo zuppi di sudore.
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Decidiamo di andare direttamente ad IRAKLION senza altre soste e di buon passo perchè il caldo ci sta togliendo ogni forza e velleita' cosi ripartiamo di buona lena anche perchè dobbiamo sempre trovare un albergo e sicuramente perderemo tempo nel trovare qualcosa che abbia tutto quello che cerchiamo e cioè igiene, che sia abbastanza centrale per non dover riprendere le moto e che non sia troppo dispendioso. Anche questa strada offre bellissimi panorami e piccoli paesini affacciati sul mare e dopo un breve consulto osservando l'enorme centro urbano di IRAKLION da un punto panoramico decidiamo che è sicuramente piu' consono fermarci in uno dei tanti paesi che compongono la periferia della città ed essere piu' tranquilli nella scelta dell'hotel. Scegliamo AGIA PELAGIA a 10 km di distanza e siamo fortunati. Il paesello si affaccia su una baia stupenda dove i tramonti che vedremo nella permanenza sono incredibili e dove faremo il bagno in un acqua cristallina e tiepida. Prendiamo alloggio all'hotel belvedere gestito da una ragazza e da suo fratello che ha camere molto carine e curate è a 50 metri dal mare ed è dotato di piscina al prezzo di 45 euro a notte.
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Mentre parcheggio la moto osservo il contakm e vedo che ho percorso finora 1025 km quindi controllo il livello dell'olio e assicuratomi che tutto è in regola mi rilasso pensando di andare a fare un tuffo. Dopo la doccia ed esserci cambiati chiediamo alla ragazza greca se conosce un posto, fra i mille ristoranti del paese, dove si mangi bene senza essere trattati da polli e lei sorridendo ci consiglia di sederci all'Acropolis e cosi facciamo. Mentre attendiamo le portate decidiamo cosa fare il giorno dopo avendo in un primo tempo organizzato quella giornata come "libera" dove ognuno la gestiva a modo suo e tutti confermiamo che una "sosta tecnica di relax" è quello che ci vuole e cosi, sollevati e pregustando una giornata senza moto, mangiamo bene e beviamo meglio ( la birra ci viene servita con i boccali gelati dal freezer come i bicchieri della vodka ) e spendiamo la cifra irrisoria di 28 euro a coppia poi passeggiata sul lungomare quindi saliamo all'hotel e ci sediamo a bordo piscina scherzando e parlando di noi raccontando fatti personali aneddoti battute gaffe e cosi via, finoa che vinti dalla stanchezza restiamo solo io e Zeno a chiacchierare mentre gli altri salgono per un sonno ristoratore. Ci fermiamo fino alle 1 e 30 di notte parlando e discutendo del perckè la grecia adotti ancora un alfabeto con caratteri non europei e la nostra discussione è cosi calorosa che i greci presenti pur non capendo una beata sega restano interessati al nostro scambio di opinioni. Al mattino durante la colazione la ragazza e suo fratello ci chiedono con un sorriso chi avesse avuto ragione nello scambio di opinioni e noi sorridiamo ma chiediamo immediatamente se la nostra tribuna politica avesse disturbato qualche ospite cosa che per fortuna non è avvenuta quindi armati di teli e maschere ,creme e scarpette per gli scogli scendiamo al mare
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dove troviamo posto su un lato della baia sopra degli scogli perfetti per prendere il sole e fare il bagno e dove passiamo l'intera giornata facendo tuffi mangiando frutta raccogliendo conchiglie in apnea per la collezione di silvia e rilassandoci. Nel tardo pomeriggio saliamo in sella alle moto e andiamo a visitare CNOSSO.
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Non mi soffermo molto nella descrizione del sito archeologico perchè per un appassionato come me la delusione è tremenda. I tratti del palazzo, che è immenso, che tanto mi avevano affascinato nei documentari e nelle foto sono ricostruiti in cemento e i colori vivi che si vedono in tv non sono restaurati ma recenti e come se non bastasse nei pochi edifici che hanno mantenuto le pareti gli affreschi sono copie moderne e malfatte. Solo il trono in pietra è intatto tutto il resto, per quanto immenso e interessante, non riempie le mie aspettative, anche se qui almeno ci sono cartelli che spiegano cosa ci fosse e a cosa servisse. Nel complesso rispetto ad altri siti archeologici visitati in grecia e considerando l'importanza storica di creta il sito ci lascia molto delusi. Usciti da CNOSSO ci dirigiamo nel centro di IRAKLION
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dove ci facciamo una passeggiata sul lungomare, dominato da una bella fortezza veneziana, ceniamo all'aperto spendendo 31 euro a coppia e ammirando la vita notturna che la città offre e la moltitudine di giovani greci che girano da un locale all'altro sul lungomare regalando allegria e un goliardico caos. Nel vedere questi giovani nessuno direbbe che la Grecia sia un paese in fortissima crisi dato che ogni locale è strapieno e guardandoci intorno noi siamo tra i pochi turisti presenti.
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Dopo l'ennesima richiesta dell'ora e il 35° kg di cocomero divorato da Marianna dall'inizio della nostra avventura egea ripartiamo in notturna verso l'hotel e concediamo il bis agli ospiti infilandoci in una discussione su quale dovesse essere il motto del viaggio con le seguenti opzioni:
- lo sterro è da uomini
- lassa perde tutto e fatte trovà in perrizzoma
- ma godi quando trombi o trombi quando godi?
- baciami i gomiti
e cosi via fino a che alla ennesima grappa offerta dal gestore MATTEO se ne esce con il dire che ha giocato con la bambola MALIBU STACEY perchè faceva parte del processo educativo di crescita facendo sgranare gli occhi di tutti noi e con il risultato che la sua ragazza Agnese lo guarda e gelida alzandosi gli da la buona notte. Ovviamente tutti ridiamo ben sapendo che i fumi causati dall'ouzo e dall'acquavite ci stanno rendendo inconsapevoli di cio' che esce dalle nostre labbra. Mentre saliamo verso le camere io e Zeno decidiamo che l'indomani andremo a farci una bella dose di sterrato da soli....
to be continued.