Domenica 5 giugno: Safranbolu-Alexandroupolis
Strade ottime da subito: fino a Istanbul si va veloci, sicuri, su ottime strade e autostrade. Il tesserino che abbiamo fatto ha ancora abbastanza TL da permetterci di sfruttare a piacere l'autostrada fin dopo la grande metropoli.
I primi insediamenti abitativi della grande Istanbul, i quartieri nuovissimi costituiti da decine di palazzi tutti uguali, si cominciano a vedere già ad un'ottantina di chilometri prima del Bosforo, da quaranta/cinquanta chilometri prima è un susseguirsi continuo di costruzioni.
Attraversiamo il ponte autostradale sul Bosforo in mezzo ad un traffico affollatissimo, ma tutto sommato ordinato, alla rispettabile velocità di 120 km all'ora, ma fan tutti così, è normale.
Poi, dopo Istanbul, viriamo a sinistra, verso Tekirdag, Kesan ed il valico di Ipsala. Al confine i consueti controlli molto attenti dalla parte turca. Il fiume che fa da confine è presidiato da soldati in armi, la garritta turca e quella greca sul ponte distano pochi metri. Così è, ormai da molti anni.
Sosta ad Alexandroupolis, dopo una bella volata sull'ottima autostrada greca.
Una città di mare e di traffici, evidentemente sullo standard europeo: i problemi economici della Grecia non traspaiono dai comportamenti della gente. Sarà che è domenica, ma c'è un mare di gente nei bar, a discutere come sempre, o nelle strade, a passeggiare e prendere il fresco.
Al ristorante non c'è la sollecitudine alla quale i turchi ci avevano abituato: sembra che ci facciano un piacere, per avere ancora un po' di pane dobbiamo aspettare la fine della cena, tutto buono, certo, ma ci divertiamo un po' di meno.
Traffico fino a notte fonda, siamo in un paese moderno.
|