Discussione: Fernweh 2011
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Vecchio 19-06-2011, 00:09   #13
Prinz Eugen
Pivello Mukkista
 
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predefinito Domenica 22 maggio: Pirot - Kumburgaz

Seconda tappa di trasferimento. Partiamo pieni di entusiasmo, continuiamo colmi di ottimismo fino alla periferia di Sofia, dove una pattuglia di poliziotti ci spegne l'uno e l'altro. Siamo senza vignetta per le strade principali, dicono, ritirandoci subito patente, passaporto e documenti della moto. Se non paghiamo subito la multa dovremo andare alla sede della polizia, in centro a Sofia, non chiediamo se con le moto o a piedi, dove troveremo loro ed i nostri documenti solo alla fine del turno di lavoro. E' evidente che qualcosa non va: sono disposti a multare solo uno di noi, insomma, sono 75 euro da pagare sull'unghia, ma noi non siamo in vena di reggere il gioco. Paghiamoli e mandiamoli in mona, ci diciamo, e smammiamo in fretta. Detto e fatto e buonanotte. Abbiamo la conferma dell'inesistenza dell'infrazione poco dopo, ad una stazione di servizio dove è esposto in bella mostra un cartello con le disposizioni per le vignette.
"They needed some cash" ci dice una ragazza con un sorrisetto ironico e senza fare una piega: ci sarà abituata, noi no. Per ore mi si attorciglia lo stomaco per il nervoso e non posso negare di avergli augurato un sacco di volte - ed ancora oggi, quando ci penso - che gli venga un canchero.
Al confine turco quattro controlli, poi una buona autostrada: siamo ancora in Europa.
Incontriamo Franz, austriaco, su Yamaha 660: ha un nastrino legato al casco, regalo della moglie, lo zaino sulla schiena, la posizione in sella un tantino sbilenca e va come un fulmine.
Finalmente - Gold Hotel di Kumburgaz, periferia ovest di Istanbul - incontriamo Antonio: simpatia immediata. Sarà nostro compagno di viaggio per migliaia di chilometri ed amico per sempre.
Tutti insieme, Franz (che il giorno dopo andrà per la sua strada, verso il Mar Nero), Antonio, Aldo ed io ci facciamo il nostro primo kebab: il primo di una lunga serie.
Franz è di Hainburg, una città austriaca sul confine slovacco, vicino a Bratislava, dove Aldo ha lavorato ed abitato per sei anni. Si lanciano in lunghi dialoghi in tedesco, si divertono un mondo, e noi altrettanto ad osservarli, senza capire un acca.
Andiamo a dormire presto: siamo stanchi, ora che il nervoso per la multa di Sofia è passato, anche di più.
Buonanotte, domani inizia il nostro viaggio.
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