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Mukkista doc
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dunque, resoconto.
partenza, come s'è detto intelligente.
mi chiamano un paio di amici vespisti anche loro in partenza e ci diamo puntello. a susa ore 2 del mattino. tanto, penso dentro di me. è notte, piove, sarò stanchino, è facile che su per il monginevro vada come una vespa. infatti, ci si trova, piove, nn fa caldo e si attacca ill monginevro, si scollina, briancon e via verso gap. sono le 5 di mattina, piove e tira vento...se non fosse che...uno dei due amici decide di testare il guard rail. la scena è stata abbastanza terribile. mi fermo immediatamente subito accanto alla vespa ribaltata e nel buio della notte nulla si muove...merda...dopo qualche infinito secondo vedo apparire una mano da oltre il guard rail. emerge dal fosso dietro l'amico, sulle sue gambe. provato, ma in piedi. risultato: europassistance, vespa irriparabile sul posto. pronto soccorso per controllo all'amico. dopo un paio di caffè caldi e 4 boiate si decide. si è insieme e si finisce insieme. bagagli ripartiti, il superfluo rimpatriato insieme alla vespa e si riparte, i due amici sulla vespa ed io ancora + carico sulla moto. nel frattempo, piove. mentre gli amici vanno verso la camargue io in solitaria vado verso tolosa facendo tutte le stradine possibili. il mio giro ormai è andato a pallino...ma va bene così, ora almeno, mi diverto un poco. da tolosa scendo verso montpellier e mi riunisco agli amici in camargue. 800 km in giornata. fisicamente sono un derelitto ma, posso dirvi che le diablo rosso II sono notevoli. sul bagnato vanno benone. sull'asciutto spettacolo. di asciutto ne ho trovato proprio poco ad essere sinceri. dopo la camargue ci si dirige verso le gole del verdon. e qui arriva lei, chiamarla pioggia credetemi è limitativo. fulminea, on-off. talmente fulminea che non ho avuto tempo di mettermi la tuta antiacqua. fulmini e saette illuminano un cielo da tenebre. trovo, ormai fradicio, un riparo...è un albero, e mi sorride....mmmm, preferisco restare bagnato ma non elettrizzato. trovo un parcheggio, mi infilo la tuta sotto l'acqua, tanto ormai...mentre metto i piedi, mi giro, e vedo la moto inclinarsi pericoosamente nella ghiaia. immaginatevi di avere il diluvio sopra di voi, la tuta antiacqua alle ginocchia e dover tenere su la moto che sta cadendo. preciso.
ne esco illeso. il cellulare no.
si prosegue con tuta antiacqua e sotto jeans fradici. chi l'ha provato sa. e si prosegue per circa 100 km.
nel frattempo la forza della pioggia non accenna a diminuire, le macchine in autostrada sono ferme in corsia di emergenza. sotto i cavalcavia motociclisti ammassati come le sardine. noi, senza nulla da perdere, proseguiamo. sta piovendo davvero come se non ci fosse un domani. arriviamo a verdon. strinati. c'è solo una cosa da fare: pastis.
e poi la giornata di oggi. sveglia presto, bagagli, partenza. verdon, cannes, nizza, colle tenda, cuneo, fossano, asti, novara, milano, casa.
ovviamente, pioveva
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