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Originariamente inviata da LoSkianta
La pianificazione di un viaggio nasce a cena.
Ci si trova al ristorante tutti quelli che intendono partecipare alla gita (nel nostro caso 8/9 giorni). Nella prima cena si identifica la macroarea (nel nostro caso è sempre l'Europa).
Nella seconda cerchiamo di identificare il genere di viaggio : montagna (il mio preferito), visita città, zone di mare, ecc.
Tagliando corto, dopo 6/7 cene abbiamo grosso modo in mente dove andare (quest'anno Polonia del Sud - Cracovia).
A quel punto quello che ha più voglia di rompersi le palle si mette a studiare un percorso che tenga conto di strade, chilometraggi, punti di interesse identificando dove fare pernottamento scegliendo dove sia più semplice trovare alberghi.
Il navigatore è ammesso solo per le grandi città, altrimenti cartine con fotocopia con evidenziato l'itinerario e luoghi da visitare.
Poi, alla faccia di tanta programmazione, spesso si improvvisa.... 
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Bravi ragazzi! Siete una miniera!
a_ter) il "goumet" lo si riconosce perchè ha le note di viaggio sul retro di un menù in quanto la pianificazione la fa solamente con le gambe sotto al tavolo del ristorante, ma siccome gli ci sono volute molte cene e svariate bottiglie l'itinerario è abbastanza approssimativo. Se dotato di navigatore ci carica solo il file della guida Michelin o quello di Veronelli per le cantine.
Talvolta trasforma il bauletto di alluminio in un frigorifero a 12 Volts per tenerci salumi e spumante.
Ma non va mal giudicato: in fondo è simpatico, di compagnia e si gode il viaggio con uno spirito che è il più vicino a quello del bikers americani anni '50, adattato alla raffinatezza gastronomica italiana.
Ha solo un acerrimo nemico: l'etilometro!