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Originariamente inviata da aspes
ogni volta che si parla di questo argomento esci con queste affermazioni apparentemente inconfutabili.
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Concedimi che sia inconfutabile il fatto che se rispetti il limite l'autovelox non ti tange.
E, per carità, non è che anch'io rispetti sempre e comunque i limiti ma se mi capita di non rispettarli e beccarmi una multa non è che poi sfracuglio i maroni al prossimo perché il limite di qua e il limite di là e il legislatore e i comuni che fan cassa e... e... e... e che due zebedei.

(per verità di cronaca però l'unica multa che ho preso negli ultimi vent'anni è un superamento di riga continua).
Ma voglio anch'io venire nel tuo modo di ragionare, dato che il tuo ragionamento, data la mentalità tipica della maggioranza degli italiani, può essere completamente rovesciato. Se adattassero l'attuale limite dei 50 (dove tutti pensano di poter andare a 40 km/h in più) portandolo a 70, l'italiano medio si sentirebbe autorizzato, quasi in dovere direi, di andare comunque a 40 km/h in più e si lamenterebbe comunque. Se lo portassi a 90 sarebbe la stessa cosa. Farebbe sempre 40 km/h in più.
Il problema non è il valore del limite. Per gli italiani il problema è che il limite esista. Prova ne è che, a differenza di molti altri paesi europei, chiunque si sente in diritto, prima ancora di mettere in discussione le regole, di violarle coscientemente.
E purtroppo questo non vale solo per il CdS ma per mille altri aspetti della vita quotidiana.