@Daunio
Se vogliamo restare nella pura critica cinematografica direi che il lungometraggio di Zel si inserisce a buon diritto nella gloriosa tradizione del cinema neorealista italiano.
Prendere due uomini comuni, che non sanno andare in moto, e renderli credibili, lo mette sullo stesso piano del De Sica di "Ladri di biciclette"