Non seguo assiduamente le prove motociclistiche sulle riviste, quindi quello che sto per dire potrebbe non applicarsi a questo settore, ma in altri settori quel che capita è che le riviste "anglosassoni" abbiano un approccio giornalistico con uno stile molto diverso da quello di solito presente sulle riviste italiane.
Le riviste italiane sono sempre molto/troppo caute e diplomatiche e sembrano preoccuparsi prevalentemente di non "pestare i calli" a nessuno.
Gli aspetti negativi quindi bisogna derivarli ed interpretarli leggendo tra le righe, con il rischio però di leggere anche quello che non c'è.

Quelle anglosassoni sono mediamente più dirette (qualcuno potrebbe dire irriverenti) e sentono come un dovere giornalistico il fatto di identificare gli aspetti negativi, anche a rischio di calcare eccessivamente su questi aspetti.
E' una differenza culturale che va tenuta in considerazione quando si leggono ed interpretano le recensioni, perchè la sola "traduzione" può essere fuorviante.
Ciò che invece accomuna le due impostazioni è un fondo di "protezionismo" per i prodotti "nazionali", che a volte va oltre il sano tentativo di dare visibilità e sfocia nel "due pesi, due misure".
In questo caso l'unica difesa (oltre a filtrare bene ciò che si legge) è dare il peso in funzione del fatto che ci siano o meno degli interessi di mercato in quella particolare nazione.
Ad esempio non è molto presente questo "nazionalismo" in Italia se parliamo di amplificatori home theatre, ma diventa più presente se si parla di casse hi-fi. E' marginale se un giornale Inglese disquisisce di vetture piccole da città, ma diventa maggiore se fanno comparazioni di supersportive....
...ecc...ecc...