Discussione: marocco 2011
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Vecchio 17-02-2011, 10:40   #44
Dev75
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Cool E Non poteva mancare!!!!

Il 20 febbraio la prima manifestazione di piazza in Marocco
Rimasto relativamente indenne ai movimenti di protesta che hanno investito in queste settimane Tunisia ed Egitto – anche se vi sono stati vari casi di suicidi con il fuoco, e alcuni leggono nella rivolta nel campo saharawi di Layooune dello scorso novembre un primo germe di protesta – il Marocco attende di confrontarsi con la sua prima manifestazione di piazza: quella convocata per il 20 febbraio dal Movimento liberale per la democrazia su Facebook. L’invito apparso sul social network è a manifestare pacificamente per “la dignità del popolo e per le riforme democratiche”, chiedendo anche una riforma della Costituzione e le dimissioni del governo. Alla loro iniziativa si è aggiunta quella del movimento islamista “Justice et bienfaisance”, vietato ma tollerato dalle autorità, che sul proprio sito ha fatto appello per un “cambiamento fondamentale democratico urgente” per “instaurare una vera separazione dei poteri”. Il movimento – che si distingue dal partito islamico Giustizia e Sviluppo, articolazione marocchina dei Fratelli Musulmani e presente in Parlamento – può contare per le autorità solo su 30-40.000 aderenti, ma dichiara di averne circa 200.000, come precisato ieri all’Afp dal politilogo Maohamed Darif. “Milioni di marocchini soffrono di povertà – sottolinea il movimento sul suo sito internet – è ingiusto che la ricchezza del Paese sia accaparrata da una minoranza”. Il movimento, diretto dall’ottantatrenne Abdessalamn Yassine, chiede inoltre che sia posta fine alla “benalizzazione” – dal nome del deposto presidente tunisino Ben Ali – che il Marocco conosce«. Ma i punti di vista sul tema sono naturalmente differenti. Nei giorni scorsi il ministro per la comunicazione Khalid Naciri ha detto, proprio in merito alla manifestazione del 20 febbraio, che il Marocco è da tempo impegnato in un “processo irreversibile di democrazia e di apertura dello spazio delle libertà”. In un articolo apparso su Fox News.com, l’analista Ahmed Charai – presidente del network marocchino Med Radio ed editore del settimanale “L’Observateur” e dell’edizione francese della rivista Foreign Policy – ha parlato da parte sua di una “eccezione marocchina al disordine nel Medio Oriente”. Per spiegare la stabilità finora mostrata dal Regno di Mohammed VI, Charai ha chiamato in causa fra l’altro la popolarità dello stesso monarca e la sua propensione alle riforme, a differenza dalle tendenze dittatoriali del padre Hassan II; la trasparenza delle ultime elezioni parlamentari; la libertà di espressione e di stampa che permette ai giovani di manifestare il proprio dissenso; l’approccio partecipativo della società civile promosso dalle autorità nell’affrontare il problema della povertà; le grandi opere infrastrutturali per far fronte alla disoccupazione e alla povertà nelle campagne.

speriamo bene
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