IL MEZZO:
Sono dell'idea che la moto conta un
casso (questo giroingiro si può fare con l'Adv, il 990, il mono anni ottanta o il 690, anche con una stradale.... cambiano i tempi, le cautele da prendere e le comodità o scomodità che le varie moto possono dare), quello che conta è la voglia di andare e la testa che ci metti.
Col Gs c'ho fatto di tutto: dalle mulattiere inseguendo le Hp2, al fangone argilloso, dalle dunette bastarde di Tembaine e Ksar Ghilane alle dune dell'Awbari e del Murzuq. I Maiali hanno ormai imparato a sopportarmi....
La nostra è una sfida ad oltranza.

Per ora stiamo una frizione ed una testata cilindri per lei, un polso e 3 costole per me. Sostanzialmente in parità


Comunque per chi ama i dati:
La moto utilizzata è un R 1150 Gs Std con 45.000 chilometri all’attivo, equipaggiata con paramotore e paracilindri originali, parateste in alluminio e hard part per la battuta di sterzo della Touratech. Gli ammortizzatori originali sono stati sostituiti con dei Bitubo regolabili sia in estensione che in compressione, mentre la frizione è stata sostituita (causa uso intensivo precedente) con una sinterizzata della Surflex. Il catalizzatore è stato rimosso applicando una Y della Arrow e mantenendo lo scarico originale: oltre ad avere un maggior tiro ai bassi consente di “digerire” facilmente benzine non sempre “pulite” che si possono trovare nelle taniche dei villaggi e di alleggerire la moto di 4/5 chili. Un tagliando completo prima della partenza è d’obbligo. Per gli pneumatici ho scelto di montare delle Heidenau K60, che mi hanno assicurato un ottimo grip sia su strada che su pista e soprattutto una grande resistenza alle rocce taglienti dei percorsi di montagna. Solo sufficienti nell’uso su sabbia. Per il bagaglio un semplice sacco impermeabile da 50 lt. legato sopra la borsa degli attrezzi e la tanica di scorta. Le borse rigide sarebbero state, specie nei tratti sabbiosi un impiccio ed “un incentivo” a portarsi più cose del dovuto. L’autonomia del serbatoio è sempre stata sufficiente a coprire le tappe, ma avere una tanica da almeno 5 litri garantisce da eventuali necessità di dover cambiare pista o tornare indietro. Su pista il consumo medio si è attestato sui 17 km/litro, su strade normali è arrivato fino ai 22 km/litro, mentre in autostrada viaggiando come da codice (non sempre) è sceso fino ai 15. La “mucca” ha ormai finito il rodaggio e così durante il viaggio di 7.200 km è stato necessario aggiungere solo ½ chilo di olio. Nella trousse non devono mancare ovviamente tutte le chiavi necessarie alla moto, le leve per copertoni, camere d’aria, compressorino e/o bombolette di CO2, olio motore, candele, cavi, viti e bulloni vari, fascette e l’insostituibile nastro americano. Unico problema meccanico affrontato la rottura della vite attacco sospensione.
IL DESERTO:
Nei tratti desertici occorre sempre portarsi una scorta abbondante di acqua: mediamente viaggiavo con 4 litri nello zaino che rimpinguavo appena possibile nei centri abitati. Un imprevisto qualsiasi, guasto meccanico o insabbiamento che va per le lunghe sotto il sole cocente, anche solo a 5 km da un villaggio, può portare a consumi maggiori di quanto preventivato e quindi compromettere la propria incolumità. Nel limite del possibile seguire sempre le piste più battute: sono le più sicure anche se spesso un po’ più lunghe (magari girano per evitare un campo di dune che non ti aspetti) e offrono soprattutto la possibilità che passi qualcuno in caso di bisogno.
La mattina si parte presto (credo che Lapo e molti altri possano confermare


) per due semplici motivi: in primis le ore iniziali sono le più fresche, l'aria è più tersa, le energie sono maggiori e si riesce quindi a fare molta strada senza grossa fatica, secondo perchè se succede qualcosa (sbagliare pista, forare, etc etc.) si hanno disposizione più ore di luce per recuperare, riparare e via dicendo.
Possibilmente evitare di viaggiare tra le 12 e le 13. Il sole allo zenit annulla completamente le ombre! Una buca, un dosso, una pietra, le increspature della sabbia che ti fanno capire se è molle o dura e che normalmente si vedrebbero a 50 mt. risultano indecifrabili. In queste condizioni, un dossetto di 30 cm preso a 100 km. orari uscendo dal Murzuq mi è valso un volo da 6 mt. con la frattura del polso e delle costole di cui sopra.
Per cui fatevi una sigaretta all'ombra di un'acacia o della moto, mangiatevi un pò di frutta, fatevi una pennicchella o guardatevi la cartina e il Gps.....
E soprattutto dategli "sempre" del Voi: se una pista si fa dura, un campo di dune vi spaventa, un oued vi sembra inguadabile, girate la moto e tornate sui vostri passi. Non c'è nulla di indecoroso nel rinunciare.
LA SABBIA
Ci vorrebbe un 3d solo per quello e poi ci sono persone più titolate di me (Il Maiale, Lapo, Fastrobby



) a parlane.
L'unica cosa che posso dire specie con 250 kg di moto: EVITATELA
Sarà lei a venirvi a cercare


Quando vi capiterà (magari in banchi con le tracce scavate dai 4x4) scalate una marcia, aprite il gas e non chiudetelo finchè non ne siete usciti. E' l'unico modo per non fare chiudere l'anteriore e quindi cadere. Se vi dovete fermare basta abbassare la manopola e farà tutto da sola, senza toccare i freni.