Martedi 1 Giugno 2010 - Zhytomyr (UA) - Tiszaujvaros (H) - 871km
La E40 che stiamo percorrendo per rientrare passa per Rivne e L'viv (Leopoli), ma sono città che sfioriamo appena, senza possibilità di fermata per una seppur breve visita. Il paesaggio fino a L'viv non è un granchè, si attraversano tra le altre, enormi piantagioni di pioppi in piena fioritura e ci sono piumini che volano dappertutto. Addirittura sembra che nevichi e tutto ciò ha anche un risvolto molto spiacevole per chi va in moto: i piumini si infilano sotto la mentoniera e vanno nel naso e negli occhi ed è un continuo starnutire e aprire la visiera per pulirsi naso e occhi.
Dopo L'viv la strada si fa più interessante, qualche curva, qualche salita, qualche collina all'orizzonte, fa presagire l'avvicinarsi dei Carpazi orientali.
Ad una stazione di servizio facciamo un interessante incontro
Guardate la targa: biker dall'Alabama, Stati Uniti d'America!! Erano più di due mesi che girava per l'Europa e in Ucraina la meta più ambita da raggiungere era la centrale di Chernobyl! Americans! Comunque tanto di cappello e massimo rispetto, io col mio LongWayStan mi sono sentito un po' una m___a!
Comunque dopo questo piacevole incontro, si rimonta in sella; il paesaggio si fa sempre più interessante, sembra di essere tra le colline del Monferrato, anche se la pioggia si fa sempre più insistente e il freddo anche, si arriva fino ad un valico a circa 800 metri di quota. Appena si svalica e si comincia a scendere sul versante opposto a quello di salita ci tocca il diluvio universale, si fa fatica a proseguire la marcia, ma teniamo duro anche perchè, man mano che si scende di quota verso il confine ungherese, la pioggia si calma via via.
A Mukacevo io vengo fermato dalla polizia ad un posto di controllo. Mi viene contestato il fatto di avere superato sulla sinistra una colonna di auto che procedevano lentamente in colonna dove c'era la riga continua. Ovviamente non ho fatto niente di tutto ciò, il poliziotto mi invita a parcheggiare la moto e a seguirlo in ufficio: ho già capito dove vuole arrivare, amici che sono stati in Ucraina prima di me mi avevano avvisato di certi comportamenti poco corretti delle forze dell'ordine. Praticamente mi porta in una stanza dove non c'è nessuno e chiaramente mi dice che vuole 10 euro oppure si mette a compilare il verbale. Solita tattica del finto gnorri, in più mi metto a fare il piangina, mi lamento del fatto che sono fradicio, strizzo le tasche della giacca e gli faccio il laghetto sul pavimento dell'ufficio, sono stanco, ho sonno, ho fame e devo assolutamente arrivare a casa prima possibile che c'ho la nonna che sta morendo...(mia nonna è già qualche anno che non c'è più; scusa nonna, però mi hai aiutato anche tu!!). Alla fine, dopo venti minuti di lamentazioni e finte incomprensioni, anche il zelante poliziotto ucraino si stanca come tutti gli altri e mi dice di andare... evvai!!
Facciamo dogana a Chop senza problemi in uscita dall'Ucraina, qualche minuto in più in ingresso in Ungheria in quanto provenienti da area extra-Schengen, comunque il funzionario ungherese vista la targa italiana e il giro che abbiamo fatto ci fa i complimenti e ci augura il bentornato in UE. Bella accoglienza, è proprio vero che i confini di casa nostra si sono allargati, siamo in Ungheria a più di mille chilometri da casa ma dopo tanto tempo in giro entrare nei confini UE fa la stessa impressione di varcare, se non proprio la soglia di casa, il cancello del proprio giardino. Piccola sosta per l'acquisto del contrassegno per le autostrade ungheresi che consiste semplicemente in una ricevuta di pagamento con dichiarata la targa del mezzo da tenere in tasca e da esibire a richiesta, senza bisogno di appiccicare niente sulla moto. Dopo poche decine di chilometri io comincio a sentire la stanchezza, non ce la faccio più e mi devo fermare; Daniele vuole assolutamente proseguire e fare più strada possibile per arrivare a casa l'indomani, per me è impossibile, devo prevedere un giorno in più in ogni caso, per cui decidiamo di salutarci e di separarci, da qui in poi ognuno segue la sua strada. Io passo la notte a Tiszaujvaros, una graziosa e tranquilla località termale, appena dopo lo svincolo autostradale per Debracem.