Oh bimbi scusate, io ci ho provato a mettere le foto ma non mi appaiono ..e dire che milkplus me lo ha anche fatto vedere il sistema di infilarle ma probabilmente salto qualke passaggio...mal di poco pazientate..stasera si va a cena insieme e me lo faccio rispiegare....duro ehhhhhhhhhhhh!!!!!!!!!!!!!!!!! e vabbe' datemi l'attenuante dell'età...
MA ANDIAMO AVANTI
Come dicevo nel finale del racconto precedente, entriamo ad AMASYA mentre il sole sta x calare e lo scenario è piacevole. La luce rossastra illumina la parete rocciosa che si staglia sulla sponda del fiume che taglia in due la città e le 8 serie di cinte murarie assumono sfumature deliziose; le case ottomane

poste sul margine del fiume iniziano a essere illuminate dai lampioni e l'insieme fa presagire una sosta piacevole e una visita interessante. Seguo le indicazioni del garmin che mi portano davanti all'albergo che purtroppo è sprovvisto di parcheggio privato ma vengo rassicurato dal proprietario che nessuno toccherà mai nulla. Prendiamo possesso della camera dopo aver spuntato lo sconto sul prezzo. E' arredata con gusto in stile moderno ma elegante, ha un bel bagno( finalmente ) e la finestrona da direttamente sul fiume. Dopo la doccia e il ristoro delle stanche membra decidiamo di restare due gg per la visita cosi da interrompre il ritmo finora effettuato. Prendiamo la Lonely e ci affidiamo ai consigli del lentiggionoso figlio di ELISABETTA II^ per la scelta del ristorante. Nemmeno a farlo apposta il ristoro da noi scelto si trova a duecento metri dall'hotel; all'ingresso troviamo una confusione pazzesca, il locale è pieno e ben 4 televisori mandano in onda una partita di calcio turca e + precisamente un derby fra le squadre di istanbul. Ci sediamo sotto un pergolato direttamente sopra il corso del fiume e silvia mi fa notare di essere l'unica donna presente.. io gli faccio notare che nessuno se la sta inc.....di pezza dato che sono tutti infervorati nella visione del match e che stanno facendo un tifo assordante. Come se nn bastasse

( silvia odia il calcio) di fronte a noi sull'altra sponda del fiume un fans club di una delle due squadre fa un casino pazzesco

ad ogni azione pericolosa, lanciando slogan e urla che rieccheggiano lungo tutta la città. Ordiniamo dei " sigari", sfoglia sottilissima ripiena di un formaggio delizioso e poi arrotolata x assumerne la forma, doner kebap e un assaggio di " meze" cioe' antipasti vari molto appetitosi. CI portano il tutto in portate abbondanti,

le gustiamo accompagnate dalla birra turca che è molto buona paghiamo 12 euro in due e decidiamo, seppur stanchi, di dare un occhiata alla passeggiata e fare qualke foto con l'illuminazione artificiale. Amasya come le altre città visitate si presenta pulita e in ordine, la gente sorridente e molti giovani che passeggiano o si sbaciucchiano sulle panchine poste lungo la passeggiata sul fiume. Sotto il castello le tombe dei RE del PONTO

si stagliano come occhi vuoti sopra la fila di case ottomane e danno l'impressione che la sfacchinata per salirci e visitarle ne valga la pena. Al rientro solito collegamento internet con il wireless e poi a nanna.
Al mattino ci alziamo con piu' calma e dopo una stupenda colazione armati di guida e macchina fotografica lasciamo l'hotel e ci dirigiamo verso le tombe. Il nostro programma prevedeva nell'ordine.....
salita alle tombe e visita
discesa al fiume e moschea
altra moschea antica e caravanserraglio
passeggiata per il centro e qualke acquisto
moschea del 1200 con bellissimi giardini e osservatorio astronomico dell'epoca
riposino pomeridiano ( dato che il sole spaccava le pietre gia dalle prime ore)
salita in moto al castello e visita
cena e poi preparazione bagagli per l'indomani....in cappadocia.
Saliamo per gradini scivolosi, polverosi e ripidi fino alle tombe pagando 6 lire turche per l'ingresso. La guida riportava la costruzione delle tombe a 2500 anni prima di Cristo con resti di terme ed edifici de palazzo delle vergini e la cosa sembrava interessante. Invece la delusione è stata cocente e mi spiego meglio; In turchia tranne che per qualke sito archeologico veramente curato ( efeso, hattusa, pergamo) non prestano cure o attenzioni particolari allo stato di conservazione degli stessi..gia le indicazioni o i cartelli esplicativi sono inesistenti o illeggibili e per lo piu' le spiegazioni sono in turco...cosa che non posso dire invece delle moschee siano esse recenti o antiche. Quelle sono curatissime pulitissime e ordinatissime. Capisco che il governo turco non abbia fondi per valorizzare l'immenso patrimonio artistico presente, ma trovare l'intera area ricoperta con scritte e graffiti, vederla ridotta a zona di scarico di rifiuti vari, non trovare un solo cartello che spiegasse come cosa e chi vivesse li, i ruderi degli edifici ridotti a qualke mattone o pietrone polveroso dove cani e gatti randagi trovavano alloggio e riparo è stato demoralizzante..mettici anche che il sole nn dava tregua e che la piccola galleria naturale che conduceva a tre delle cinque tombe fosse scivolosa e consunta dalle migliaia di persone passate con il rischio piu' che reale di cadere tra le rocce sottostanti e che persino all'interno delle Tombe ormai spoglie non ci fosse altro che cumuli di bottiglie e lattine.......... vi lascio immaginare[IMG]hthttp://www.flickr.com/photos/50036833@N07/5051076696/tp://[/IMG]. Stanchi dalla salita, accaldati, sudati e SFAVATI, scendiamo verso il fiume e la città facendoci un percorso di massima sfruttando il ( almeno quello) bellissimo panorama che si vede dall'alto. Arrivati sull'altra sponda del fiume visitiamo la prima moschea poi leggiamo che esiste un mercato coperto molto antico e decidiamo di andarci...Altra delusione dato che troviamo il mercato kiuso x ristrutturazione...cosi avendo vicino una vecchia moschea e il caravanserraglio proviamo ad avere maggiori soddisfazioni recandoci sul posto attraversando una via stretta e rumorosa dove su entrambi i lati della strada ogni negozio si dedica alla lavorazione di ferro e rame per la costruzione di cucine, stufette, lampade, pentole ecc ecc...molto carina devo dire. Ennesima delusione quando arrivati alla moschea la troviamo sprangata ( peccato era del 1300 piccola e graziosa) e decadimento totale delle braccia con conseguente arrotolamento sull'asse delle olive di famiglia, nel trovare il caravanserraglio completamente chiuso e in restauro. Sfiduciati dalla mancanza di indicazioni della guida al riguardo ( anno 2009 mica un ventennio fa), decidiamo di fare una passeggiata in centro, anche perchè da quanto picchia il sole sembra ferragosto e nn il 21 di settembre. Il centro è vivace e colorato, molti studenti nelle loro uniformi scolastiche ci salutano, molti anziani ci guardano incuriositi e molte donne lanciano occhiate non benevole al piccolo bottone della maglietta di silvia che fa leggermente intravedere l'inizio del solco dei seni.. ci ridiamo sopra e anzi io la invito a slacciare gli altri due.... inutile dire che prima ancora di finire la frase, la mia nuca si piega immediatamente verso il basso colpita dalla Lonely( a qualkosa serve allora) e dalla parola PORCO che la mia zavorrina mi sussurra sorridendo. Arriviamo al complesso della moschea + importante verso l'ora di pranzo e restiamo allibiti dalla cura certosina dei giardini e aiuole, dai tappeti coloratissimi che sono posti all'ingresso. Il minareto si avvita in alto con volute delicate, le pareti della moschea sono agghindate con scritte in arabo dagli svolazzi armoniosi, la fontana centrale è piena di disegni in blu e giallo e finalmente troviamo qualkosa che ci soddisfa. In piu' la moschea, con i suoi giardini e le sue panchine all'ombra di due alberi secolari e immensi, è proprio di fronte alle case ottomane sul fiume e la vista ci ripaga delle delusioni di prima. Lascio silvia all'ombra e mi reco da un fruttivendolo a prendere il nostro pranzo..due pere due pesche enormi e due banane due bottigliette di acqua e due ayran( bevanda a base di yougurt superdissetante)..spesa totale due euro e 50... trovo silvia intenta a scrutare gli uomini che, intorno alla fontana, parlano discutono e si lavano preparandosi alla preghiera e difatti da li a 5 minuti il lamentoso canto del muezzin si innalza in una angosciante serie di ululati e suoni ad annunciare la terza preghiera del giorno. Mangiamo il nostro pranzo beandoci dell'ombra degli alberi, osservando e commentando come in sei giorni dall'arrivo in turchia non avessimo mai visto nessuno litigare o discutere animatamente o cmq avere un atteggiamento aggressivo. Intendiamoci gente ...nn sto dicendo che in turchia non si menano o non ci siano liti....dico solo che a noi nn è mai capitato di vedere ( se non nel traffico) gesti di insofferenza. Alla fine della preghiera silvia mette sul capo il suo foulard ed entriamo nella moschea levandoci le scarpe e, per quanto mi riguarda, pregando che il " caprino" delle mie calzature ginniche non riempisse l'interno dell'edificio facendo credere ai poki fedeli rimasti un imminente attacco CHIMICO di AL QUAEDA. L'interno merita quanto l'esterno e pur non essendo come dimensioni, pari a quella di Edirne, resta comunque molto bella da ammirare. Dopo il riposino pomeridiano prendiamo la "rossa" e ci dirigiamo verso il castello...diamine a vederlo dal basso deve essere una cosa con i controc.....con i fiocchi volevo dire. Leggo sulla guida che le fondamenta murarie risalgono all'età del bronzo e che poi i re del ponto, i romani, i bizantini e gli ottomani hanno, nel corso dei secoli, aggiunto le varie cinte murarie fino alla posa di un enorme cannone da parte dei russi durante la loro breve occupazione. Essendo militare di carriera ero incuriosito da quel cannone portato chissa' a queli immani sforzi sulla cima del castello, dato che non esistevano strade se non l'unica tortuosa e scassatissima serpentina del sentiero che comunque giungeva solo alla porta principale del castello. La Lonely riportava anche che il famigerato pezzo di artiglieria sparava durante il ramadan per segnalare la fine del digiuno ..indi x cui poscia ( alza la coscia e p......) mi aspettavo di vedere "stabbestia" ancora funzionante...ma procediamo con calma. Gia trovare un posto sicuro x posizionare il cavalletto mi fa perdere un sacco di tempo, dato che l'asfalto presente è completamente sconnesso e pieno di ghiaia che non permette una posizione stabile; aggiungeteci il fatto che la moto pesa duecento kili e passa, che io sono fisicamente una "mezzasega" come si dice in toscana e che le urla di silvia con i suoi ATTENTO ALLA MOTO ATTENTO CHE CADE QUI NON MI PIACE ecc ecc e immaginatevi come il nervoso si stesse impossessando di me. Alla fine trovo il modo di rassicurare silvia e la " rossa " ed entriamo nel sito. Nessun cartello che indica se andare a sinistra o a destra, nessuna indicazione se la porta fosse romana o turca, medievale o ottomana..solo un arrugginito cartellone quasi illeggibile informa che il sito è antichissimo e che x salire alla sommità vi sono 150 scalini molto ripidi. Silvia mi guarda e con un perfetto e appropriato francesismo degno degli studi di MAUPASSANT alla sorbona di parigi mi dice..... "io ti vado nel..... a te e al cannone".... Cosi decido a malincuore di farmi la sfacchinata da solo e inizio l'ardua impresa di salita. Sono le 16 e 30 e vi giuro che il sole mi sta martoriando la pelle da quanto pikkia. Mentre salgo, il panorama sottostante mostra il suo fascino ...la città appare in tutta la sua lunghezza e il fiume la taglia in due dividendo la parte storica da quella moderna...con il fiato grosso e il sudore che cola, salgo tutti i gradini e arrivato in cima con mio sommo sgomento non trovo traccia del cannone...solo un lunghissimo pennone sulla cima, si alza verso il cielo facendo sventolare una bandiera turca cosi grande da poter ricoprire una decina di auto parcheggiate in fila. Cerco, salgo, scendo, giro, svolto, scruto, osservo ma di sto cannone nemmeno una traccia... accendo la videocamera e mi lascio andare in uno sfogo in vernacolo pisano che contempla una sequela di moccoli da far impallidire uno scaricatore di porto( con tuto il rispetto x i portuali)..sono le 17.00 e la voce del muezzin si estende dai minareti x l'ultima preghiera e il canto che sento finora per me dotato di un certo fascino diventa immediatamente una presa x i fondelli...."ma che cazzo ch'avrai da cantare"

grido da solo in cima alla fortezza non accorgendomi che il video ha il sonoro inserito

. Cosi molto incazzato e deluso, scendo i 150 scalini borbottando ed elencando tutte le donne di facili effusioni appartenenti alle casate dei santi che mi vengono in mente. Sudato come una capra raggiungo silvia che nel frattempo si è seduta sulla scalinata d'ingresso della porta del castello, montiamo in moto e torniamo in città x farci un giro. Restiamo seduti fino a tramonto rientriamo solo x una doccia e poi torniamo fuori per la cena e le foto della parte antica della città con le luci notturne.
In sintesi consiglio vivamente, a chi decidesse di andare ad Amasya, di non fermarsi che x una notte al massimo.. una visita la merita ma viste le condizioni dei siti, chi volesse recarsi li necessita solo di tre ore x la visita...cena o pranzo incluso... merita molto la fila di case sul fiume e merita la vista ( sempre dalla sponda del fiume) delle tombe xkè cmq sia il colpo d'occhio è notevole ma per il resto è inutile perderci tempo. Fatte le nostre riflessioni decidiamo di andare a nanna...domani cappadocia finalmente..e speriamo che tutte le fantastiche cose sentite e lette su quella regione siano all'altezza della loro fama...
to be continued