Giovedi 27 maggio 2010 - Astana - Yesil - 409km
Finalmente arriva giovedi, il pacco arriva a metà mattinata,
viaaaa, non perdiamo neanche un minuto. Ci mettiamo nel piazzale sul retro dell'albergo, in un angolino appartato e cominciamo a mettere le mani sul povero RT. In dieci minuti è ridotto così
che pena!
Questa la ruota posteriore
qui Daniele si avventa su quella anteriore con la chiave a cricchetto comprata il giorno prima
le ruote sono smontate e pronte per andare da un gommista a togliere i copertoni e a rimetterli sui cerchi nuovi.
Il direttore dell'hotel
si offre di accompagnarci col furgoncino dell'albergo dal gommista, che fortunatamente è un isolato dietro l'albergo. Attrezzatissimo, c'è perfino il compressore italiano
Questo lo "sbrego" sul cerchio anteriore
sembra incredibile ma Daniele ci ha marciato sopra per più di 1100km!!, questo quello posteriore
Gomme montate sui cerchi nuovi, evviva! Si torna all'albergo e si rimontano i dischi dei freni, abbiamo anche il frenafiletti per le viti...
Finalmente, alle 12.30, l'RT rinasce a nuova vita, che soddisfazione e che sollievo!!
Si può ripartire, io e Daniele ci guardiamo in faccia, in uno sguardo decidiamo di correre in camera, fare fagotto e partire il pomeriggio stesso, dove si arriva si arriva, è tutta strada guadagnata. Tempo un'ora e siamo in sella, non prima però di aver salutato tutto lo staff dell'albergo e in particolare il direttore che ci ha aiutato molto. Ci spiace solo non salutare Beris che pure lui ci ha dato una grossa mano.
Direzione nord ovest verso il confine con la Russia che passeremo a Troitsk domani per poi raggiungere Chelyabinsk e via, gomme in sella fino alla frontiera tra Russia e Ucraina, il tutto entro il primo giugno, data di scadenza del visto russo e termine ultimo per uscire dal paese.
Siamo carichi, le moto vanno bene, l'RT di naga fila che è un piacere, peccato che ci tocca percorrere le strade peggiori che abbiamo visto,
A nord di Astana infatti tutte le strade sono in rifacimento e spesso si incontrano deviazioni su terra battuta lunghe anche 20-30 km, in qualche tratto troviamo anche del fango a causa degli scrosci d'acqua abbastanza frequenti a queste latitudini
Nonostante tutto nel solo pomeriggio riusciamo a percorrere poco più di 400 chilometri e arriviamo in serata in un paesino sperduto nella steppa kazaka, Yesil, dove decidiamo di fermarci per la notte. Appena usciti dalla strada statale troviamo questa piccola locanda molto spartana a conduzione femminile,
simpaticissime, non spiaccicavano nemmeno una parola di inglese ma ci siamo intesi a meraviglia ugualmente.