autogrill
evviva, vedo Kargil
porca boia ancora problemi stradali
da un poco sto facendo un poco fatica a cambiare e così cerco subito un meccanico, da dormire lo troverò poi dopo. Il problema è dato dal fatto che ho rotto il filo della frizione, ma ho il ricambio con me. Inconveniente che mi sembra più che normale: nei tratti fangosi e con l’acqua nei giorni scorsi ho usato in maniera smodata la frizione
trovo da dormire alla Paradise Guest House in Hospital Road, infatti di fronte ho l’ingresso dell’ospedale e capisco il perché di tutte le farmacie che avevo visto lungo la strada
la stanza e il parcheggio
ho la stanza, il parcheggio, il pieno e la moto sistemata, cosa volere di più ? Scartata l’ipotesi dell’amaro Lucano cerco un posto per la cena e scelgo questo albergo/ristorante sulla via centrale di Kargil
il cuoco
la cena
mercoledì 21
solita routine mattutina, mi alzo, bagno porto giù i bagagli, carico la moto, batteria ok, gomma forata…ma ti pareva ? La volta che la metto in una specie di parcheggio semi custodito, alè. Memore delle indicazioni ricevute a Delhi, tiro fuori la pompa a pedale e gonfio un poco la ruota. Carico tutto e pian pianino torno dal meccanico, del resto sono le 6,40 del mattino.
Ovviamente è tutto chiuso, ma il meccanico è proprio vicino all’hotel dove ha soggiornato il gruppo degli australiani. Sono le sette e tutte le moto sono parcheggiate nel piazzale dell’hotel…metto anche la mia per uno scatto
i meccanici stanno accendendo una ad una le moto: gli chiedo come mai. Così quando i motociclisti hanno finito la colazione le moto sono già calde ! per curiosità chiedo al capomeccanico quanto costa a persona un viaggio organizzato così: mi dice che non lo sa, ma che solo per il noleggio della moto pagano 1100 rupie al giorno, il doppio del mio.
Prima della partenza per la tappa giornaliera meeting davanti all’albergo per spiegare la tappa e i punti di sosta previsti per le foto
qualche motociclista ha addirittura dei contenitori di plastica riempiti d’acqua, fissati alla schiena e con un tubo di gomma, per poter bere senza togliere il casco, per evitare il problema della disidratazione a quelle quote: ecco questo mi è sembrato un poco esagerato. Tutti comunque tirano degli accidenti irripetibili alle Royal Enfield
Finalmente apre il meccanico
lui però può solo smontare la ruota e mi manda con quella 50 mt più avanti dal gommista
gli do la camera d’aria di scorta (il mio kit è davvero completo) e poi penso che come 2 anni fa in Kirghigistan terrò quella riparata di scorta. Quando l’ha tirata fuori il gommista inizia a tagliare la parte di camera d’aria della valvola. Strano penso, il buco non era lì. Poi continua con le forbici e taglia tutta la camera d’arialungo il bordo interno. Alla fine è chiaro: lui non può riparare le camere d’aria e quindi infilerà in quella tagliata la mia di riserva, poi le infilerà entrambe nel pneumatico, in modo da proteggere la camera d’aria nuova.
torno dal meccanico con la ruota, la monto e parto verso le 9,30, non ho nemmeno poi perso troppo tempo, quasi un cambio gomme da GP.
Ogni tanto qualche problema capita anche agli altri
Quando mi sono fermato un attimo gli operai hanno insistito per farsi fotografare e poi mi hanno offerto uno spettacolo buttando benzina sul fuoco che preparava il catrame per la strada
poi raggiungo il passo dello Zoij La ( 3528 mt…ho trovato scritto così su internet) dove avevo letto che il traffico era regolato a senso alternato nelle 2 direzioni dalle 7 alle 14 e dalle 14 alle 7. La regola però riguarda solo i mezzi pesanti, gli altri possono girare sempre: l’ho poi imparato lì
inizia a spiovviginare mentre compilo il documento d’ingresso nella zona, riparto e alla fine l’acqua viene giù abbastanza forte: sosta per indossare la mia antipioggia
un’altra frana, tanto per non perdere l’abitudine
arrivo a Srinagar sotto un diluvio e avverto i ranocchi dentro ai miei scarponi: come mi aveva detto un’autista a Leh, la città è sotto un coprifuoco di 24h/24h, per le proteste sono già morte diverse persone, ma è bloccato solo l’accesso alla città. C’è una strada che le gira attorno e che poi porta a sud, costeggiando il Dal Lake. Sulla terraferma è pieno di alberghi e negozi di souvenir, mentre sulla parte del lago si vedono le house boat, case galleggianti trasformate in Guest House. Per andarci dovrei parcheggiare la moto, tirare giù i bagagli, caricare il tutto su una delle piccole imbarcazioni ancorate, attraversare lo specchio d’acqua e andare nella House Boat. Ci penso un’attimo e mi viene in mente che da bambino sono andato per anni con mio papà e i miei zii in una casa di legno coi pali di sostegno nell’acqua del fiume Po, nel ferrarese. Si andava a pescare e c’era una rete che andava da parte a parte della riva azionata da un motore e un barcone piatto con un motore fuoribordo. La notte c’erano i letti a castello di legno dentro la casa per dormire. Non vale la pena, almeno adesso visto che sono quasi le sei. Alle persone che mi offrono house boat ecc, dico che voglio un’albergo, massimo 250 rupie: trovato subito, mi do da fare per asciugare i vestiti.