Purtroppo mi devo unire al coro. Cambia le gomme.
Non sono un fulmine, tutt'altro, però mi è sempre piaciuto andare su e giù e godermi i ritmo di una bella strada.
Con gomme delle quali non mi sentivo sicuro, qualche mese fa, ho fatto una delle strade più belle, quella che da linguaglossa va al rifugio versante nord dell'etna. La ricordavo, curve splendide, ben raccordate, asfalto perfetto.
L'insicurezza latente, quasi inavvertita a livello conscio, mi ha rovinato la passeggiata: tornanti spezzati in due, curve malamente allargate e le sensazioni che adesso tu descrivevi. E persone che mi lascio generalmente indietro dopo tre-quattro curve che sono arrivate su molto prima di me. Senza parlare di quelli che generalmente mi lasciano dietro che erano alla seconda sigaretta dopo il caffè.
Forse si tratta di messaggi dalla sensibilità muscolare profonda, piccoli inavvertibili slittamenti, che non arrivano a livello conscio ma che agiscono sul cervello cmq, e ci limitano nella sicurezza. Fisiopatologicamente parlando questi circuiti esistono, non me li sto inventando. Sono quelli che generalmente ci fanno dire "non so perchè, ma avevo la sensazione di....."
Cambiate le gomme, quella sensazione, così simile a quella da te raccontata, è sparita.
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Ho imparato che poche cose sono più importanti del saper ridere di sé (cit.)
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