domenica 09/08/09: Uçhisar, Aksaray, Ankara, Istanbul – 750 km
Oggi salutiamo la Cappadocia, siamo stati benissimo e sicuramente ci torneremo quindi... Hosçakal Kapadokya!

Paghiamo la pensione e ripartiamo! Usciti da Uçhisar andiamo in direzione di Aksaray e da qui, costeggiando il grande Lago Salato (“Tuz Golu”), andremo ad Ankara. Non sappiamo ancora se ce la faremo ad arrivare fino ad Istanbul in una tirata, è piuttosto lontano: più di 700 chilometri. Forse facciamo una tappa logistica ad Ankara, anche se ci rompe un po' visto che non c'è comunque niente da vedere... Mah, vediamo intanto dove arriviamo per pranzo.

Fino ad Aksaray la strada è in condizioni più che buone, si vede che stiamo andando nella parte occidentale: è più ricca e le vie di comunicazione sono meglio tenute. Il traffico è quasi inesistente e iniziamo a trovarlo quando prendiamo la “quasi” autostrada nei pressi del Lago Salato verso Ankara. Il Lago Salato... Fin da quando sono partito avevo questo mito da vedere. Beh, ora che ci sono non è niente altro che una grande salina in mezzo ad una pianura brutta, per cui facciamo solo qualche fotografia sparsa e mi fermo per fare un rabbocco di olio alla moto. Sicuramente la parte a sud vicino a “Sultanhani”, il famoso caravanserraglio, è più bella, ma sarà per un'altra volta, ora dobbiamo rientrare...

E' l'una e siamo nei pressi della capitale. Prima di entrare in autostrada, decido di fermarmi a Golbasi per fare benzina ad una bella stazione di servizio di quelle turche dove c'è di tutto oltre alle pompe: market, lavatori di macchine, bagni, ristoranti... Ed è in uno di questi che decidiamo di entrare per guardare il menù. Incredibile, ci sono i prezzi esposti! Beh, quando abbiamo poi visto le vetrine con le pietanze da cuocere e come venivano realizzati i piatti, ci siamo seduti e abbuffati! Uno dei pasti migliori di tutta la vacanza per la modica cifra di quindici lire in due, compresi ayran e çay. Ci è piaciuto talmente tanto che ci portiamo via uno dei volantini-menù con le foto di tutti i piatti, i nomi e i prezzi! Ottimo memorabilia da portare a casa...

Ieri avevo mandato un sms a Tunçay, l'amico di Istanbul, dicendogli che forse saremmo arrivati oggi o domani in serata. Non avendo ricevuto risposta imposto il GPS con la destinazione “Sultanahmet”, il quartiere storico di Istanbul, della Moschea Blu e di Santa Sofia. Ci aspettano quasi 400 chilometri, ma sono solo le due e non possiamo buttare via mezza giornata e una notte ad Ankara, per cui... Via verso Costantinopoli!!!

L'autostrada è quasi perfetta, c'è traffico, ma si scorre alla grande! Alle quattro e mezzo siamo nei pressi di Bolu e inizio ad accusare un po', sono già diverse ore che siamo in sella e ci manca ancora un bel pezzo da fare... Così mi fermo per una sosta benzina e una redbull. Mentre bevo il mio energy drink, penso all'entrata in Istanbul alle sette di sera e onestamente sono un po' impensierito all'idea. Tutti quelli che ci sono stati, mi hanno sempre detto che è un vero massacro entrare nel centro storico di Istanbul, ma io ho fiducia nel mio buon turco imparato finora e i cartelli li so leggere abbastanza bene. E poi c'ho il mio navigatorino che finora non ha mai sbagliato un colpo, a parte non “conoscere” una strada nuova nei dintorni di Sinop.

Sono quasi le sette quando arriviamo nel groviglio autostradale vicino al Bosforo e al nuovo ponte immenso a pagamento che collega l'Asia all'Europa e che abbiamo percorso anche all'andata. Piccoli piccoli, sopra un piccolo mezzo di trasporto quale è una moto, guidiamo fra centinaia di auto, furgoni, pullman, camion, in un caos immenso, ma io sono tranquillo: ho imparato ormai a conoscere la guida dei Turchi, per cui l'occhio ce l'ho e anzi ogni tanto sono costretto anche io a guidare così, in un modo diciamo un po' spericolato...

Nel giro di mezz'ora, dopo una quindicina di semafori fedele al mio navigatore, mi ritrovo davanti ad un cartello che indica il quartiere di Sultanahmet a destra, giro... Una, due, tre curve e per magia mi ritrovo con la Moschea Blu a sinistra e Santa Sofia a destra, in mezzo a decine di turisti! Che spettacolo, ora sì che sono un motociclista “completo”!

E' stato facilissimo entrare in Istanbul, quasi sicuramente perché sono le otto di sera ed è domenica, però un po' di fortuna ogni tanto ci vuole!
Beh, sarà meglio che cerchiamo un albergo ora. Mi fermo davanti ad uno dei tanti del quartiere storico e mando Silvia in missione! Dopo due minuti, esce... Hanno solo la suite, vogliono centocinquanta euro a notte e non c'è il parcheggio per la moto; dicono che la possiamo lasciare davanti alla hall, non sul marciapiede, ma sulla strada dove passano, tram, auto, pullman e taxi... Ma sono fuori di testa! Via, andiamo da un'altra parte. Inizio ad essere un po' agitato, mi sa che se non vogliamo rimanere per strada dobbiamo sborsare una bella cifra per una stanza di albergo disponibile in centro storico a Istanbul, per di più una domenica sera di agosto...

Mentre mi risistemo sulla moto, vedo un gruppo di persone che sorseggiano un çay seduti davanti ad un negozio di souvenir e decido di chiedere aiuto. Non finisco nemmeno di spiegare la situazione, che uno di loro, in un inglese più che buono mi dice di seguirlo e che forse qualche speranza c'è! Lascio Silvia con la moto e gli altri signori, dopotutto è al sicuro, in una strada in pieno centro e fra una marea di gente.

A piedi con Mehmet, l'ennesimo di questa vacanza, andiamo ad un albergo con parcheggio custodito... Niente, completo! Alla fine mi dice che conviene andare ad una “Travel Agency” per farci aiutare nella ricerca. Così facciamo ed entriamo in una delle tante che ci sono vicino a Santa Sofia. Le mie indicazioni sono chiare: l'albergo meno costoso con parcheggio custodito per la moto!

Alla fine, dopo una ventina di minuti, mi trovano una stanza all'hotel “Almina”, vicinissimo al bazar “arasta” della Moschea Blu. Il ragazzo dell'agenzia dice che hanno il parcheggio per la moto e che per tre notti con la colazione ci vogliono centottanta lire a notte, novanta euro... Beh, non posso dire di no, siamo a Istanbul a Sultanahmet una domenica di agosto alle otto di sera e questo hotel è un quattro stelle! Ma sì, rilassiamoci...

Torno da Silvia che ritrovo seduta sorridente a parlare del nostro giro con il gruppo di signori che ovviamente intanto le avevano offerto un çay e dopo, con un altro dipendente dell'agenzia in sella dietro di me, vado all'albergo. E' in una viuzza molto curata e ce ne sono altri con super macchinoni parcheggiati fuori, ma appena spengo la moto non vedo un cancello o un posto dove poterla lasciare. Un fattorino mi saluta e mi dice che posso tranquillamente lasciarla fuori sul marciapiede di fianco alla scalinata di ingresso alla hall... E qui perdo le staffe, inizio subito a scaldarmi e faccio chiamare il direttore. Gli dico subito che ero stato chiaro con l'agenzia e che volevo il parcheggio custodito. Alla fine mi spiega molto gentilmente che la via è a fondo chiuso e pedonale, che è sicurissima (mi mostra le macchine lì intorno...), che mi fa parcheggiare sotto la telecamera di sorveglianza e che mi dà la camera al primo piano con le finestre sulla strada e sulla moto. E va bene, fidiamoci... Però la lego con il super catenaccione alla balaustra della scalinata e metto il bloccadisco!

Scarico i bagagli e mi riavvio a piedi verso Silvia che avevo lasciato in centro. Ci ritroviamo nel giro di pochi minuti, le racconto la vicenda e si preoccupa un po'. Quando poi arriviamo e vede il tutto si tranquillizza. Questo sì che è un albergo! Il confronto regge solo con la suite di Amasya. L'arredamento è completamente nuovo e la pulizia impeccabile, insomma è proprio bello...

Una volta sistemati per bene nella stanza e fatta una bella doccia rigenerante, usciamo per cercare un buon ristorantino dove mangiare qualcosa. Anche se siamo letteralmente cotti, dopo aver cenato ci fiondiamo per vedere di notte la piazza di Sultanahmet: veramente stupenda con tutti i giochi di luce sulla Moschea Blu e su Santa Sofia!
Ma ora a nanna, domani ci aspetta una giornata intensa, visto che staremo qui solo due giorni pieni e da vedere ce ne sarebbe per una settimana...

Prima di addormentarci, non possiamo non pensare che la vacanza è ormai agli sgoccioli... Oggi è domenica nove agosto e sembra ieri il sedici luglio quando siamo partiti la sera da casa alla volta dell'Asia. La malinconia ci assale, ma dobbiamo essere positivi e pensare alla prossime vacanze in futuro, tra le quali ci sarà sicuramente un altro po' di Turchia...