Grazie, sempre troppo buoni!
sabato 08/08/09: Uçhisar, Goreme, Ozluce, Avanos, Uçhisar – 50 km
Bene, anche per oggi Cappadocia in moto! Dopo aver salutato gli altri ragazzi italiani che oggi lasciano Uçhisar per andare a est sul Nemrut Dagi, alle nove ci ritroviamo con Roberto ed Elena fuori dal loro appartamento.
Il programma di stamani prevede il Museo all'aperto di Goreme e una piccola città sotterranea, probabilmente Ozluce, la più piccola, a seconda del tempo che ci rimarrà prima di pranzo.
Appena arrivati al parcheggio del museo, troviamo già parecchie auto e pullman: non promette bene, mi sa che nel giro di un'ora qui si riempe tutto... Dopo aver parcheggiato le moto, ci avviamo subito verso la biglietteria. Un biglietto costa quindici lire! Lo so non è tantissimo, ma in confronto ai biglietti pagati per gli altri siti meno famosi è un po' un ladrocinio... Iniziamo così la visita: il posto è affascinante, ma onestamente pensavamo meglio. Sarà per le centinaia di turisti presenti che non ci permettono di vedere con calma le chiese scavate nella roccia, visto che bisogna fare la fila per entrare in ognuna di queste ed essere costretti ad uscire subito per far posto ad altri. Per non parlare dei gruppi con guida che devono sempre entrare tutti insieme... Insomma una gran confusione! Dopo nemmeno un'ora abbiamo già finito di vedere tutto e siamo piuttosto delusi, anche perchè all'interno del complesso archeologico, ci sono due chiese per le quali si devono pagare altre cinque lire a testa per visitarle... Ok, basta, direi che è ora di andarsene! L'unico intermezzo piacevole è un gruppo di spagnoli per i quali mi metto a fare il fotografo di gruppo e che dopo aver finito, ci invitano per unirci a loro e scattarne delle altre ridendo e scherzando come ragazzini idioti, ma va bene così!

Per le undici arriviamo a Ozluce; la Lonely non è molto chiara a riguardo, per cui andiamo un po' a senso per arrivarci e alla fine troviamo un piccolo cartello nel centro di Kaymakli che ci dovrebbe portare a destinazione. Dopo circa sei chilometri arriviamo in un minuscolo villaggio di campagna, completamente diverso dagli altri della zona: all'apparenza disabitato e senza turisti, è formato da case molto vecchie e rovinate, le strade sono pessime e a noi ricorda subito i villaggi di campagna dell'est... Ecco, qui siamo nella vera Turchia, quella povera, lontana dai circuiti turistici e dalle città! Girovagando un po' fra i tre o quattro vicoli presenti, alla fine troviamo un signore che ci saluta in turco, sicuramente è un contadino del posto. Ovviamente ricambiamo subito, ma non è un contadino, è il proprietario della cittadella sotterranea! Infatti fra gesti e parole sconnesse riusciamo a capirlo. Ci porta così all'ingresso del sito archeologico e ci dice che per entrare ci vogliono dieci lire a testa più altre cinque se vogliamo la luce accesa all'interno... Questo è matto come un cavallo!!! Va bene che si deve contrattare, ma qui si esagera. Così lo salutiamo e anzi scocciati gli diciamo che è troppo caro, visto che questa è la città sotterranea più piccola della regione. Alla fine dopo un tira e molla non indifferente e belli fermi sulle nostre decisioni, riusciamo ad arrivare a cinque lire a coppia luce compresa! E che cavolo, come può pensare che si vada sotto terra senza luce... Le gallerie sono tutte su un livello, il posto è piccolo, ma comunque è molto affascinante. Ovviamente in pochi minuti lo visitiamo ed usciamo. Questi posti sono veramente particolari e fanno un certo effetto, sicuramente quando torneremo in Cappadocia visiteremo anche le città più grandi di Kaymakli e Derinkuyu, sperando di non incappare in attacchi di claustrofobia...

E' quasi l'ora di pranzo, decidiamo così di andare a Kaymakli per mangiare qualcosa. Parcheggiamo così le moto davanti ad un piccolo locale dove servono solo ed esclusivamente pide, fatte su di un bancone davanti ai clienti e cotte in gran bel forno a legna. E' quasi pieno e tutti mangiano di buon gusto... Beh, non ci sono dubbi, entriamo qua! Non posso fare a meno di notare che siamo gli unici turisti in mezzo a tante famiglie del posto. Il locale è un pochino squallido, ma comunque minimale e pulito, a parte qualche mosca svolazzante... Ahhh, ora sì che mi sento a casa, nella mia Turchia!

Dopo aver mangiato le nostre ottime pide e bevuto un'ayran, usciamo a fare due passi nel piccolo centro del paese sulla strada che porta all'ingresso della omonima città sotterranea. Ci sono tante bancarelle e così ci mettiamo a girovagare e a curiosare un po'...
Sono le tre, decidiamo così di rientrare e andare a vedere il Sarihan, il caravanserraglio in stile selgiuchide vicino ad Avanos: ora è un locale museo, dove organizzano gli spettacoli dei dervisci rotanti. Appena arrivati entriamo e all'ingresso ci fermano: dobbiamo pagare dieci lire a testa anche solo per entrare a vedere l'edificio, senza assistere agli spettacoli, che comunque ci sono solo la sera. Beh, per oggi basta così... Usciamo e torniamo alle moto.
Ci salutiamo con Roberto ed Elena e ci diamo appuntamento per le sette. Infatti loro vogliono andare a fare un giro in moto verso Soganli, mentre noi vogliamo vedere Avanos e i laboratori di ceramica rossa tipici del paese.
Dopo aver fatto una passeggiata lungo il fiume Kizilirmak e aver visitato un paio di negozi di ceramica, ci dedichiamo ad un momento della giornata oramai imprescindibile: la bevuta del çay. Ci sediamo così in tutto relax all'ombra dei tigli e dei platani di un “Çay bahcesi”. Ottimo!

Rientriamo a Uçhisar, passando da strade diverse giusto per gustare panorami e posti nuovi; però quando arrivo a Çavusin mi infilo nella stradina sterrata di ieri mattina per fare altre due foto e divertirmi con la moto, mentre Silvia coglie un po' di albicocche dai tanti alberi presenti...

Arrivati per le sei alla pensione, andiamo a vedere il laboratorio del vicino artigiano che lavora l'onice e non possiamo fare a meno di fare qualche acquisto per noi da portare a casa. Decidiamo di prendere anche un regalo per i nostri amici turchi di Istanbul conosciuti a Sinop, Tunçay e Buko, che ci hanno invitati ad andare a trovarli e stare da loro per quando arriveremo nella capitale. Non è sicuro che potremo andare da loro, perchè avevano un impegno fino a ieri, però meglio che arrivare a mani vuote, eventualmente ce lo terremo noi...

Sono quasi le sette... Cavolo dobbiamo sbrigarci che fra poco ci raggiungono Roberto ed Elena!!!
Tutti e quattro insieme ci chiediamo dove andare a mangiare. Qui a Uçhisar ci sono molti ristoranti che servono cucina francese, che però preferiremmo gustare in Francia e non qua in Cappadocia... Così all'unanimità decidiamo di tornare a mangiare turco nel ristorante di ieri sera!

Prima di andare a dormire facciamo una passeggiata e andiamo alla nostra pensione. Roberto infatti vuole vedere un po' tutta l'attrezzatura per la moto e i bagagli, in quanto ha comprato la moto da poche settimane e dovrà fare acquisti nei prossimi mesi: tuta, borse, stivali... Loro staranno qua anche domani e poi andranno verso il Nemrut Dagi e Urfa, visto che li abbiamo convinti a fare almeno una città curda dell'est, mentre noi dobbiamo avvicinarci a Istanbul. Ci scambiamo infine i recapiti per risentirci prossimamente e ci salutiamo con un arrivederci e un buon viaggio a tutti!