Mercoledi 19 maggio 2010 - Chinaz (dogana UZ-KZ) - (KZ) - Merke (KZ) - 534km
Alle 5.00 comincia già a fare chiaro, così comincio a muovermi nella tenda, esco a vedere come si presenta la situazione, spinto anche da alcune impellenti necessità corporali... tutto tace, in dogana non si muove ancora nessuno, i camionisti ronfano ancora tutti nelle loro cabine super attrezzate. In 10 minuti la tenda è smontata e ripiegata, anche se la lascio stesa sulla moto ancora un po' per cercare di fare asciugare l'umidità della notte. Intorno alle 6.30 cominciano i primi movimenti, alle 7.00 i motori dei tir sono già caldi e si riprende a viaggiare. Lo facciamo anche noi di buon'ora, non prima di aver salutato tutti gli amici camionisti, in particolare Mechmet che in segno di amicizia vuole che ci scambiamo le t-shirt. Anche questo sarà un momento che ricorderò sempre in futuro e in segno di riconoscenza lasciamo a Mechmet tutti i sum, la valuta locale uzbeka, che abbiamo, tanto a noi non servono più, mentre lui ha da attraversare tutto il paese. In dogana, avendo già fatto tutte le pratiche il giorno prima ci resta solo il controllo passaporti che sbrighiamo in un attimo, in realtà anche questo era già stato fatto ieri e poi oramai ci conoscono... Appena entrati in Kazakistan la prima cosa che facciamo è verificare com'è la situazione rifornimenti in questo paese, sperando di non trovare lo stesso scenario dell'Uzbekistan: una ventina di chilometri dopo il confine si presenta il primo distributore di benzina kazako, sembra una stazione moderna ed in effetti la benzina si trova senza problemi, c'è anche la verde a 95 e 98 ottani e si può pagare con la carta di credito. Sarà così per tutto il Kazakstan; almeno la benzina, da qui in poi, non sarà più un problema...
La strada almeno qui scorre veloce, arrivati a Shymkent abbandoniamo il nostro programma di viaggio iniziale e deviamo verso destra, secondo le indicazioni degli amici camionisti, verso Almaty lungo la M39. La strada è tutta asfaltata ma il traffico è molto sostenuto, soprattutto quello pesante e rallenta non poco l'andatura. Veniamo anche fermati in un centro abitato per eccesso di velocità ma anche qui la polizia è abbastanza tollerante e ci lascia andare senza fare niente. Abbiamo da tenere presente un altro fattore di rallentamento: i radar della polizia: sono molto frequenti, soprattutto nei centri abitati per cui... 50km/h e non si sgarra. Comincia a farsi sentire il caldo, la stagione avanza, ma la cosa più fastidiosa è che le strade, anche quelle asfaltate, sono talmente impolverate che ogni mezzo che passa alza un polverone micidiale che noi in moto siamo costretti a subire in pieno, per non parlare poi dei camion che creano quasi delle tormente di sabbia! Addirittura c'è un servizio di autobotti che passano a intervalli regolari sulle strade principali e le irrigano per abbattere la polvere! Però è un palliativo che dura ben poco, dopo 10 minuti è già di nuovo tutto asciutto e secco...
Anche oggi si viaggia con lo scopo di percorrere più chilometri possibili per cercare di arrivare, nonostante i circa 1000km in più della deviazione, a ricongiungersi in Russia e Ucraina nelle stesse date previste nel nostro itinerario iniziale.
Non abbiamo fatto i conti con la sfiga però!
Alle 15.30 infatti, mentre percorriamo la solita M39 a circa 70/80 km/h vedo che Daniele, che mi sta davanti, rallenta bruscamente e si accosta sulla destra.
Purtroppo quello che non doveva capitare è capitato: buca nella strada e cerchi in lega dell'RT compromessi: quello anteriore ha preso una bella botta e presenta una crepa lunga una spanna nel centro del cerchio, ovviamente con copertura afflosciata, quello posteriore invece ha solo una incrinatura sul bordo più esterno ma la copertura non ha perso pressione. Sono momenti terribili, naga è preso dallo sconforto, già pensa a come rientrare e far rientrare a casa lui e la moto, io cerco di tranquillizzarlo e di pensare a una soluzione, ma ovviamente non mi viene in mente nulla. Intanto siamo fermi a bordo strada a 200 metri da un distributore di benzina: portiamoci lì con le moto e poi cominciamo a ragionare una soluzione. Peccato che il gestore del distributore sia un po' tontolone e la moglie ancora peggio; l'unica cosa che sanno fare è sputare per terra ogni 30 secondi, capiamo subito che non ci saranno di nessun aiuto, neanche con una telefonata, ce la dobbiamo cavare con le nostre sole forze.
Allora la situazione è questa:
1) abbiamo la ruota anteriore dell'RT che non permette in queste condizioni di proseguire il viaggio,
2) la ruota posteriore sembra tenere,
3) siamo a circa 500km da Almaty, la città più "attrezzata" del Kazakstan per queste cose e dove presumibilmente è possibile trovare qualche ricambio BMW.
Decidiamo quindi di chiamare l'assistenza BMW in Italia non tanto per farci avere l'assistenza lì in Kazakstan dove peraltro non è prevista ma solo per sapere se in Kazakstan esiste un centro di assistenza BMW moto dove noi possiamo rivolgerci direttamente. Daniele per telefono parla chiaro ma dall'altra parte in assistenza BMW Italia non capiscono un tubo: siamo alle solite, si parla con i maledetti call center che non capiscono niente e non comprendono la nostra situazione; continuano a sostenere che non è possibile avere assistenza in Kazakistan, ma questo è esattamente quello che NON vogliamo. Cerchiamo solo una informazione che dopo svariati contatti e chiamate NON riusciamo ad avere.
Grazie assistenza BMW, un lavoro veramente ben fatto, continuate così, bravi!!!
Ancora oggi non sono riuscito a capire se in Kazakstan esiste un centro assistenza BMW moto! Tiremm innanz... diceva il solito milanese...
Propongo allora a Daniele di chiamare direttamente la mia officina BMW dove io porto le mie mukke e vedere se ha disponibili due cerchi per l'RT1150, L'idea è quella di farseli spedire dall'Italia con corriere espresso in modo da riprendere poi il viaggio. Conosco ormai di persona il titolare dell'officina-concessionaria è sempre molto disponibile e prima di partire mi aveva chiaramente detto di chiamarlo per qualsiasi problema si fosse presentato. Lo chiamo e naturalmente i due cerchi ce li ha, per lui non è un problema fare il pacco e portarli in TNT Traco. Nel frattempo al distributore di benzina dove siamo fermi cominciano ad arrivare i primi kazaki a vedere cosa è successo. Tra loro tre ragazzi automuniti che sostengono che il cerchio anteriore è tranquillamente riparabile e sono disponibili ad accompagnare Daniele ad aggiustarlo lì vicino. Io e Daniele ci guardiamo increduli, abbiamo sempre saputo tutti e due che i cerchi in lega non si possono aggiustare. Comunque non c'è nulla da perdere, in cinque minuti si smonta la ruota anteriore e Daniele parte con i tre ragazzi per l'intervento di riparazione. Io rimango al distributore insieme alle moto.
Dopo un paio d'ore ritorna Daniele e con grande meraviglia ha in mano il cerchio riparato!!
Come al solito la necessità aguzza l'ingegno e in questi paesi aggiustano di tutto. Praticamente hanno inserito nel tubeless una camera d'aria, tra l'altro neanche della misura giusta da 17 pollici perchè non l'avevano, ma da 16" e poi hanno riempito lo spazio tra il bordo del cerchio piegato e la camera d'aria con dell'altra camera d'aria tagliata tutta ripiegata e incollata; un lavoro da manuale, veramente. Fatto sta che la pressione tiene, rimontiamo il tutto, Daniele fa qualche prova dapprima a bassa velocità poi spinge fino a 80/90 km/h, è già una velocità che ci permette di raggiungere casa senza problemi, tutto bene, la moto nemmeno vibra e la pressione non scende. Evvai!!! Viva i meccanici e i gommisti kazaki!! Siamo in condizioni di ripartire e di raggiungere almeno una città. Daniele decide di farsi spedire comunque i cerchi dall'Italia dal mio meccanico, costi quel che costi: li facciamo arrivare ad Astana, la capitale del Kazakstan, che noi raggiungeremo tra 2 giorni, così mentre i cerchi sono in viaggio, viaggiamo anche noi e non perdiamo troppo tempo. Astana poi è la capitale e non dovrebbe essere difficile fare arrivare roba lì. E' una questione di sicurezza, i cerchi in lega possono rompersi tra 10 km come tra 1000, in quelle condizioni poi!! E poi da Astana mancano ancora più di 5000km per arrivare a casa, per cui meglio non rischiare, i cerchi vanno cambiati il prima possibile. Sulla Lonely Planet Daniele e io scegliamo un albergo ad Astana, l'hotel Munayshy, dove ci fermeremo a dormire e dove faremo arrivare il pacco-dono tanto atteso; richiamo il mio meccanico BMW in Italia e organizzo la spedizione, tutto a posto, dovrebbe arrivare in tre giorni, oggi è mercoledi, ormai la giornata è persa, presumibilmente il pacco è dal corriere giovedi, parte venerdi, tre giorni, la domenica di mezzo, dovrebbe arrivare lunedi, speriamo! Comunque siamo contenti che almeno riusciamo a muoverci, così alle 19.00 lasciamo il distributore di benzina dove ci eravamo fermati. Chiediamo qual è la prima cittadina dove è possibile trovare un albergo per dormire e ci viene indicato il paese di Merke; viaaa, destinazione Merke, è circa 60km più avanti. Ogni tanto naga si ferma per controllare il tutto, tutto sembra a posto, la moto va come prima, tiremm innanz!! Col buio arriviamo finalmente a Merke, nell'unico albergo disponibile, gestito da sole donne tutte abbastanza attempate e megere; sembra più una casa d'appuntamenti che un albergo, ma siamo talmente "cotti" che va bene uguale. Nelle camere di fianco a quelle che ci hanno dato sembra ci siano dei festini in corso, si sentono anche odori strani di fumi strani, qualche canna e qualche spinello girano...però poco più tardi si calma tutto e si riesce a riposare tranquillamente. Dopo una giornata simile ne abbiamo bisogno e dopo una cena veloce a base di ottimi "manty", una specie di ravioli di Shangai al vapore con ripieno di carne e verdure, ci ritiriamo nelle nostre stanze dove Morfeo ci raggiunge poco dopo.
Domani ci aspetta una dura giornata di trasferimento; la pacchia delle tappe da 200/300 km al giorno è finita, d'ora in poi gambe in spalla, anzi, gomme in sella!!