Martedi 18 maggio 2010 - Samarcanda - Chinaz - 258km
Al mattino foto di rito con moto davanti al Registan
Come già detto prima, oggi tenteremo di entrare in Kazakstan un giorno prima della data di ingresso stabilita sul visto. Siamo in anticipo sul programma di viaggio, a Samarcanda abbiamo già visto quello che c'era da vedere ieri pomeriggio, ha poco senso passare un'altra giornata qui, meglio cercare di guadagnare un giorno che può servire più avanti per qualche sosta non programmata. Siamo consapevoli che sarà difficile passare però tentiamo, male che vada si sta fermi in dogana una notte e al mattino del 19 maggio siamo già pronti a partire, la giornata è guadagnata in ogni caso.
Si parte, salutiamo Samarcanda, siamo al giro di boa cioè da qui inizia la strada del ritorno a casa. Abbiamo il solito problema dei rifornimenti, troviamo appena fuori della città un distributore modernissimo ma anche qui niente benza. Gli addetti ci indicano proprio di fronte a bordo strada dei ragazzi che ci possono essere utili e infatti appena ci avviciniamo a loro spuntano dalle barriere del guard rail bidoncini di pvc da 5 litri pieni di un liquido trasparente che dovrebbe essere benzina. Riusciamo così a riempire i serbatoi, il prezzo non è molto diverso dal prezzo ufficiale del carburante, mi viene il dubbio di che cosa ho appena messo nel serbatoio; la mukka comunque non si lamenta mai e va sempre!
Via, la strada corre veloce, il fondo è buono, del resto stiamo percorrendo la strada principale che conduce alla capitale dell'Uzbekistan, Tashkent che purtroppo non visiteremo, dovendo passare la frontiera una settantina di chilometri prima. Ad un certo punto lungo l'autostrada M39 ci tocca uscire a destra seguendo le indicazioni per Gulistan; proseguendo dritto infatti dovremmo passare il confine con il Kazakstan per poi rientrare in Uzbekistan 20 km dopo, a causa di una propaggine di territorio kazako che si protende verso l'Uzbekistan, retaggio dei vecchi confini imposti ai tempi della ex URSS.
Contornata questa penisola kazaka, ci si riporta sulla M39 dove poche decine di chilometri dopo si incontra l'uscita ben indicata per Yallama, il confine che dobbiamo attraversare.
Arriviamo alla dogana uzbeka di uscita nel pomeriggio, al primo posto di controllo della dogana uzbeka l'addetto di turno ci fa una filippica infinita sull'alcool e le droghe che francamente capiamo poco sia per difficoltà linguistiche sia per il fatto che siamo in uscita dal paese, boh?, evidentemente non essendo un transito molto frequentato, aveva bisogno di fare quattro chiacchiere coi primi che fossero passati di lì...
Lasciato alle spalle l'Uzbekistan
vediamo se riusciamo ad entrare qualche ora prima del consentito in Kazakstan
Facciamo tutti i controlli alle moto senza che nessuno si accorge della data di validità del visto sul passaporto, manca solo la prova del nove del controllo passaporti dove ti mettono il timbro di entrata e purtroppo vediamo che l'addetto comincia a guardare fin troppo bene il visto... niente da fare si è accorto che la data di ingresso parte dal 19 maggio, oggi è il 18, ce lo fa notare, noi facciamo finta di cadere dal pero... Subito interviene il capitano direttamente superiore in grado all'addetto, cerchiamo di spiegare il motivo di ingresso il giorno prima, in fondo si tratta di poche ore prima della mezzanotte. Il capitano è giovane e molto gentile, parla anche un po' di inglese, va a parlare col responsabile della dogana, ma quando ritorna ci riferisce che non c'è niente da fare, l'ingresso è per il 19 e basta. Addirittura pretende che noi dobbiamo ritornare dentro i confini dell'Uzbekistan in quanto sostiene che le autorità uzbeke hanno sbagliato a farci uscire dal loro paese con un visto di ingresso kazako valevole dal giorno dopo. Come se le all'Uzbekistan può interessare quando uno deve entrare in un altro paese, assurdo!! Allora cerchiamo di spiegare che per noi ritornare in Uzbekistan è impossibile perchè il visto sul passaporto è già stato vidimato col timbro di uscita. Tira molla, molla tira, alla fine riusciamo a stare nella terra di nessuno tra i due paesi, in compagnia dei camionisti che anche loro aspettano il giorno dopo per passare. L'occasione è buona per chiedere informazioni sulle strade kazake, chi meglio dei camionisti conosce i percorsi stradali più praticabili e scorrevoli? Cominciamo a tirare fuori cartine e chiediamo informazioni sulla famigerata M32 che collega Shymkent ad Aktobe; noi siamo a conoscenza di tratti abbastanza difficili ma comunque praticabili a bassa velocità, semmai i problemi seri si avrebbero se dovesse piovere, quando lo sterrato si trasforma in fango quasi impraticabile. Ebbene tutti ci hanno confermato che oramai la M32 non è più una strada, che ogni anno è sempre peggio e che anche loro non la percorrono più. Ci consigliano di passare più a est, passando per Taraz, il lago Balqash, Karaganda, Astana ed entrare in Russia a Troitsk e poi Chelyabinsk; si allunga di circa 1000km ma è molto più scorrevole e sicura ed è tutta asfaltata. Decidiamo quindi di dare retta ai camionisti, modifichiamo quindi il percorso anche perchè vediamo che la situazione meteo sembra peggiorare. Il resto della giornata passa scambiando quattro parole coi camionisti, in prevalenza turchi. In particolare facciamo amicizia con Mechmet
che ci prende in simpatia e all'ora di cena ci vuole portare a tutti i costi in una locanda lì in dogana a mangiare qualcosa di caldo. Prendiamo una specie di pasta insieme a della carne tipo spezzatino, buono, ma al momento di pagare Mechmet insiste per offrire lui. Restiamo un po' sconcertati, ma non c'è niente da fare, poi ci porta a conoscere altri suoi amici camionisti che ci offrono il tè (chai) e poi ancora un altro gruppo di autisti che sta preparando la cena a base di pasta al pomodoro e patate fritte. Alla fine ci sono patate fritte e birra per tutti, si ride e si scherza tutti insieme, proprio una bella serata, anche qui abbiamo avuto l'occasione di conoscere persone veramente speciali. Alla fine arriva l'ora della nanna, io monto la tenda sulla strada mentre Daniele non ha voglia di piazzare la tenda, così si sdraia direttamente sul cassone vuoto del tir di Mechmet.