Lunedi 17 maggio 2010 - Buchara - Samarcanda - 278km
Tappa breve per raggiungere la mèta del viaggio: Samarcanda.
I chilometri sono pochi così la raggiungiamo nel primo pomeriggio. Subito andiamo al bed and breakfast che abbiamo scelto sulla guida, è il primo b&b di Samarcanda, un po' kitch ma non male, è tutto un saliscendi, rampicanti e piante verdi dappertutto, il posto per dormire c'è. Ieri si è deciso di rimanere solo una notte qui e di partire subito il giorno dopo per raggiungere il confine con il Kazakstan, anche se il visto di ingresso parte dal giorno dopo. Tenteremo di entrare un giorno prima di quanto permesso.
Le moto anche qui ce le lasciano parcheggiare nel cortile interno.
Scarichiamo i bagagli, tempo mezz'ora e alle 2 del pomeriggio siamo già a girare per la città. Prima però voglio andare in una banca per prelevare qualche spicciolo e qualche dollaro. Pensavo di potere utilizzare anche gli euro qualche volta, ma finora l'unica valuta straniera accettata è il dollaro americano, perciò scarseggiano e mi voglio rifornire. Prendiamo allora un taxi, dal momento che la National Bank che permette il prelievo di valuta straniera con la Visa si trova dalla parte opposta della città, poi torniamo a piedi, così visitiamo quello che c'è da vedere lungo il percorso.
Subito mi impressionano i larghissimi viali con la parte pedonale all'interno e le carreggiate per il traffico all'esterno, praticamente sono quasi dei giardini o dei parchi all'interno della strada.
Passiamo la zona universitaria dove incontriamo tanti studenti e arriviamo al monumento di Tamerlano
Poco distante è l'omonimo mausoleo, bellissimo
anche l'interno è finemente decorato per accogliere la tomba del grande condottiero, circondata dalle tombe dei famigliari.
Poco distante il mausoleo di Rukhobod risalente al 1380, il più antico di Samarcanda
e poi via verso l'attrazione turistica principale della città, dell'Uzbekistan e forse di tutta la Via della Seta: il Registan. Eccolo, mozzafiato
con le tre madresse, da sinistra a destra rispettivamente di Ulugbek, Tilla-Kari e Sher Dor, una di fianco all'altra
sulla piazza il "diserbante" manuale
mentre poco lontano c'è un impegnativo taglio del prato che richiede la presenza di ben 4 operatori
Qui una piantina del complesso
Per la visita di tutto quanto bisogna fare la "KACCA"
che non è quello che spontaneamente viene da pensare ma è semplicemente l'acquisto del biglietto di ingresso, posto che la C in cirillico corrisponde alla nostra S e quindi i conti tornano, bisogna passare dalla KASSA per pagare.
Anche i cortili interni delle madresse sono molto belli, tutti con dei giardini curati, l'unica nota stonata è la presenza di troppi negozi di souvenir ubicati proprio nelle stanze della madressa.
Comunque, se a Buchara avevo resistito, qui mi sono lasciato andare e mi sono portato a casa, dopo lunga contrattazione sul prezzo col negoziante, un bellissimo tappetino di seta.
Ma è alla sera al tramonto che si creano giochi di luce fantastici e molto suggestivi che mettono in risalto la possente architettura del Registan, complice anche la strana mancanza di turisti che avrebbero potuto riempire la piazza (e rovinare le foto).