Martedi 11 maggio 2010 - Ashgabat
Giornata di stop. Qualche mese fa, in sede di pianificazione del viaggio abbiamo deciso di inserire questa intera giornata ad Ashgabat pensando che fosse una città interessante da visitare. Quello che abbiamo visto ieri pomeriggio ci è già bastato, la capitale del Turkmenistan non offre molto da vedere, e quello che c'è è tutto uguale e ripetitivo: teatri mastodontici per marionette, ministeri e palazzi governativi da tutte le parti e tutti uguali, effigi e celebrazioni dorate dell'ex presidente Niyazov dappertutto; l'impressione è quella di una città finta, che si è rifatta il look con veloci rivestimenti marmorei che peraltro già danno i segni dei primi cedimenti con piastrelle che si staccano dalle facciate, ecc. In realtà avevamo programmato di trascorrere almeno metà giornata al bazar di Tolkuchka che si trova a circa 8 km dal centro, ma come al solito chiediamo informazioni sui giorni di apertura e oggi, guarda caso, è chiuso... e non poteva essere altrimenti, non c'è il due senza il tre, dopo Tehran e Shahrud, anche il bazar di Ashgabat ci dà il due di picche!
Comunque dobbiamo farci passare la giornata perciò decidiamo di prendere un taxi e andare a visitare il museo nazionale che si trova qualche chilometro fuori del centro città, nella zona dei palazzoni bianchi nuovi e deserti.
Prima però passiamo dalla State Bank for Foreign Economics Affairs per prelevare con la Visa un po' di dollari americani. Palazzone enorme modernissimo, anche dentro marmo da tutte le parti...
Arriviamo al museo intorno alle 10 di mattina e... indovinate un po'?!? Chiuso!!
Di fronte al museo questa bandiera, il pennone sarà alto almeno 100 metri, un classico esempio di ostentazione di magnificenza...
Facciamo un taxi tour per Berzengi, il quartiere nuovo della città, grandi palazzi, grandi fontane, nessuno in giro, desolante...
Anche le finiture dorate vanno molto di moda da queste parti...
La mania di grandezza ci ha un po' stufato, perciò decidiamo di ritornare in centro città e muoverci con le nostre gambe. Ci facciamo lasciare dal taxi sotto l'arco della neutralità
una boiata pazzesca con in cima una statua d'oro del turkmenbashi alta 12 metri con le braccia alzate sempre orientata in fronte al sole grazie ad un meccanismo che la fa girare...
subito mi viene da pensare alla "madunina" del duomo di Milano ma il paragone non regge nemmeno un secondo!
In teoria dovrebbe essere possibile salire con un acensore fino ad una terrazza sotto la statua, almeno si può vedere un panorama dall'alto, ma in pratica è chiuso per restauri.
Facciamo quindi una capatina al bazar russo in centro città, lo abbiamo già visitato ieri ed è forse la cosa più bella di quello che abbiamo visto qui. E' un crogiuolo di colori, genti e mercanzie fantastico, dove perlomeno si vede un po' di gente.
Un po' di popolazione locale
poi si va a vedere un altro bazar, il bazar Tekke, questo sembra specializzato sulla macelleria e pescheria
fuori dal bazar le venditrici "non ufficiali" che mettono sul mercato i prodotti del proprio orto
Sulla strada del ritorno in albergo ci scappa ancora qualche "nigutìn d'or",
qualche palazzo di stampo ex-sovietico
e qualche casa della vecchia guardia, senz'altro più genuina e reale dei nuovi palazzoni marmorei di Berzengi
poi, visto che si trova appena dietro l'hotel, facciamo una capatina alla stazione ferroviaria, mastodontica, ma c'era da aspettarselo.
I treni sono molto belli e c'è molta gente sui marciapiedi dei binari
Col buio l'arco della neutralità è illuminato di tutti i colori, poteva essere diversamente?!?