Visualizza un messaggio singolo
Vecchio 21-06-2010, 00:42   #191
gspollo
Mukkista in erba
 
L'avatar di gspollo
 
Registrato dal: 21 Jun 2008
ubicazione: Somma Lombardo (VA)
Messaggi: 482
predefinito

Lunedi 10 maggio 2010 - Quchan (IR) -Ashgabat (TM) - 137km



La tappa più corta del tour, ma non la più semplice. In primis abbiamo lasciato Diego e la sua famiglia, nonostante abbiamo passato poche ore insieme, mi sembrano vecchie conoscenze e vecchi amici di lunga data e avrei davvero voluto fermarmi qualche giorno in più con loro, in secondo luogo c'è da fare dogana per entrare in un paese, il Turkmenistan, che stando a quello che si dice dovrebbe essere la Corea del Nord dei paesi ex sovietici. Ma oramai non credo più ai "si dice" che si leggono sui libri o si sentono in tv, quando ho toccato con mano, posso dare il mio giudizio e il mio pensiero.
La tempesta del giorno prima è passata e oggi è una di quelle giornate fatte apposta per andare in moto: cielo terso, temperatura ottimale, poco traffico, strade in buone condizioni, paesaggio incantevole. Ecco la catena del Kopet Dag, al di là il Turkmenistan e la capitale, Ashgabat che si trova appunto ai piedi del versante opposto di queste montagne.



Eccoci alla frontiera di uscita dall'Iran a Bajgiran



Qui, per la cronaca, è possibile fare rifornimento di benzina, appena prima del cancello in foto, sulla sinistra c'è una bottega che vende un po' di tutto, compreso il carburante; bisogna solo acquistare a litri e a multipli di 5. E' un ottimo modo per finire gli ultimi rials iraniani. Di fronte alla bottega c'è anche l'omino del cambio in nero, dove acquistiamo un po' di manat, la valuta del Turkmenistan.
Dopo il cancello c'è un primo controllo dei documenti, velocissimo. In realtà la vera dogana iraniana è un chilometro più avanti, dopo aver fatto un tornante in salita. Dogana modernissima, anche qui siamo seguiti da un omino già in età di pensione che ci porta ordinatamente a passare tutti gli sportelli, fino al controllo della corrispondenza dei dati del Carnet con la moto. Finito, diamo gli ultimi rials rimasti all'omino che ci ha aiutato; in un'ora abbiamo alle spalle l'Iran, pronti a passare in una nuova realtà, il Turkmenistan. Appena ci avviciniamo alla frontiera, si capisce subito che qui la gente è molto diversa, più seria, più chiusa, non un sorriso, non una stretta di mano. Colpisce la giovanissima età dei militari turkmeni che prestano servizio qui in dogana, avranno tutti al massimo venti anni, non ce n'è uno che accenna ad un sorriso o che mostra qualche segno di stupore a vedere noi due in moto, e pensare che sicuramente non passano tutti i giorni dei motociclisti!
In ogni caso anche qui sono molto professionali, fanno i controlli che devono fare, ci viene sempre indicato a quale sportello rivolgersi di volta in volta, qualche volta negli uffici si trovano dei funzionari civili un po' più alla mano che accennano scherzosamente a una stretta amicizia con il nostro primo ministro. Anche qui non si perde molto tempo per gli uffici, dobbiamo solo aspettare che finisca la pausa pranzo per l'ultimo controllo sulle moto. Al momento non ci facciamo caso ma già qui c'è una profusione di marmo bianco che sarà il leit-motif di tutto quello che vedremo nella capitale.





Via, possiamo andare, 1700 metri di dislivello in 35 km ci separano da Ashgabat lungo una gola montuosa. La strada è ottima, traffico zero, la temperatura aumenta fino ai 27/28 gradi. Già dall'alto si vede il bianco del marmo della città



la porta sud è imponente e fa quasi paura. L'effige dorata del Turkmenbashi, il capo dei turkmeni ovvero l'ex presidente Niyazov campeggia nel centro della porta; sarà onnipresente in ogni angolo della città con statue, busti e quant'altro...



poi sembra di entrare in una città fantasma: viali enormi, larghissimi con 3 o 4 corsie per senso di marcia, ma di auto e persone neanche l'ombra



interi quartieri con palazzi enormi, bianchi, tutti rivestiti di marmo, nuovi, senza vedere nessuno che entra o esce.



Una volta in centro, abbiamo qualche difficoltà a trovare l'albergo Ashgabat, i nomi dei viali non sono indicati, chiediamo ai poliziotti presenti ad ogni incrocio ma sembra di chiedere indicazioni per un altro mondo, evidentemente i militari non sono del posto e non conoscono la città. Anche qui però c'è il personaggio che si ferma incuriosito da noi e dai nostri mezzi e, capita la situazione, ci fa da guida in auto fino a destinazione. Eccolo, l'hotel Ashgabat, mica piccolo e trascurabile.



Alla reception stanno abbastanza sulle loro, l'inglese è quasi un miraggio, il background culturale sovietico si fa ancora sentire, le cose non ti vengono proposte ma le devi chiedere tu. Le camere non sono male, è ancora abbastanza presto, così decidiamo di farci una doccia e poi di scendere e fare quattro passi per la città.
Ci colpisce subito la maestosità degli edifici, il 90 per cento rivestiti di marmo bianco (l'altro 10 per cento di marmo di un altro colore!), chissà, probabilmente sono i vecchi palazzi sovietici che hanno subito un restyling con un veloce rifacimento delle facciate; è una profusione di marmo dappertutto, spesso esagerando. Teatri mastodontici e imponenti, sembrerebbe una nazione dedita alle grandi opere liriche e alle grandi rappresentazioni, poi invece scopriamo che gli unici spettacoli rappresentati sono quelli di marionette della durata di un'oretta circa tra le 19.00 e le 20.00 di sera...che tristezza!







Eccolo, l'indorato deus ex machina di tutta questa magnificenza:



Marmo anche nei sottopassaggi pedonali, basta, non se ne può più!



Ma la cosa che colpisce di più è la bellezza della popolazione femminile di etnia turkmena; hanno un portamento e un'eleganza molto affascinante con le loro tipiche vestine lunghe fino alle caviglie, sempre molto colorate e aderenti... la fantasia e l'immaginazione si scatenano...





Arriva l'ora di cena, troviamo un pub stile inglese abbastanza carino, non è male e i piatti sono buoni e saporiti, ma soprattutto si torna a trovare vera birra che in Iran era assolutamente off-limits!
Domani abbiamo previsto un giorno di sosta qui, avremo modo di approfondire e verificare le prime impressioni su questo strano paese e questa ancora più strana città.
__________________
R1150GS ADVENTURE - 2003 "la mukkona"
R1100S replika randy mamola - 2003 "la mukkina"

Ultima modifica di gspollo; 30-06-2010 a 09:28
gspollo non è in linea   Rispondi quotando