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Vecchio 14-06-2010, 21:41   #155
gspollo
Mukkista in erba
 
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Mercoledi 5 maggio 2010 - Dogubayazit (TR) - IR - Tabriz (IR) - 333km



Tappa "breve" in considerazione del fatto che c'è da fare dogana per entrare in Iran. Non sappiamo come è la dogana iraniana, c'è il Carnet de Passages en Douane per le moto di mezzo (è l'unico paese del nostro giro che lo richiede) per cui abbiamo messo volutamente una tappa con pochi chilometri. Al mattino come al solito cerchiamo di partire presto, non senza comunque passare a visitare la fortezza Ishak Pasa Sarayi a 6 km dalla città, nella foto è quel palazzo che si vede sulla montagna in secondo piano;



il tempo non promette niente di buono e infatti come tocchiamo le selle delle mukke comincia a piovere. Visitiamo la fortezza di corsa proprio per la pioggia, comunque ne valeva la pena. Riprendiamo la strada verso il confine che si trova a circa 30km. Arriviamo in fretta, non c'è molto traffico e subito si avvicinano due turchi: uno ci offre di cambiare soldi, l'altro si occupa del disbrigo delle pratiche burocratiche turche. Tira molla col cambio dei soldi, alla fine cambiamo 100 dollari a testa per poi scoprire che ci ha fatto un cambio molto vantaggioso... per lui! Vabbè, pazienza, in un viaggio così ci sta anche questo. L'altro invece si da' da fare con i nostri passaporti, il problema è che il personale di uno sportello è andato a farsi il caffè di metà mattina e torna dopo un'ora, anche questo ci sta in viaggi così...
Alla fine tutto è a posto con la Turchia, salutiamo il turco che ci ha dato una mano e gli diamo una mancia di 10 euro, e finalmente si apre il cancello di ingresso dell'Iran.



I militari ci fanno cenno di fermare le moto poco più avanti, poi si avvicina uno di loro e ci porta allo sportello del controllo passaporti. Qui troviamo una fila abbastanza lunga di iraniani davanti allo sportello ma a noi ci porta direttamente davanti alla porta. Qualche minuto di attesa e poi vengono esaminati i nostri passaporti. Il doganiere ci chiede qual è il nostro percorso in Iran e lo scrive su un prestampato. Timbro di ingresso sul visto del passaporto, un rassicurante "You are welcome in Iran" e una calorosa stretta di mano, come inizio, niente male! Si passa poi alla vidimazione del Carnet e al controllo moto e bagagli, il tutto in tre quarti d'ora. E noi che pensavamo di passare metà giornata in dogana! Increduli, ci guardiamo in faccia e, siamo in Iran, comincia l'avventura!!



In realtà un chilometro più avanti c'è un altro controllo, quello della polizia che verifica l'assicurazione stradale delle moto. Controlla le nostre carte verdi che riportano l'Iran ma comunque è richiesto un timbro di un ufficio posto qualche centinaio di metri prima. Ottenuto il timbro, ripassiamo dal poliziotto che apre la sbarra e anche lui ci da il benvenuto in Iran.
Siamo liberi di girare per uno dei paesi che ritenevamo più ostili e difficili da affrontare. Tutto il contrario, a giudicare dalle premesse e dai primi approcci; staremo a vedere come va nei prossimi giorni.
Per ora non ci resta che rimetterci in marcia verso la meta della giornata, Tabriz. La strada è buona, sicuramente meglio della E80 turca che abbiamo lasciato ieri, il traffico modesto. Arriviamo a Tabriz, città abbastanza grande, e cerchiamo di raggiungere l'albergo. Naturalmente siamo sotto gli occhi di tutti, le automobili ci sfiorano e ci chiedono da dove veniamo, grande meraviglia e stupore sentirsi rispondere Italia. Alla fine ci dobbiamo fermare a chiedere indicazioni: per poco non si blocca il traffico, tutti arrivano a vedere la novità, non è facile comunicare senza inglese, cerchiamo di far capire dove vogliamo andare anche con carta e penna, mostriamo la piantina della città ma sembra che in Iran non sono avvezzi alla lettura delle carte, nessuno è in grado di dirci dove siamo esattamente in quel punto sulla carta. Alla fine, se non altro per la teoria dei grandi numeri, tra tutta la folla radunata salta fuori quello che ha capito dove vogliamo andare e conosce il posto; è in moto e si offre di accompagnarci di persona. Lo seguiamo ma facciamo fatica a stargli dietro, il traffico in città è caotico e le nostre mukke non sono agili come le motorette che hanno loro. Riusciamo così ad arrivare all'albergo, sudati come pulcini appena nati grazie al tempo che si è rimesso al bello e alla temperatura salita di parecchi gradi rispetto agli altopiani dell'Anatolia turca. Anche qui prima di riuscire a raggiungere il parcheggio nel retro dell'hotel, mi fermano due ragazzi che vogliono assolutamente fare delle foto alla moto col telefonino.
Alla sera bisogna mangiare: andiamo a piedi verso il centro della città



e scarpinando per 6km buoni arriviamo al ristorante, attraversando la zona delle botteghe dei gommisti, poi quella dei ricambi auto, poi quella delle batterie per autoveicoli, ecc., realizzando quella che nel pomeriggio in moto era un'impressione: l'albergo è abbastanza lontano dal centro. Zuppa, patate fritte e carne alla griglia, un'anteprima di quelle che saranno più o meno tutte le cene iraniane. Dopo cena però siamo "cotti", i piedi fanno male e decidiamo di prendere un taxi per tornare all'albergo. Ci tocca un taxi privato con una frizione che urlava ad ogni micrometrica variazione della pressione dell'acceleratore, comunque arriviamo a destinazione con una spesa irrisoria di 20000 rials e cioè circa 1,8 euro.
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R1150GS ADVENTURE - 2003 "la mukkona"
R1100S replika randy mamola - 2003 "la mukkina"

Ultima modifica di gspollo; 15-06-2010 a 16:22
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