Quote:
Originariamente inviata da andreawake
senza storia.....
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Ennò, eh... !
E'
scientificamente 
dimostrato che la Stelvio è inguardabile solo nelle inquadrature in cui vengono evidenziati gli occhi da Gabibbo. Se chi l'ha disegnata avesse avuto maggiore lucidità (e avesse prestato meno attenzione alle richieste del magazzino ricambi, che evidentemente aveva uno stock di fanali da scooter in surplus), ne sarebbe uscita una estetica sicuramente più accattivante su una moto che già di per sé era nata armoniosa ed equilibrata per quanto può esserlo una all-purpose di grossa cilindrata.
Guardate qua:
Possiamo osservare che sussiste un notevole equilibrio delle masse e uno studio attento delle proporzioni e delle linee, studio che per certi versi appare portato persino all'eccesso a scapito della funzionalità (vedasi l'inclinazione del portapacchi, funzionalmente criticabile ma coerente con l'andamento del telaietto reggisella e dei maniglioni).
Ora guardate il GS 1200:
L'andamento generale delle forme è esattamente quello della Stelvio, anzi, dà meno idea di "coerenza" (il terminale di scarico, per esempio, che sembra piazzato lì quasi per caso in una posizione che non è né carne né pesce, cioè né alta né bassa, mentre quello della Stelvio "segue" il posizionamento "tradizionale" che ci aspettiamo istintivamente; ma potremmo parlare dell'estetica da "incompiuta" - sicuramente
voluta per ridurre e limare il più possibile i pesi - con tante parti strutturali a vista; oppure potremmo parlare della maggiore "pesantezza" del frontale, ove sono concentrati più volumi rispetto alla Stelvio, in cui invece i volumi appaiono disposti in maniera più "distribuita" e - l'assenza del becco e lo sbalzo maggiore del portapacchi provocano questo effetto ottico - maggiormente spostati verso la parte posteriore del veicolo).
Personalmente considero sia il GS 1200 sia la Stelvio moto esteticamente riuscite nella loro categoria, sicuramente studiate meglio delle loro concorrenti V-Strom, Varadero, SuperTeneré, Caponord. L'unico punto problematico della Stelvio è quella coppia di fanali veramente orrendi, che con tutto il restante disegno della moto non ci azzeccano veramente una beata fava e che sono paragonabili ad una esecuzione canora di gran classe in cui una sola "stecca" rovina irrimediabilmente tutto quanto di buono il tenore ha saputo produrre fino a quel momento.
Da qui a metterla fra le più "orrende", però, ce ne passa.