una moto che passeggia su fondo asciutto e a posto, guidata da uno non veloce ma semplicemente capace, non infoiato dal correre ma semplicemente non disposto a violentarsi per rallentare artificiosamente il proprio passo (che è stressante come voler correre), su una strada mediamente curvilinea dà circa un 20% di spazio/tempo all'auto media guidata da uno semplicemente capace. e i guidatori d'auto semplicemente capaci in percentuale mi sembrano meno dei motociclisti di parilivello.
Non so perché succede, ma chiunque giringiro sa che è palesemente così. La conseguenza è che si tiene larghi ma vicini, per avere miglior visuale per decidere quando è possibile passare, e per ridurre lo spazio necessario.
La cosa rognosa che capita ogni tanto è quando, tipo sul Turchino, o su pezzi della Tiburtina, hai tratti curvilinei medi seguiti da lunghi rettilinei, e i dementi che schiacciano a tavoletta si riprendono a mano a mano i metri ceduti nelle curve.
Quello che è vero è che bisogna capire nel traffico quando "mollare" (io in città parto già "mollato", arrivo "mollato", e cerco di non pulire il water) e, quando lo si fa, occorre saper deporre lo stile e il modus operandi di quando si intende passare, cosa che istintivamente non sempre si riesce a fare purtroppo.
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本田 シービーアール1000アールアール ファイアーブレード
Ultima modifica di Zel; 20-02-2010 a 12:10
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