ma vorrei tornare se non vi spiace a qualche altra considerazione. Stabilito che moto o auto devono essere belle per vendere, e cio' e' curioso, essendo macchinari nati con uno scopo, non si chiede di essere bello a un tornio o a un forno elettrico, vorrei tornare al discorso "aziende".
Stabilito che e' fatta da uomini e che prospera se gli uomini son "buoni", questo puo' spiegare dei cicli storici, in cui aziende conoscono crisi e poi rilanci, a seconda se hanno a disposizione uomini buoni o meno .
Ma allora cosa induce un uomo "buono", intendo decisivo ad andare in una azienda o meno? questi non soo uomini che mettono al primo posto lo stipendio, quasi mai. Lo stipendio alto e' solo eventuale conseguenza.E quindi? paradossalmente anche questi uomini subiscono il fascino del prestigio, per cui potendo scegliere preferiranno una audi a una opel, una ducati a una guzzi. E si torna al punto di partenza, uomini buoni vanno in aziende buone perpetuandone il prestigio. E il cerchio si chiude, se vai bene andrai meglio, se decadi invertire la tendenza e' durissima. Una ultimissima considerazione.
Tu azienda buona hai gli uomini buoni? bene, devi lasciargli briglia sciolta e sfruttarne le capacita' da giovani, oltre i 50 anni si diventa conservatori e si difede lo status quo personale. I dirigenti dvono avere 40 anni. L'azienda deve premiare le buone idee e non fare come certe aziende dove chi esce dagli schemi e' un rompiscatole guardato con sospetto.
Credo che gli ultimi successi ducati siano dovuti in larga parte a un paio di questi uomini buoni e giovani.Che sono andati in ducati perche' la vedevano come un mito.E ne hanno accresciuto il prestigio con i risultati.
Io credo che uomini del genere siano poche decine, e le aziende se li contendono . Ma nessuno di loro va solo dove trova il maxistipendio
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