Altra tappa...
domenica 26/07/09: Erzurum, Tortum, Yusufeli, Gole, Kars – 380 km
Oggi attraverseremo gran parte delle Valli Georgiane e passeremo tutto il giorno in moto, fermandoci per vedere alcuni posti, per fare tante foto ed immergerci nei paesaggi stupendi della regione!
Il tempo e' sempre piuttosto brutto, ma non piove per cui gambe in spalla, ehm in sella, e andiamo!
La strada che va a nord verso Tortum da Erzurum, e' di recente realizzazione ed e' perfetta. Pero' mentre guido mi viene da pensare... Ma a che serve questa superstrada immensa se non c'e' neanche una macchina o un camion? Misteri della Turchia...
Prima di arrivare nella zona montuosa di Tortum, il paesaggio e' tutto praterie. Poi iniziano appunto le Valli Georgiane, un tempo territorio del regno medievale di Georgia. Le campagne e i paesaggi circostanti sono stupendi, i pochi villaggi presenti sono minuscoli e le case spesso sono poco piu' che capanne in pietra o mattoni, ci sono pochissime macchine... Insomma sembra di essere in un'altra epoca! La strada infine e' tutta nostra. Ogni tanto devo fare attenzione: spesso in curva trovo dei massi in mezzo alla strada caduti dalle pareti di roccia vicine... Decidiamo di visitare le rovine della chiesa georgiana piu' bella a detta della guida: Oskvank, si trova vicino a Uzundere e lasciamo cosi' la strada principale non appena troviamo l'indicazione. Ci ritroviamo a su una piccola via locale, che passa attraverso villaggi e fattorie, in mezzo a boschi e valli dominate da tantissimi piccoli torrenti; qui le persone ci guardano un po' stralunate, per capire cosa cavolo siamo venuti a fare da queste parti... E in moto per giunta!

Vivono di pastorizia e agricoltura quasi esclusivamente di sussistenza, ma i visi delle persone sono sereni, felici e ci sembra che non manchi loro quasi niente. Siamo in terra di Laz, una minoranza etnica completamente diversa da quella turca e che discende dalle popolazioni caucasiche.
Le rovine della vecchia cattedrale di Oskvank, del X secolo, sono piuttosto affascinanti e misteriose: il soffitto delle tre navate e la cupola sono ormai crollati, ci sono bassorilievi e affreschi deturpati dagli iconoclasti e dai musulmani nei secoli passati, e le mura sono annerite probabilmente da incendi provocati per cancellare la cultura cristiana dalla regione. Assolutamente un luogo da preservare il piu' possibile!
Appena lasciata Oskvank riprendiamo la strada che porta al Lago di Tortum e proseguiamo verso nord. Il cielo inizia a schiarire e compare finalmente un timido sole a riscaldarci un po'.
Oltrepassato il lago la strada si strettisce parecchio e ci ritroviamo praticamente in una gola, dove all'interno scorre il fiume Coruh. Le pareti della gola sono spettacolari, tutte di roccia rossa; il fiume scorre tortuoso al nostro fianco, peccato solo che nei giorni passati abbia piovuto molto e che pertanto sia solo un enorme torrente di fango.
Verso l'ora di pranzo arriviamo nel paese di Yusufeli, proprio in mezzo ad una delle tante vallate della zona: il paese e' piuttosto vivo, sicuramente migliore dei poveri villaggi visti durante la mattina. Andiamo a mangiare in un ristorante, praticamente l'unico in paese, dove servono carni e kebab in tutti i modi possibili! Silvia rimane un po' colpita dal fatto che in paese e nel ristorante in particolare non ci sia nemmeno una donna. Non oso mettermi nei suoi panni, dev'essere un po' a disagio poverina... Il pranzo e' comunque ottimo e le persone sono cordiali e sorridenti. Uscendo vediamo anche entrare un gruppo di donne, le quali pero' vanno a mangiare al piano di sopra: uomini giu' e donne su, ognuno per conto suo...
Lasciata Yusufeli, che nei prossimi anni verra' completamente distrutta per lasciare posto ad un lago artificiale, prendiamo la strada per Gole ad est. Gradualmente le valli georgiane diradano diventando vere e proprie pianure, i paesaggi sono sempre stupendi e soprattutto non c'e' un'anima, siamo proprio all'avventura! Troviamo solo un posto di blocco armato della Jandarma turca lungo la strada, ci sorridono e ci salutano senza chiedere niente.
Nei pressi di Gole sulla strada c'e' un bel cantiere di allargamento della carreggiata e purtroppo ci si ferma, non si va avanti. Stanno infatti 'tirando giu' con le ruspe mezzo monte per fare spazio alla strada e noi ci incolonniamo con le macchine presenti, in attesa che riaprano al traffico. Fortunatamente nel giro di pochi minuti una ruspa arriva sul posto e ripulisce dalle macerie: ottimo si riparte!
Verso le quattro ci ritroviamo piano piano ad uscire dalla regione montuosa con valli e boschi e iniziamo a salire, salire sempre di piu'. E' freddo, nuvoloso e siamo su un altopiano a piu' di 2500 metri di altitudine: ai nostri lati ci sono solo steppe e praterie, siamo in mezzo al niente! Ci fermiamo obbligatoriamente, visto che non voglio rischiare, a fare benzina in un'area di servizio, l'unica vista da una settantina di chilometri, che si trova su uno spiazzo sterrato e con ghiaia, dove l'edificio e' quasi una baracca, la pompa e' vecchissima e dove la benzina fa pena! Infatti nel tragitto successivo fino a Kars la moto non mi tiene il minimo e devo tenerla accelerata durante le soste a motore acceso... Cavolo, era meglio se portavo un integratore di ottani!

Nei pressi di Kars, la strada diventa praticamente una grande pista sterrata con ghiaione, larga quasi una ventina di metri.
Arriviamo cosi' dopo questa giornata avventurosa e tutti sporchi di fango da capo a piedi, per le 7 circa con il cielo sempre piu' nero e con la pioggia. Un po' stanco guido per entrare in citta', la periferia sembra un villaggio di campagna, con la strada tutta spaccata, le papere e le mucche al bordo... Andiamo a cercare subito un albergo della guida, troviamo cosi' il 'Gungoren Otelcilik', onestamente un po' squallido, ma pulito e con tanti clienti che sembrano essere qui per lavoro. Il portiere mi fa parcheggiare lungo la strada, davanti alla hall: e' uno dei parcheggi peggiori trovati finora qui in Turchia per la notte, pazienza... Mi assicurano che non ci sono problemi e ci danno la stanza che si affaccia proprio sulla strada, cosi' che io possa ogni tanto controllare la mia motina.
Dopo la doccia usciamo, purtroppo e' tardi e non possiamo andare a vedere il castello, che e' l'unica attrazione della citta'. Pazienza, dopo tutto non era in programma una sosta turistica in questa citta' se non per una notte da trascorrere in vista della visita alla citta' archeologica di Ani.
Ceniamo in un piccolo locale dove servono esclusivamente 'lamachun', un altro tipo di piatto simile alla pizza, con la differenza che e' a base di carne e che e' fatto a strati impilati uno sopra l'altro. Non e' male, ma la pida e' tutta un'altra cosa!
Andando verso Tortum:
Oskvank:
Lago di Tortum:
Yusufeli:
Verso Gole:
Verso Kars: