Del mio atteggiamento patologico nei confronti dei ciclisti ho già detto altrove. Non è
giusto, ma purtroppo per me è così.
Due aneddoti per arricchire la letteratura:
- Impegno un incrocio, col verde, e uno di questi individui classicamente insetato in una miriade di improbabili accoppiamenti cromatici, tra cui ancora ricordo un turchese ed un fuxia psichedelici, attraversa l'incrocio dalla strada che aveva il rosso. Riesco a schivarlo per un pelo, la sua ruota anteriore si ferma contro il marciapiede. Gli dico: "Guardi che se continua a non rispettare i semafori, prima o poi qualcuno la stende e ci lascia le penne. E chi la investe passa un guaio" Lui mi guarda e risponde:"Si, ma io non inquino come voi".
- SONO STATO TAMPONATO AL SEMAFORO da un ciclista. Storto il portatarga
Quando l'ho traguardato con occhi di bragia, mi ha urlato:"caxxo, ma che ti fermi, il rosso era appena scattato, avevi tutto il tempo di passare"
Mentre gli urlavo che il rosso significa stop, ha alzato la bici e se ne è andato "velocemente" sul marciapiede. Quello che "seriamente" mi preoccupa è che il primo impeto è stato di inseguirlo e stampargli una cascata sulla quella faccia di menta. Fortunatamente per me ho resistito.
Un amico, conoscendo la mia velocipedistafobia mi ha inviato questo, dicendomi "almeno ti sfoghi". Lo condivido volenteieri con chi ha la mia stessa malattia.
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